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Riceviamo e pubblichiamo - Il recentissimo “summit” viterbese con il commissario europeo ai Trasporti Tajani dovrebbe aver fugato qualsiasi dubbio.
L’Aeroporto della Tuscia dovrà diventare il secondo Aeroporto di Roma.
Viterbo, sostituendo Ciampino, assumerà rilevanza nazionale ed europea.
E’ previsto un movimento di alcuni milioni di passeggeri l’anno, già nel breve/medio periodo.
Chiaro, positivo e dirompente il messaggio anche per territori limitrofi umbri; iniziando da Orvieto “città d’arte”, per proseguire verso la zona industriale della “conca ternana”.
Molti politici locali, pur di opposti schieramenti, hanno capito l’importanza storica dell’evento; anche perché sono previsti ed attivabili finanziamenti comunitari per le infrastrutture.
Troppi altri parlano però ancora di Perugia S.Egidio come unico punto di riferimento aeroportuale umbro, nonostante:
Il movimento di appena 90 mila passeggeri l’anno risulti abbondantemente antieconomico ed insostenibile senza pesanti contributi statali.
Le caratteristiche orografiche/logistiche nonchè l’oggettivo bacino d’utenza del S.Egidio non consentano una crescita strutturale come ampiamente dimostrato in ormai tanti anni.
Proprio il futuro notevole flusso di Viterbo potrebbe dare invece nuova linfa ad alcuni aeroporti del centro Italia come Perugia; facilmente diventerebbero scali “alternati” nei casi di necessità.
Due sono pertanto le conclusioni possibili su alcuni politici umbri:
o sono incredibilmente disinformati, o i loro interessi risiedono altrove.
Fausto Ermini
Coordinamento Forza Italia/PDL Orvieto (tr)
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