Senza filtro-Il governo mette a rischio questa importante opportunità
Sempre meno soldi per il servizio civile nazionale
di Daniele Vasta
Arci servizio civile Viterbo

Viterbo 27 - settembre - 2004
Vorrei presentare ai lettori di Tusciaweb una questione che sempre con maggior forza, ancora minima rispetto a quella che meriterebbe, sta interessando il nostro territorio nazionale, e provinciale per ciò che ci riguarda: il futuro del Servizio Civile Nazionale.

Il Servizio Civile Nazionale (SCN), vale la pena ricordarlo, è uno strumento per la formazione di una prassi attiva di solidarietà, volta alla costruzione di un’idea di socialità e di interventi per la crescita etica e morale di una comunità e di una nazione. Una più che valida alternativa alla prestazione militare, insomma. Le strutture che si rivolgono alla nostra associazione nazionale, nell’ambito della provincia viterbese, sono piccole ma veramente tante: dalle comunità di volontariato che lavorano con soggetti con disagi psico-fisici (EtaBeta, Afesopsit, Hadele, Nuovi Orizzonti), a quelle che si occupano anche dei minori (Lo Stregato e Lo Scarabocchio), oppure associazioni che puntano la loro attenzione sulle difficoltà familiari (Arlaf e Associazioni Murialdo).

Non solo, il servizio civile sta a fianco anche di tanti Comuni della Tuscia (Celleno, Bomarzo, Vitorchiano, Castiglione in Teverina, Bassano in Teverina, Lubriano, Canale Monteranno, Oriolo Romano, Bassano Romano e Ronciglione), alle associazioni culturali (Arci Nuova Associazione, Aucs e Co.Vi.Co.de, il Comitato Viterbese per la Cooperazione Decentrata), e di enti quali le Riserve Naturali di Canale Monteranno, del Lamone e del Monte Rufeno. Una realtà importante, quindi, che negli ultimi tre anni ha coinvolto quasi cento volontari, unico strumento, in tanti casi, di risoluzione dall’empasse dei Comuni che non possono attivare servizi di vario genere come sono invece quelli resi dai soggetti già descritti.

Stesso discorso per le aziende sanitarie che non possono fare a meno delle associazioni di volontariato. Purtroppo però negli ultimi tempi si continua a navigare a vista, con l’ansia di chi sa che “del doman non v’è certezza”. Purtroppo.

Questa realtà, da qualche mese a questa parte, corre seri rischi a causa della superficialità con cui negli ultimi tempi vengono gestite le politiche in campo di Servizio Civile Nazionale. Si tratta di un comportamento anche poco lungimirante tenuto dall’attuale Governo che, fino ad oggi, non ha comunicato il budget in bilancio da destinare al servizio civile nazionale per l’anno 2005.
Il paradosso è che il budget da qualche anno a questa parte sta diminuendo, mentre le richieste delle varie associazioni, nonché la disponibilità dei giovani, sono in forte crescita. Ancora di più dopo la recentissima legge che abolisce l’obbligo del servizio di leva e che consentirà a sempre più ragazzi di fare volontariato.

Il senso di estrema precarietà è aumentato dall’assenza di una normativa specifica in materia. Cosa che sarebbe stato opportuno predisporre in occasione della discussione parlamentare che ha poi portato alla legge n.226 del 23 agosto 2004, sulla “Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva….”.

Purtroppo non è stato fatto, benché gruppi parlamentari del centro-sinistra a gran voce abbiano chiesto che ci si occupasse del problema in quell’occasione ottimale.
Si è perso un buon treno!
Allo stato attuale infatti, se non ci sarà una normativa specifica entro dicembre, dal prossimo gennaio il Sevizio Civile Nazionale sarà a disposizione di tutti i ragazzi (non più solo quelli riformati di leva) e alle ragazze fino all’età di 28 anni (ora è 26); in più i volontari non potranno percepire altro reddito derivante da rapporto di lavoro oltre quello percepito nell’ambito del SCN.
Questo mi sembra una maniera per allontanare i giovani, che magari già hanno un lavoro part–time, dalle opportunità che rende il SCN.

In Italia non molti si sono ancora resi conto del triste futuro che si prospetta . Certamente ne hanno piena consapevolezza tutti i soggetti che si avvalgono del supporto fornito dal SCN, e gli utenti ai cui sono diretti i progetti; ancora poco se ne rendono conto i giovani che si avvicineranno alla candidatura per la partecipazione al servizio; poco o nulla è la consapevolezza presso referenti politici (o forse, e in malo modo, è pure troppa!).

Noi di Arci Servizio Civile di Viterbo e Arci Servizio Civile Nazionale, ne abbiamo una consapevolezza forte e parimenti sconcertante, tanto da aver aderito insieme alla campagna “DIFENDI IL SERVIZIO CIVILE” indetta dalla Conferenza Nazionale degli Enti Servizio Civile.

Una campagna volta alla massima sensibilizzazione sull’argomento presso la cittadinanza e tutta l’opinione pubblica, nonché diretta alla giusta responsabilizzazione degli organi politici competenti affinché possano dare la giusta risposta ai quesiti posti dalla Conferenza e ai bisogni del territorio nazionale.

Continuiamo ad incrociare le dita e ad “accendere lumini”? No, continuiamo a fare il nostro lavoro e a portare i massimi risultati dalle attività di ogni individuo impegnato, chiedendo però che la gente possa porsi qualche domanda, essere incuriosita, e poi chissà persino arrabbiata.
Arci Servizio Civile Viterbo sarà felicemente a disposizione di tutti coloro che vorranno saperne meglio e di più, nei locali di via Garibaldi 34, tutte le mattina dal lunedì al venerdì.


Per Arci servizio Civile Viterbo

Daniele Vasta

27- settembre - www.tusciaweb.it