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Viterbo - Punto di fuga di Stefano Vignati da Los Angeles
L'aeroporto e la percezione del bello
di Stefano Vignati
Viterbo - 30 ottobre 2008 - ore 1,20
Viterbo - Punto di fuga di Stefano Vignati
Facebook impazza
di Stefano Vignati
Viterbo - 5 ottobre 2008 - ore 5,30
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Viterbo - Punto di fuga di Stefano Vignati da Los Angeles
L'aeroporto e la percezione del bello
di Stefano Vignati
Viterbo - 30 ottobre 2008 - ore 1,20

Il maestro d'orchestra
Stefano Vignati
- Scrivo sotto il sole della California, dove un insistente clima estivo da “Baywatch” si ostina a non voler cedere il passo ai rigori invernali e rimane l’unico elemento che riesca a contenere la crescente voglia di tornare a casa, che anche io, da buon italiano, dopo un paio di settimane all’estero comincio a sentire.

Pochi giorni fa mi trovavo a Denver, in Colorado, dove invece l’autunno è sempre puntuale ed il caldo cromatismo della vegetazione cedua, degli ippocastani e il profilo delle montagne trovano una sorprendente somiglianza con i nostri Cimini e con l’aria della Tuscia.

Ero li’ per tenere una masterclass sull’Opera lirica presso la Denver University, un’imponente struttura didattica tra le migliori degli Stati Uniti e dalla quale, la scorsa estate, sono arrivati a Viterbo undici giovani cantanti che hanno preso parte all’allestimanto del Flauto Magico.

Ora la cosa sorprendente e’ che mentre mi trovavo a percorrere i corridoi del dipartimento di Musica, le bacheche esterne alle classi erano tappezzate di foto di gruppo con lo sfondo comune di tutte le bellezze architettoniche e gli scorci di Viterbo.

Mi ha fatto uno strano effetto trovarle li’ e ancor piu’ mi ha fatto riflettere il dono con il quale questi ragazzi hanno voluto omaggiare i loro professori: una voluminosa e bellissima pubblicazione in inglese su Viterbo e sulla Tuscia, che i docenti mi hanno mostrato orgogliosi, istruendomi sui nomi, diligentemente imparati per amor di cultura, delle piazze e dei luoghi che io, come voi tutti, incontro ogni mattina passando.

Ora proprio questo e’ il punto: la percezione del bello. Io credo che noi italiani, abituati, perche’ nati e vissuti, alla bellezza, continuamente immersi in un climax estetico che tutto incorpora, dalla natura all’architettura, dall’ arte alla moda, troppo spesso perdiamo la percezione di cio’ che ci circonda e per assurdo la riacquistiamo periodicamente sulla spinta dell’entusiasmo degli stranieri.

Dico questo volendo riallacciarmi al pensiero, che condivido appieno, del caporedattore Arnaldo Sassi riguardo all’articolo sull’enunciato, in tema di aeroporto, del vice sindaco Meroi.

Al di la’ delle critiche che sorgono per ogni cosa, strade, edilizia, decoro etc..., attitudine al lamento che e’ corredo genetico di tutti noi gli nativi dello stivale, ma ci rendiamo conto realmente di quanto sia bella la nostra citta’? Viterbo e’ un autentico gioiello e l’opportunita’ di un aeroporto deve essere vista come un modo di valorizzare questo gemma.

Non bisogna pensare a quelle che saranno le necessarie opere da realizzare, infrastrutture, arterie di collegamento, ampliamenti urbanistici e all’aeroporto stesso come ad una gabbia di filo spinato che possa opprimere e violentare la citta’, ma come alla montatura di un anello necessaria a dare luce, a sostenere e ad evidenziare il massimo fulgore di una pietra preziosa.

Ed e’ proprio nel ridisegnare nel miglior modo possibile questa “montatura”, attraverso la mobilita’ le nuove strutture ricettive e quanto di meglio possa essere concepito per dare ampio respiro a questa impresa colossale, che i viterbesi daranno al gioiello Viterbo la possibilita’ di risplendere e di essere ammirato da tutti.

Ed in tema di esempi, oltre a Rimini come giustamente suggerisce Sassi, io proporrei di tenere presente la Toscana, che oltre ai tesori indiscutibili che possiede, spesso ha saputo, attraverso una costante e sapiente azione di promozione, rendere alcune citta’ (non gioielli, ma fondi di bottiglia) oltremisura famose nel mondo e quindi meta irrinunciabile degli assidui pellegrinaggi dei turisti stranieri, che tra un “wonderful” ed un “amazing”, mentre sbalordiscono davanti ad una fontana, o ad una torre, lasciano sul nostro territorio, e a vantaggio di tutti, una cospicua ricchezza.

Stefano Vignati

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