Senza filtro - Provincia - Sempre più seri i danni provocati
Lega alle prese con i cinghiali

Viterbo 10 - settembre - 2004
Negli ultimi mesi i cinghiali stanno provocando seri danni ai noccioleti. Il problema, in precedenza limitato al Nord della provincia, si sta progressivamente estendendo a tutto il viterbese.

Secondo le tre associazioni dei produttori, Apnal, Apronvit e Assofrutti, i cinghiali provengono dal Parco naturale regionale di Bracciano – Martignano, che per alcuni chilometri segna il confine tra le province di Roma e Viterbo.

Nel parco, infatti è vietata ogni forma di caccia, non è praticato alcun controllo sulla proliferazione delle specie e non può effettuare nemmeno la cattura. Quindi i cinghiali si riproducono a ritmo serrato e di notte si mettono alla ricerca di cibo spingendosi ben oltre i confini del Parco. Così, decine di ettari di noccioleto diventano il terreno di scorribande di gruppi di cinghiali, con gravi danni alle colture.

Oltre tutto, si pongono serie difficoltà anche dal punto di vista del risarcimento dei danni, in quanto la Provincia può intervenire solo per i territori liberi. I danni avvenuti nelle due aziende faunistiche della zona, Monte Romano e San Martino di Sutri, dovrebbero essere risarciti dalle aziende medesime.

La situazione è stata analizzata in una riunione a Palazzo Gentili, promossa dalle associazioni dei produttori e dall’assessore all’Agricoltura Mario Lega, al quale hanno preso parte anche i componenti della commissione congiunta Ambiente ed Agricoltura, nonché il consigliere regionale Laura Allegrini e i rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Invitati anche i responsabili della riserva Bracciano – Martignano, i quali, però, non si sono presentati.

Dal summit sono scaturite una serie di proposte che, per diventare operative, hanno bisogno dell’apporto della Regione Lazio e dello stesso Parco.

“La Provincia – ha detto l’assessore Lega -, finché possibile risarcirà i danni. Inoltre favorirà l’adozione di altre misure preventive, come la stesura di fili elettrici e lo ‘scaccio’ (sparare in aria per spaventare i cinghiali), ma è chiaro che servono soluzioni più razionali e incisive. Ad esempio – ha precisato Lega - sarebbe il caso che la Regione autorizzasse la cattura o il prelievo venatorio al fine di contenere l’aumento incontrollato dei capi. Il consigliere Laura Allegrini si è fatta carico di porre questa problematica alla Regione. E’ altresì indispensabile aprire un dialogo e una collaborazione con i responsabile del Parco Regionale di Bracciano – Martignano, per impedire che i cinghiali escano dal parco e devastino noccioleti ed altre colture di pregio”.

10- settembre - www.tusciaweb.it