Lettere al direttore - Un collegamento da terzo mondo con la capitale
Roma Viterbo in treno, un'ora di ritardo

Viterbo 15 - settembre - 2004
Egregio Direttore,
calcolati i tempi degli spostamenti, l'affollamento dei parcheggi (sia a Orte che a Roma), gli eventuali scambi auto/ferrovia, stamane decido di andare a Roma usando il "treno ad alta frequentazione" che parte dalla stazione di Viterbo Porta Romana, la quale sta vicino a casa mia. Andata: soltanto 10 minuti di ritado (quindi un'ora e 40 minuti fino alla stazione di Valle Aurelia). Ma al ritorno è tutta un'altra musica: già a Valle Aurelia, che è appena la terza stazione della linea FM3, il treno ha cinque minuti di ritardo. Poco male, ma il bello viene dopo: superato Bracciano il treno si ferma, si spegne, riparte, torna indietro, riparte, torna indietro e così via per una quarantina di minuti, fino a quando in qualche modo si arriva a Manziana. Lì i viaggiatori del convoglio che arriva da Viterbo vengono fatti scendere per far salire noi e condurci a destinazione. In tutto ciò non un minimo di informazione (eh..., sa, il microfono è rotto...), nessuno che si curi delle persone che sono a bordo. E meno male che oggi non faceva neanche tanto caldo!

Insomma partito da Valle Aurelia alle 15.50 riesco ad arrivare a Viterbo Porta Romana alle 18.25 (quindi con 57 minuti di ritardo, che su un viaggio che dovrebbe durare un'ora e mezza non mi paiono proprio pochi). Ovviamente coloro che aspettavano il treno delle 18.00 per Roma partono con mezz'ora secca di ritardo.

Io quel treno l'ho preso solo oggi, per cui non dovrei poi lamentarmi più di tanto, son cose che capitano ed è capitato a me. Ma la cosa che mi ha colpito più di ogni altra è stata la rassegnata sopportazione dei pendolari i quali mi hanno raccontato che ciò che oggi è accaduto anche a me è per loro quasi ordinaria amministrazione: chi ti narra della volta che sono stati costretti a fare il trasbordo, chi dell'altra in cui il treno è stato trainato da una motrice, chi ti dice che un quarto d'ora di ritardo te lo devi aspettare più o meno tutti i giorni.
Insomma mi conforta sapere che nel 2008 per andare da Roma a Napoli ci vorranno 65 minuti, certo non mi conforta sapere che oggi ce ne vuole (tenuto conto dei ritardi per così dire "fisiologici") quasi il doppio per andare da Viterbo a Roma e viceversa. Scusa per lo sfogo, ma quando sono venuto a vivere qui dalla Calabria pensavo di andare in centro Italia, non di rimanere al sud.

Perché il tuo quotidiano non promuove una campagna corale per il raddoppio della ferrovia fino a Viterbo (dato che fino a Braccciano è già stato deciso)? Che so una raccolta di firme on-line per iniziare...
Grazie per l'ospitalità.

Valerio De Nardo

15- settembre - www.tusciaweb.it