Senza filtro - Non mantenuti gli impegni di Provincia e Regione
Basta con la precarietà
per i lavoratori socialmente utili

Viterbo 16 - settembre - 2004
Questa mattina si è svolto a Latera un incontro sul problema dei lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili.
Alla riunione, convocata dai rappresentanti dei lavoratori impegnati nei progetti dei Comuni di Latera, Onano, Canino e Tuscania, hanno partecipato Luciano Dottarelli, capogruppo DS in Consiglio provinciale e Giuseppe Fraticello, segretario della CGIL funzione pubblica.

Giuseppe Fraticello ha illustrato l’azione più recente svolta dal sindacato nella ricerca di tutte le possibili soluzioni per giungere ad una stabilizzazione dei rapporti di lavoro, sia nella prospettiva di un recupero di efficienza amministrativa degli enti locali e della Provincia, sia al fine di dare una risposta concreta ai problemi occupazionali della Tuscia.

Luciano Dottarelli, nel suo intervento, ha ripercorso le tappe della lunga battaglia che ha impegnato i lavoratori e ha fatto il punto sulla situazione attuale, dopo che la Giunta regionale ha dovuto deliberare la 16° proroga, che nel Viterbese riguarda circa settanta lavoratori che sono impegnati nei progetti.

Ormai questo rituale della proroga, che si ripete con periodicità semestrale, sta diventando intollerabile ed ogni volta rafforza la convinzione che non ci sia la volontà politica di raggiungere l’obiettivo più volte promesso della stabilizzazione occupazionale.

Sono infatti alcuni anni che la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo promettono solennemente di mettere fine a questa situazione che mantiene i lavoratori in condizioni di vero e proprio precariato (qualche centinaio di euro al mese erogate spesso con ritardi di mesi).
Di concreto, però, continua a non vedersi niente.

Dopo averci lavorato piuttosto stancamente per oltre un anno, la Provincia abbandonò l’ipotesi iniziale di costituzione di una società mista multiservizi nel settembre 2003, anche in seguito alla promessa della Regione di procedere alla costituzione della “Territoriale Lazio s.p.a”, una società mista per la gestione di attività e servizi, finalizzata proprio all’inserimento di lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate.

La società, partecipata dalla Regione Lazio attraverso la “Proteo Spa” e da un altro socio da individuare mediante un’apposita procedura di evidenza pubblica, avrebbe dovuto essere costituita entro dicembre 2003 e avrebbe dovuto assorbire l’intero bacino degli LSU del Viterbese.
A tutt’oggi però il bando non è stato ancora pubblicato e non è facile prevedere se e quando la società sarà realmente operativa.

In più non c’è alcuna certezza sulla volontà di rispettare l’impegno di destinare alla Tuscia il 15% dei circa 500 posti di lavoro previsti. Gli atti e le dichiarazioni pubbliche dell’assessore regionale continuano a prevedere solo 25 posti di lavoro (per ora del tutto virtuali) riservati al Viterbese.

In un simile contesto di inerzia della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo i lavoratori intendono tornare a far sentire la loro voce, per impedire che, di proroga in proroga, il problema della loro stabilizzazione sia trascinato fino alla fine della legislatura regionale.

16- settembre - www.tusciaweb.it