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Viterbo - Aeroporto - Consiglio comunale - Diretta - Fine
Si passa alle date: nel 2012 il collaudo
Viterbo - 23 febbraio 2009

Ore 19,20 - “Possibile che vi presentate in regia solo con questi elaborati?”. Se lo domanda Porciani alla fine della spiegazione dell’assessore Bartoletti.

L’impatto ambientale è la preoccupazione di Linda Natalini. “Che è stato fatto finora?”.

Stiamo discutendo di 300 ettari da espropriare, tra cui i terreni di un’azienda agricola che chiede venti milioni di euro. Perché allora si deve fare in quel punto? E’ l’interrogativo di Mezzetti

Che si domanda a quanto ammonteranno i costi e chi paga.

L’assessore Bartoletti replica punto per punto. “Questa è stata una riunione tutt’altro che inutile – chiude il presidente Gabbianelli – grazie all’assessore e a tutto il consiglio che hanno impreziosito il dibattito”.


Ore 19,00 - Nel 2010 la presentazione dei progetti. Nel 2013 il collaudo di agibilità dell’aeroporto.

Secondo gli ultimi documenti inviati dal ministero, questa è l’indicazione.

“Per andare a Roma – spiega Bartoletti – su strada si va da un lato per l’autostrada e dall’altro dalla Orte Civitavecchia.

Sulla ferrovia si va verso la Roma – Cesano

Il Comune ha fatto quattro riunioni importanti. ”.

E quando sarà completato? “Siamo in Italia – mette le mani avanti Bartoletti – ma in tre anni, tre anni e mezzo ce la dovremmo fare”.


Ore 18,35 - Adesso è ufficiale. Gli assessori Arena e Bartoletti lo hanno detto: c’è la volontà di parlare dell’aeroporto.

Parte la proiezione delle diapositive e l’assessore Bartoletti, voce narrante. Ripercorre tutta la storia, partendo dalla situazione di Ciampino e dei problemi che hanno portato alla delocalizzazione dello scalo. “Ma non trasferiremo i problemi di Ciampino a Viterbo”.

Quindi l’aeroporto di Ciampino. Ma anche quelli di Pisa. “Di cui nessuno si è mai lamentato. E’ anche il più grande scalo militare. Si trova rispetto alle prime case, a mezzo chilometro e a un chilometro e novecento metri, dal centro. Ma quello che conta, è l’orientamento della pista. Che per Viterbo è ancora più favorevole e la distanza è maggiore”.

Volando a Viterbo. “La pista va rifatta e sarà unga 2700 metri – dice Bartoletti – perché deve servire al nuovo scalo e girata di diciotto gradi, allontanandosi ancora dai quartieri periferici della città, in particolare Santa Barbara.

La viabilità stradale, per l’Enac si deve collegare con la Civitavecchia Orte e sulla stessa strada non ci potrà essere traffico locale insieme a quello a servizio dell’aeroporto, deve essere una strada a servizio dello scalo e a via correre parallela alla ferrovia.

Dovremo fare una sorta di lista della spesa da finanziare da parte del Cipe. Per evitare i problemi di Ciampino, dal 2006 ci sono vincoli, una zona dove non sono permesse abitazioni o attività come depositi materiali o impianti indistruali. La zona due, quella subito dopo, è residenziale, ma a un tasso basso”.


Ore 18,25 - La cabina di regia che decide il 27 febbraio? Se lo domanda Tofani (Udc). “Oggi siamo solo notai. Quello che sarà approvato, noi non potremo fare altro che prenderne atto.

E’ lodevole chiedere la discussione, ma che andava fatta prima. Se dal 23 ottobre ci sono le riunioni di cabina, perché se ne parla oggi? Da parte dell’amministrazione c’è una forte inadempienza. C’è un forte ritardo del Comune. Oggi non discutiamo. Ascoltiamo. E basta.

