Senza filtro - Ultimi appuntamenti del festival Barocco
Sabato 18 le quattro stagioni di Vivaldi al duomo

Viterbo 17 - settembre - 2004
Una maratona di trenta ore di musica con ascolti record mai registrati in passato.
Il Festival Barocco di Viterbo, iniziato il 16 agosto a Tuscania, si avvia al momento clou con altri due concerti in questo fine settimana:
con inizio alle ore 21, sabato 18 settembre alla Cattedrale di S. Lorenzo al Duomo di Viterbo l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone presenta le “Quattro Stagioni” di Vivaldi; domenica 19, nell’ambito dei “Concerti Aperitivo” nella chiesa di San Pellegrino, il complesso cameristico dell’Orchestra Sinfonica Giovanile di Viterbo propone - alle ore 11,30 - tre concerti Brandeburghesi di Bach.

Ultimo appuntamento ufficiale per quest’anno, venerdì prossimo 24 settembre alle ore 21 – nella Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo – con Messa in Si min. di J.S. Bach, Orchestra Sinfonica di Neuchatel diretta da Theo Loosli.
Poi, a chiudere definitivamente una grande annata, due concerti straordinari “Brandeburghesi” a Trevignano Romano il 25 settembre e il 9 ottobre.
Sul podio, quest’anno, sono saliti artisti di fama internazionale, specialisti nella interpretazione di autori barocchi: Mark Forkgen, Renè Clemencic, Jakob Lindberg, Anna Emilsson, Trevor Pinnock, Marco Mencoboni, Alan Curtis, Bernward Beyerle e molti altri.
Repertori con frequenti riferimenti ai grandi del Sei-Settecento: Bach (padre e figli), Haendel, Albinoni, Purcell, Vivaldi, Pergolesi, Rameau.

Originale e divertente l’opera da camera in prima assoluta (prodotta appositamente per il Festival): “Operazione Pulcinella” di Domenico Carboni diretta da Cinzia Pennesi.

Rara e deliziosa la Serenata a Christina di Asburgo, “Il nascimento dell’Aurora” di Tommaso Albinoni con il “Clemencic Consort”. Prima esecuzione moderna del “Sant’Alessio” di Bernardo Pasquini (revisione di Arnaldo Morelli). Il Festival per il secondo anno ha registrato integralmente un’opera di Haendel (“Rodelinda”) in coproduzione con la Deutsche Grammophon. Concerto di musica profana (tarantelle, passacagli, ninna-nanne, lamenti del barocco italiano e spagnolo) con “Seicento sud” diretto da Aleksandar Sahsa Karlic. Il Festival ha avuto per la prima volta il patrocinio del Touring Club Italiano e, come tradizione, ha proposto luoghi di esecuzione prestigiosi e aristocratici: chiese, palazzi e basiliche della Tuscia più raffinata. Non solo Viterbo, ma anche Tuscania, Acquapendente, Caprarola, Bolsena, Sutri, Castel Sant’Elia, Vallerano. Pubblico di ogni parte d’Italia (in platea numerosi stranieri): tra i vip i maestri Franco Mannino, Bruno Cagli, Sigiswald Kuijken, Sergio Magli, il presidente del Touring Club Italiano Roberto Ruozi e critici di varie testate musicali (Amadeus, Suonare, Rai International).

Il presidente dell’Apt di Viterbo Giulio Marini promotore del Festival: “La carta vincente sono le atmosfere nei luoghi di esecuzione che conferiscono all’ascolto tensioni irripetibili”. Per Vincenzo Ceniti direttore dell’Apt e organizzatore “sul campo”,
”… il Festival dà vita nel Viterbese ad una nuova forma di turismo, il turismo musicale che genera una domanda originale e qualificata . Il direttore artistico del Festival Riccardo Marini: “Il nostro segreto? Ci affidiamo ad esecutori di altissimo livello e privilegiamo un cartellone ricco di novità e rarità musicali”.

17- settembre - www.tusciaweb.it