Senza Filtro -Domani (venerdì 10 alle ore 21) fiaccolata da piazza del Teatro a piazza del Comune
Viterbo contro il terrorismo

Viterbo 9 - settembre - 2004
Viterbo abbraccia gli angeli di Beslan. E lo fa con tutto l’amore e il trasporto di cui notoriamente è capace. Venerdì prossimo, dalle ore 21, avrà luogo, da Piazza del Teatro verso Piazza del Comune, una fiaccolata per dire no al terrorismo e alla violenza, per stringersi in un abbraccio attorno ai familiari delle vittime dell’odio dell’uomo.

Organizzata dall’Amministrazione Comunale, con la promozione del sindaco Gabbianelli, la manifestazione sarà priva di colori, simboli e connotazioni politiche, tutti i partecipanti saranno uniti dietro ad un solo messaggio: No al terrorismo.

“E’ difficile spiegare quel che si prova di fronte a tragedie come quella di Beslan – ha spiegato Gabbianelli – ognuno di noi è stato colpito da un profondo senso di dolore e tristezza nel vedere quei bambini innocenti pagare colpe che non hanno.”

“Questo è uno di quei momenti in cui le parole non hanno senso – ha continuato – sarà l’urlo del silenzio e il sentimento evocato dalla luce delle fiaccole, ad esprimere, durante la manifestazione di venerdì, la solidarietà di Viterbo verso le famiglie colpite da questa inconcepibile follia.”

“Il mio personale invito a partecipare è rivolto a tutti i viterbesi – ha concluso il sindaco – per mostrare come la nostra città, se pur lontana, è capace di essere spiritualmente vicina a chi piange i suoi cari, per colpa della follia del terrorismo e per chiedere, inoltre, la liberazione di tutti coloro che attualmente si trovano in mano ai terroristi iracheni, in particolar modo le due ragazze italiane presenti in Iraq in missione umanitaria, mosse, quindi, da un sentimento d’amore e solidarietà verso gli altri.”


Adesioni


Arci

I fatti di cronaca che ci giungono dall’Iraq, sul sequestro di Simona Torretta e di Simona Parri, hanno riportato il nostro paese nel vortice del terrorismo internazionale.

L’Arci di Viterbo si stringe alle famiglie delle due ragazze sequestrate, agli amici di “un ponte per…”, impegnati da anni in un prezioso lavoro di solidarietà concreta durante l’embargo, la guerra e l’occupazione.

Il rapimento delle due ragazze italiane è un atto terribile e infame, contro le persone che portano solidarietà, contro il movimento della pace.

L’obiettivo principale è risolvere il sequestro delle due ragazze e dei due iracheni che erano con loro.

Per raggiungere questo obiettivo chiediamo al governo italiano e alle istituzioni tutte, un impegno forte affinché vengano attivati tutti i canali per giungere alla loro liberazione.

Rinnovando la nostra contrarietà alla guerra e all’intervento italiano in Iraq chiediamo a tutto il movimento della pace di impegnarsi manifestando in tutti i modi e in tutti i luoghi il no al terrorismo e il si alla pace, rilanciando un’alternativa politica e non violenta, unica soluzione ad un problema che giorno dopo giorno è sempre più incontrollabile.

L’arci Viterbo, che aderisce al comitato nazionale “Fermiamo e la guerra” e al “Forum permantente per la pace di Viterbo”, invita a partecipare alla fiaccolata che si terrà questa sera, alle ore 21 a Piazza del Teatro, portando le bandiere della pace, per ribadire ancora una volta il no contro la violenza, la guerra e le barbarie che si porta con se.


Margherita di Viterbo

Alla fiaccolata di venerdì sera ci saremo anche noi della Margherita. Come potremo non esserci?
Sfileremo in silenzio, con l’orrore negli occhi e col pianto nel cuore ma non siamo sbalorditi né sorpresi.
Perché siamo consapevoli che la violenza genera violenza e le guerre provocano lutti e distruzione.
Proviamo pietà per i bambini innocenti morti in Ossezia e per tutti i caduti a seguito delle lotte che dividono i popoli e le nazioni; chiediamo che tutti gli ostaggi siano presto rilasciati, perché tutti hanno diritto di vivere liberi nella loro terra o nella terra in cui scelgono di abitare.
Comprino la pace, i grandi della terra: scopriranno che la pace più costosa costa sempre meno della guerra più a buon mercato.
Con il prezzo della distruzione di una città se ne potrebbero costruire molte altre.
Con i soldi che spendiamo per la nostra “sicurezza” si potrebbe assicurare cibo e cure mediche per quanti non ne hanno.
Condanniamo pertanto il terrorismo insieme alla stoltezza che lo provoca.
Condanniamo l’arbitrio, la violenza, la costrizione, l’abuso dell’uomo sull’uomo e la cecità di chi, per proprio vantaggio, favorisce l’odio attraverso la prevaricazione.
Maledetti quelli che provocano le guerre.