Se il 27 si chiude l’indirizzo da dare all’aeroporto, l’amministrazione si è presa una grossa responsabilità, esautorando di fatto il consiglio comunale”.

Prende la parola l’assessore Bartoletti.

“Sono passati otto mesi dall’insediamento, è importante cominciare a parlare delle tematiche. Il nodo cruciale è la ferrovia, non se una strada passa da una parte o dall’altra. Le cose spicciole lasciamole all’altra sede.

La cabina di regia è solo una fase propedeutica alla conferenza dei servizi. E’ servita a risolvere problemi come quelli con i militari, ci serve per le Ferrovie. La situazione è in evoluzione”.

Ma dove si fa l’aeroporto? Una domanda ma anche una provocazione da parte di Alvaro Ricci.

“Ci dica la localizzazione – spiega – ma io ancora non ho capito. Se ne parla d’aeroporto?”.

Ma Linda Natalini comincia a perdere la pazienza. “Vorremmo sapere cosa c’è sul piatto – spiega – chiedo al consigliere Russo di sciogliere il dubbio sul rinvio. Spetta a lei. Perché sennò mi viene un dubbio. Non si vuole parlare fino al 27, per non dire. Mancanza di trasparenza per non aprire un dibattito pubblico. Iniziamo la discussione vera”.


Ore 18,05 - L’argomento è importante. E’ l’esordio dell’intervento di Ugo Sposetti, capogruppo Pd.

“Il consiglio deve avere un minimo d’informazione – spiega – senza entrare nel dettaglio. Sostenendo o dissentendo in alcuni punti il lavoro della giunta.

Sullo scalo Viterbo da una secolo e mezzo c’è un punto che si porta avanti ed è il collegamento ferroviario.

Io so che la ferrovia che si deve costruire è quello Viterbo – Capranica – Cesano – Roma. Su questo punto va fatta una pressione sulla Regione perché scelga questa ferrovia. Che siano dati soldi sulla ex Roma Nord, non serve all’aeroporto.

Va fatta una pressione sulle Ferrovie per studiare la fattibilità. Sul fronte strade, non credo si debba intervenire sul tracciato della Superstrada. Suggerisco di fare una cosa di buon senso e meno costosa. Non vedo l’idea di fare una grande variante a nord di Viterbo.

Ma Antonietta Russo (Viterbo Vola) precisa il suo intervento in premessa, quando aveva chiesto se non fosse il caso di ritirare l’ordine del giorno. “Perché – spiega – quando è stato presentato non avevamo temporalmente un’idea delle scadenze. Era per dare informazioni più certe. Per non dare l’idea di aria fritta”.

Ma la discussione s’interrompe o no? Gabbianelli la incalza.

Si va avanti. “Certo - dice la Russo – anche se non si potrà concludere”.


Ore 17,40 - Ma di che stiamo parlando? E’ un ordine del giorno? Una interpellanza? Una mozione? E la discussione è iniziata?

Il tempo passa e la discussione monta. Non sull’argomento aeroporto, ma se sia o meno il caso di farla e se sì, di che si tratta?

“Ma il corpo dell’ordine del giorno non è pronto, quindi la discussione non di fa”. E’ l’intervento di Talucci Peruzzi (Pdl).

Mentre Gigli (Udc), precisa: “Io sono venuto con la convinzione di trovarmi di fronte a una relazione da parte della giunta in cui fosse indicato lo stato dell’arte. E’ un’illusione.

Non parliamo di ordine del giorno, perché non c’è, se è un’interpellanza, non andava scritta all’ordine del giorno.

E’ stato commesso un errore nel ritenere che oggi si potesse entrare nel merito dei problemi riguardanti lo scalo. Mi sono tenuto aggiornato sulla stampa. I tempi, le difficoltà, della realizzazione comportano? Oggi le mie attese personali di avere una parziale risposta, mi sembra di capire che sono andate deluse. Di che vogliamo parlare? Vorrei discutere da una relazione della giunta, che ci dica cosa sta avvenendo. Credo che sia da rinviare ad altra occasione il dibattito.

