 |
| Copyright Tusciaweb |
Riceviamo e pubblichiamo
- Nottata insonne o quasi, risveglio amaro, fisicamente e psicologicamente a pezzi e il solo pensar alla lettera D gli occhi si fanno lucidi e sale il magone però non possiamo darci per vinti e non possiamo disperdere 13 anni di esperienze, vittorie, sconfitte, pareggi, miracoli e fallimenti economici che ci hanno fatto soffrire molto più dei risultati sul campo.
Questa retrocessione è maturata sul campo dopo un'intera stagione sbandata e maledetta (per mesi la squadra è stata abbandonata a se stessa, senza punti di riferimento e senza stipendi), noi tifosi non dobbiamo recriminarci nulla e da questo momento in poi dobbiamo solamente chiedere ai nuovi componenti della società di ricostruire da zero la Viterbese del prossimo presente e futuro...
Basta “tirà a campà”...
Basta sciacallaggio e sfruttamento dei nostri colori per puri fini di lucro perché bisogna rifondare squadra e staff per poter ripartire con ambizioni, programmi, obiettivi e possibilmente professionalità... insomma Basta vivere alla giornata.
Questa retrocessione non deve rappresentare un punto di arrivo bensì un punto di partenza, gli errori gestionali del passato (soprattutto quelli contrattuali) si sono azzerati e quindi si può provare a strutturare la squadra in modo diverso, si deve voltar pagina e lasciar l'artefice di questo disastro finale fuori dalla società senza alcun incarico (chiaro riferimento a Maggini che nessun tifoso vuole più sentir nominare).
Quando perdemmo la C1 la delusione fu enorme perché non la perdemmo sul campo, questa volta invece siamo delusi perché chi doveva salvarci sul campo ha mollato e smesso di crederci già domenica scorsa ma siamo delusi soprattutto perché a Viterbo non abbiamo saputo sfruttare il Lodo Petrucci!
Quando lottammo per ottenere questa seconda possibilità nessuno poteva immaginarsi che nel giro di un paio d’anni sarebbe andato tutto in malora per le sbagliate valutazioni fatte in quel periodo.
Ci siamo ritrovati fin da subito con una società economicamente debole, instabile e senza progetti; ogni anno un presidente diverso alla guida e squadra quasi sempre smantellata.
Ogni anno a fine stagione si sono presentati i soliti problemi per l’iscrizione regolare al campionato, con i debiti da saldare e con le corse per presentare nei modi e nei tempi previsti fidejussioni a garanzia e liberatorie firmate dai giocatori (pena l’esclusione dalla C2) ma alla fine la soluzione è sempre stata quella di spalmare il residuo degli ingaggi non pagati per le stagioni successive prolungando i contratti (spesso raddoppiati) e bloccando di fatto il calcio mercato in entrata e aumentando di anno in anno le uscite con il proprio patrimonio (i giocatori) sempre più scarso.
E poi dovrebbe farci riflettere che in questi anni è stato difficile anche ufficializzare l’organigramma societario che doveva essere una delle decisioni più semplici da prendere.
Questa retrocessione è figlia di molti padri e se potrà servire per rifondare ben venga questo sacrificio purché non vada disperso un patrimonio sportivo e rappresentativo come la Viterbese che da sempre rappresenta l'intera città.
Ci auguriamo quindi che tutti, istituzioni comprese, si mettano al lavoro per portare nuovamente la Viterbese tra i professionisti perché per 13 anni consecutivi è stata una degna rappresentate dando al calcio italiano diversi giocatori che oggi militano in serie A e B e dando spesso dimostrazione di lealtà e civiltà sportiva.
Apriamo e chiudiamo una parentesi per comunicare la nostra totale delusione per come la squadra e il mister hanno affrontato i playout e soprattutto per contestare il mancato saluto ai tifosi presenti ieri a Viareggio i quali sono partiti con la consapevolezza della retrocessione ma hanno comunque sostenuto la squadra per l’intera partita.
Dopo aver condannato un’intera città alla retrocessione il saluto e le scuse ai tifosi erano dovute!
Considerando le ultime due partite e soprattutto la prestazione di domenica scorsa intendiamo ringraziare per l’impegno messo solamente: Daniele Ingiosi l’unico che è sempre venuto sotto il settore a salutare i tifosi e che ha pianto con noi per la retrocessione e uno dei pochi che in questa stagione ha onorato la maglia gialloblù insieme a capitan Fimiani (ieri assente perché espulso ma autore di grandi parate domenica scorsa), Marco Pollini (autore del momentaneo pareggio di ieri e gran lottatore), Alessandro Lolli (anche lui ieri assente per infortunio) e Cristiano Gagliarducci (che è stato impiegato poco da Rambaudi ma in quelle poche occasioni ha sputato sangue) questi per noi sono gli unici che non hanno mollato e che hanno sofferto insieme a noi, gli unici con cui vorremmo ripartire dalla serie D!
Ora tutti a lavoro, DonnEtruske!