Angelo Allegrini


Tusciaweb

La redazione di Tusciaweb aderisce alla manifestazione contro il terrorismo promossa dal sindaco Gabbianelli


DICHIARAZIONE DI ALESSANDRO MAZZOLI
Segretario Provinciale Federazione DS


Di fronte al rapimento di Simona Pari e di Simona Torretta si rinnovano in ognuno di noi i sentimenti di angoscia e di sgomento che abbiamo già provato nei giorni scorsi per il sequestro di Enzo Baldoni, conclusosi tragicamente con la sua barbara uccisione.
Ancora una volta, a poche ore dal dramma dell’Ossezia, si verifica un grave deterioramento della situazione in Iraq e un ulteriore salto di qualità nella strategia terroristica che, animata dalla volontà di impedire qualsiasi stabilizzazione, colpisce indiscriminatamente persone presenti in Iraq con l’unico scopo di alleviare le sofferenze della popolazione civile.
In Iraq così come in Ossezia o in ogni altro angolo della terra nessuna giustificazione può essere data ad atti di terrorismo e di violenza cieca.
E’ sempre più necessario e urgente un sussulto della comunità internazionale perché si ricostituisca una larga alleanza contro il terrorismo e perché in Iraq tornino le Nazioni Unite e assumano la guida della transizione.
Noi chiediamo al governo italiano di mettere in campo ogni iniziativa utile alla liberazione delle due volontarie italiane e di fare ogni sforzo per una gestione della crisi che veda il massimo coordinamento e impegno istituzionale.
Nel ribadire la nostra assoluta contrarietà alla guerra in Iraq e al coinvolgimento italiano in essa aderiamo e partecipiamo alla fiaccolata promossa dal Comune di Viterbo per Venerdì prossimo.
La nostra condanna al terrorismo in tutte le sue manifestazioni è totale e incondizionata ed è scritta nella storia della democrazia italiana.


Forum per la pace

AL SINDACO DI VITERBO
ALLA STAMPA


Il “Forum permanente contro la guerra per la pace” di Viterbo aderisce alla fiaccolata di venerdì 10 settembre p.v.
Dobbiamo dire NO, ancora una volta forte e chiaro, al terrorismo e alla violenza ovunque si manifesti.
Abbiamo tutti negli occhi l’olocausto nella scuola in Ossezia , i volti dei bambini e dei loro genitori, dobbiamo sentirci uniti e vicini al dolore delle famiglie.
Lo sdegno e il rifiuto a tali atti deve essere inappellabile.
Il terrorismo e le menti malate che lo dirigono debbono sapere che intorno a loro c’è solo isolamento, c’è terra bruciata.
Siamo convinti che se non ci fosse un’immensa copertura di violenza come la guerra con la sua cecità, l’isolamento sarebbe ancora più esteso nel mondo.
L’umanità deve ritrovare il giusto equilibrio di pace, non si può continuare ad alimentare violenza e morte.
Il rapimento delle due pacifiste italiane in Iraq è la prova che ci stiamo avvicinando pericolosamente in un punto di non ritorno; lo scontro tra civiltà.
E’ necessario far vincere la politica, la diplomazia, la cooperazione, dobbiamo fermare la spirale di odio e violenza, l’ONU deve avviare subito una azione forte e decisa per fermare la dottrina della guerra preventiva.
E’ indispensabile portare pace e speranza in Iraq, le truppe militari ora presenti nella regione devono essere ritirate e sostituite da una forza multinazionale, con la presenza del paesi arabi moderati, che dovranno dare sostegno ad un percorso di piena indipendenza e di autodeterminazione del popolo iracheno.
Il Forum per la pace si riunirà lunedì 13 settembre alle ore 18 per mettere in campo forme di protesta articolata anche nel nostro territorio, contro questa assurda e tragica spirale di violenza e morte che sta avvolgendo il mondo.
Dobbiamo far prevalere la pace e dare garanzia di vita per ogni essere umano.



Il Portavoce del forum permanente
Contro la guerra per la pace
Antonio Filippi


Rifondazione

Venerdi prossimo saremo alla fiaccolata promossa dall’Amministrazione comunale di Viterbo per esprimere il nostro orrore per la carneficina di Beslan e la condanna più convinta per l’infamia che si è consumata quasi sotto i nostri occhi.
Ma oggi di fronte al rapimento di due pacifiste in Iraq abbiamo l’obbligo di rispondere ad una domanda: come uscire da questa spirale di guerra e di terrore che sembra essersi impadronita del mondo intero, proliferando e travolgendo ogni cosa davanti a se, a cominciare dalla pietà per il dolore e la vita degli uomini e persino dei bambini?
Per rispondere è necessario sottrarsi sia al clima di unità nazionale, teso a giustificare l’intervento armato, sia non farsi catturare dai falsi dilemmi ( meglio l’occupazione militare, e magari la guerra, piuttosto che la barbarie imprevedibile del terrorismo? ).
L’eccidio di Beslan, così come il sequestro di Simona Pari e Simona Torretta, sono atti terribili ed infami.
In Ossezia sono stati trucidati centinaia di bambini innocenti, in Iraq vengono sequestrate due giovani pacifiste impegnate a tenere aperto “Un ponte per Baghdad”, una linea di aiuto solidale con il popolo iracheno contro le distruzioni della guerra.
Il terrorismo è nemico della pace, è nemico della convivenza tra i popoli, è nemico della civiltà. Esso vuole distruggere tutto ciò che c’è, ed è tantissimo, tra lui e la guerra. Non ci riuscirà.
Sapremo alzare il livello della nostra lotta contro la guerra ed il terrorismo. Contro una guerra che sta condannando il mondo ad uno scontro di civiltà parteciperemo alla fiaccolata di Viterbo portando l’irriducibile umanità della vita contro le stragi di un terrorismo che valica le soglie dell’orrore.
Nei prossimi giorni inoltre cercheremo di far vivere anche nella Tuscia l’appello del movimento contro la guerra e continueremo a chiedere il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq.
Chiediamo che si faccia tutto, proprio tutto, per salvare le vite delle due donne e di chi è stato rapito con loro. Il Governo apra le trattative e apra il dialogo con il mondo arabo e con le autorità religiose dell’Islam. Il Governo parli, almeno in questa occasione, la lingua della pace e del dialogo tra le civiltà e le religioni. Ne affermi il rispetto reciproco e la necessità di fermare la spirale guerra-terrorismo.


Giancarlo Torricelli

9- settembre - www.tusciaweb.it