- Una convenzione tra Provincia e Università della Tuscia per monitorare prima e ridurre poi le emissioni di anidride carbonica nel territorio. E’ così che palazzo Gentili si pone all’avanguardia a livello nazionale nel rispetto dei dettami del protocollo di Kyoto.
“Siamo i primi in Italia ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Tolmino Piazzai a studiare il fenomeno a livello provinciale”. Responsabile dell’attuazione del progetto, Riccardo Valentini, responsabile del Disafri, Dipartimento di scienze dell'ambiente forestale e delle sue risorse dell’ateneo viterbese. Presente all’illustrazione del progetto anche il consulente dell’Enea, Ferdinando Suraci.
“Il protocollo di Kyoto ha spiegato l’assessore prevede per i Paesi industrializzati, tra cui l’Italia, la riduzione delle emissioni di CO2 del 6,5% nel periodo 2008-2012, rispetto ai valori registrati nel 1990. Considerando, però, che negli annil’Italia anziché diminuire ha aumentato l’immissione in atmosfera del gas, la percentuale reale di riduzione richiesta sale al 13%”.
Ma non tutta l’anidride è dello stesso tipo. “Esistono due tipi di quote aggiunge Piazzai -: quelle Ets (Emission Trading System) sono attribuite ai grandi produttori di CO2 e definite a livello nazionale; quelle non Ets, invece, sono di competenza territoriale. E’ su queste ultime che possiamo intervenire a livello provinciale, attraverso la convenzione col Disafri”.
Nel merito del progetto entra Riccardo Valentini, uno dei massimi esperti a livello nazionale in materia, tanto da far parte dal 2000 della delegazione italiana per la rinegoziazione del protocollo di Kyoto, che dà supporto al Governo. “Abbiamo aderito alla richiesta di Piazzai ha detto il docente per realizzare un laboratorio innovativo che, per la prima volta in Italia, conteggi con metodologie certificate dalle Nazioni Unite, il bilancio del gas serra nella provincia di Viterbo”.
“Individueremo ha spiegato Valentini tutti i settori che producono CO2 nel Viterbese, già certificati a livello nazionale e quindi Ets, come la centrale di Montalto di Castro, l’ospedale di Belcolle, il trasporto su strada, che rappresenta il 30% delle emissioni provinciali totali, e i processi industriali. Ci sono poi tutte le altre fonti di emissione inferiori ai 3 megawatt, cioè non Ets, che sono oggetto di politiche locali e su cui possiamo intervenire. La provincia di Viterbo ha comunque pochi impianti che ricadono nella regolamentazione nazionale”.
Dopo il monitoraggio, l’individuazione delle strategie per abbattere la produzione di anidride. “La nostra ha proseguito Valentini è una provincia vocata all’agricoltura. Il protocollo di Kyoto prevede che si possa contabilizzare la quantità di CO2 assorbita dai processi agro-forestali. La quota di gas serra che ogni cittadino del Viterbese dovrebbe ridurre da qui al 2012 è di 400 kg. Ebbene, l’assorbimento del nostro patrimonio boschivo è di 100 kg”.
Ricapitolando, “parte oggi ha concluso Valentini - un laboratorio unico nel suo genere in Italia che prevede la contabilizzazione della CO2 a livello locale e ipotesi di riduzione delle emissioni, utilizzando tecnologie all’avanguardia”.
“Il nostro impegno ha aggiunto Piazzai è quello di sfruttare le opportunità di miglioramento tecnologico e della qualità della vita, di creazione di nuovi posti di lavoro che il protocollo di Kyoto offre. Opportunità per un’innovazione sostenibile che abbiamo iniziato a cogliere anche grazie ai progetti avviati in collaborazione con Enea”.
Tra questi, “il ‘Sole inTuscia’ partito a inizio del 2008 che ha spiegato Suraci prevede la promozione di impianti fotovoltaici nelle unità abitative dei singoli comuni, tramite gruppi di acquisto”. Finora, sono giunte 220 richieste di partecipazione al progetto per circa un Megawatt di energia prodotta da fonti rinnovabili, per una riduzione di CO2 pari a 500 kg l’anno.
Un altro progetto è quello che comporta l’installazione di impianti fotovoltaici nelle scuole. Ci sono, poi, richieste di privati per la realizzazione di impianti fotovoltaici che potrebbe produrre 60 Megawatt di energia pulita. “Continuando così ha concluso Suraci la provincia di Viterbo rispetterà l’obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto per il 2012”.