Senza filtro - Ancora un consiglio provinciale farsa - Nulla di fatto o quasi nella riunione di questo pomeriggio (giovedì 23)
Una lenta agonia
per la giunta Marini
di Giancarlo Torricelli
segretario di Rifondazione

Viterbo 23 - settembre - 2004
Come se non fosse bastato lo scioglimento del Consiglio provinciale di martedì scorso per effetto della “fuga” di due Consiglieri dell’UDC che in questo modo hanno voluto far pagare a Marini e alla sua maggioranza la mancata nomina di un esponente del loro partito nella Consulta d’Ambito dell’ATO, il Consiglio di oggi è stato, se possibile, ancora più incredibile: su 9 punti iscritti all’ordine del giorno la maggioranza ( o quel che ne resta ) è stata costretta a ritirarne ben sette.

Le motivazioni? Le più diverse: in alcuni casi perché parte della maggioranza ha chiesto ulteriore tempo per approfondire (!) le questioni, in altri perché le pratiche non avevano seguito l’iter corretto ed il passaggio nelle commissioni consiliari, in altri ancora (come nel caso del Regolamento dei rifiuti) si pretendeva addirittura di imporre la discussione e l’approvazione di un provvedimento di cui tutti ignoravano la sostanza.

Insomma, quella che doveva essere la seduta del chiarimento con l’UDC si è tramutata nell’ennesima figuraccia di una maggioranza che ormai è tale soltanto sulla carta, con buona pace per i provvedimenti importanti che pure erano iscritti all’ordine del giorno.
In queste condizioni la fine del mandato di Marini si sta trasformando in una lenta agonia per un consesso di democrazia locale mai come oggi distante ed impermeabile dai problemi del territorio viterbese.


Giancarlo Torricelli
segretario Provinciale Rc



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