Senza Filtro -Denuncia del consigliere regionale Parroncini (Ds)
La gestione delle basiliche di Tuscania
ad una società privata?

Viterbo 8 - settembre - 2004
La gestione dei flussi turistici nelle basiliche romaniche di San Pietro e di Santa Maria Maggiore, a Tuscania, è stata affidata ad una società privata romana in convenzione con la Soprintendenza ai Beni Monumentali del Lazio? La domanda è rimasta finora senza risposte da parte della Soprintendenza, nonostante la richiesta di chiarimenti circa la fondatezza della notizia rivolta dallo stesso Comune, con l’invio di due lettere, la prima delle quali risale allo scorso 30 giugno. Mentre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha scritto al sindaco, proprio in questi giorni, di non essere a conoscenza dell’affidamento dei due gioielli architettonici a privati.

Ma nella cittadina si parla di privatizzazione della gestione con sempre maggiore insistenza. Contro questa prospettiva, annuncia battaglia Giuseppe Parroncini, consigliere regionale dei Ds, il quale, sull’argomento, ha anche depositato, stamani, una interrogazione indirizzata al presidente della giunta e all’assessore alla Cultura della Regione, invitati “ad assumere immediatamente iniziative nei confronti della Soprintendenza per verificare l’attendibilità della notizia. Obiettivo dell’Ente deve essere il mantenimento della gestione pubblica di un patrimonio storico ed artistico tra i più importanti nel Lazio”.

“E’ gravissimo ed inaccettabile il silenzio della Soprintendenza, che ha invece il dovere di informare l’Amministrazione Comunale ed i cittadini di Tuscania, fortemente preoccupati di fronte al rischio di vedersi sottrarre un bene di straordinario valore”, dice Parroncini, il quale ricorda che nel 1999, presso la sede del Comune di Tuscania, presenti, tra gli altri, la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Lazio, la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, l’Amministrazione Provinciale e la Curia Vescovile di Viterbo, si svolse una conferenza di servizi che registrò l’orientamento unanime verso una gestione dei beni storici assegnata ad una cooperativa sociale.

“Contrariamente a quanto allora concordato, sarebbe stato stipulato dalla Soprintendenza un accordo con una società privata, senza alcun coinvolgimento del Comune. Ritengo che debba realizzarsi una azione unitaria degli Enti locali ai vari livelli, a tutela di un grande patrimonio che appartiene alla comunità locale”, sottolinea il consigliere regionale. “E’ importante e va sostenuta -prosegue- la mobilitazione della popolazione, che, in questi giorni, sta raccogliendo firme in calce ad una petizione per l’affidamento della gestione delle basiliche romaniche ad una cooperativa di laureati e laureandi in discipline archeologiche, umanistiche ed ambientali e di altri soggetti competenti. In tal modo, si creerebbe una prospettiva per l’occupazione di giovani del nostro territorio, valorizzando oltretutto conoscenze e professionalità che si sono formate in questi anni, grazie anche alla presenza dell’Università”.

“Bisogna evitare un precedente pericoloso. Dopo la privatizzazione delle basiliche di Tuscania, magari, chissà, qualcuno potrebbe pensare a quella delle tombe dipinte di Tarquinia. E’ certo amaro constatare -conclude Parroncini- che il centrodestra al governo del Paese sta mettendo seriamente a rischio il sistema di salvaguardia dei nostri beni culturali”.
8- settembre - www.tusciaweb.it