Senza filtro - Giancarlo Torricelli incalza il centrosinistra sulla gestione pubblica dell'acqua
Talete, Mariani e Mazzoli concordano con Chicchiurlotto?

Viterbo 10 - settembre - 2004
A leggere le dichiarazioni del dirigente provinciale dei DS, Chiucchiurlotto, sulla gestione del ciclo idrico, c’è da essere sconfortati. E’ la conferma delle contraddizioni che attraversano molti partiti del centrosinistra sulla questione della gestione dell’acqua.

Per carità, Chiucchiurlotto ha tutto il diritto di sostenere le sue posizioni che non sempre hanno coinciso con quelle di chi si è battuto per la gestione pubblica dell’acqua. Così come di fare demagogia sostenendo che i piccoli comuni debbono essere tutelati nella Consulta d’ambito ( cosa scontata perché prevista dalla legge). Quello che non è chiaro è se Chiucchiurlotto parla a titolo personale oppure le sue posizioni sono le stesse del centrosinistra.

Mazzoli e Mariani condividono la proposta di Chiucchiurlotto di rimandare “sine die” la nomina del Consiglio di Amministrazione di Talete e la riscrittura del Piano d’ambito, subordinando questi atti alla nomina della Consulta d’ambito e ad una non meglio precisata modifica dello Statuto, oppure ritengono necessario accelerare, compiendo l’unico atto propedeutico (nomina del Consiglio di amministrazione) a mettere mano a quel Piano d’ambito che rappresenta la vera questione sul tappeto?

Ancora: di fronte all’evidente atteggiamento dilatorio di settori di centrodestra e di centrosinistra cosa si intende fare per ripristinare l’ordine delle priorità (nomina del Consiglio di amministrazione e riscrittura del Piano d’ambito) così come stabilito nei molteplici confronti pubblici di questa estate e così come la logica suggerirebbe?

Tra l’altro la convocazione della conferenza dei sindaci del 21 settembre pone un problema di legittimità democratica. Chi ha deciso che all’ordine del giorno dovesse esserci la sola nomina della Consulta d’ambito? Il Presidente Marini sul quale pende un problema evidente di incompatibilità per effetto dell’articolo 63 del testo unico degli enti locali? O una Consulta uscente, ormai “scaduta”?


Nella gestione del ciclo delle acque va ripristinato in primo luogo un percorso trasparente di garanzia democratica capace di sconfiggere una volta per tutte i tentativi neoconsociativi che puntano unicamente a rinviare la fase della gestione pubblica dell’acqua.

Di fronte a questo ennesimo rischio dilatorio perché il centrosinistra non mette in discussione la convocazione e l’ordine del giorno del 21 settembre?
La costruzione di un progetto unitario per le prossime provinciali passa anche dalla pratica, qui ed ora, di un percorso che sappia dare gambe alla scelta fatta dalle comunità locali di gestire l’acqua attraverso un soggetto pubblico e un nuovo Piano d’ambito.


Giancarlo Torricelli

segretario provinciale Rc

10- settembre - www.tusciaweb.it