Mi permetto di dire che forse con troppa precipitazione l’argomento è stato messo all’ordine del giorno. Vorrei cogliere l’occasione per fare un paio di domande.

Ho sentito parlare di una cabina di regia. Come è composta? Chi ne fa parte? Questa cabina è destinata a prendere decisione, a fare scelte di fronte alla quali il consiglio comunale dovrebbe trovarsi nelle condizioni solo di prenderne atto?”.

Si discute di discutere o si discute di non discutere? Mezzetti il problema se lo pone. “Le interpellanze – spiega – si inseriscono, da regolamento, all’ordine del giorno, non porta a nessuna deliberazione. Ma può essere trasformata in mozione per le successive sedute.

Da due anni si discute dell’aeroporto. Per la prima volta se ne parla in consiglio, ma stasera c’è una nebbia che non riesco a comprendere. Se mi si dice che non siamo in grado di progetto, infrastrutture o di via, in questo tempo di cosa avete discusso?

Noi in campagna elettorale parlammo di aeroporto virtuale. Mi pare che questa assenza di progetti ci sia. Abbiate il coraggio di discutere d’aria fritta e di chiedere scusa alla città”.

Prende la parola l’assessore Arena, con la storia della cabina di regia.


Ore 17,20 - Decolla la discussione sull’aeroporto, ma Marcello Meroi resta a terra. Enrico Mezzetti fa notare l’assenza, augurandosi che l’assessore risponda all’ultima chiamata.

Giovedì ultima riunione della cabina di regia e venerdì incontro all’Enac. Sono i prossimi appuntamenti. “Ci siamo chiesti – dice Contardo (Pdl) – se non fosse il caso di aspettare questi due importanti appuntamenti, prima di parlare dei progetti, infrastrutture”.

Quintarelli (Pd) pensa che invece sia il caso di cominciare la discussione.

“Vorrei capire – si domanda Tofani (Udc) – di cosa andiamo a discutere stasera e la presenza dell’assessore all’Urbanistica Meroi è fondamentale”.

“Oggi si parla d’aeroporto – spiega l’assessore Bartoletti – perché non c’è stato mai un passaggio in consiglio. E’ giusto che i consiglieri siano informati del lavoro fatto finora.

Parlare oggi d’infrastrutture, strade e ferrovia è importante perché cittadini anche voglio capire. Abbiamo messo in piedi una squadra tecnica, ogni giorno si fa un’ipotesi, poi si cambia”.

“Se il 27 c’è l’ultima cabina di regia – dice Ricci (Pd) – e ancora non si sa dove sarà ubicato l’aeroporto, la cosa preoccupa. Non credo che in quattro giorni si decide”.

Fersini (Pd) è sorpreso. “Non avere ancora detto nulla di ufficiale ai cittadini ed essere alla fine di un percorso, è un metodo che non approvo. Quindi reputo opportuno discutere oggi, facendo emergere le responsabilità politiche sulla vicenda”.


Ore 17,00 - Santa Rosa e il disguido stamani all’ufficio anagrafe. Il consiglio comunale dedicato all’aeroporto, prima di decollare si apre con i due argomenti d’attualità.

Sergio Insogna (Pd) solleva il problema sul bozzetto vincitore del concorso d’idee per la Macchina di Santa Rosa. “Sembra che non fosse anonimo – spiega – altri undici sono stati esclusi. La questione si pone.

Abbiamo il dovere di verificare se c’è stato questo grave errore”.

Replica l’assessore Purchiaroni. “Ho chiesto chiarimenti al presidente della commissione e conto nei prossimi giorni di avere una nota che ci dica come stanno le cose”.

Insogna incalza. “La commissione quando ha giudicato, già conosceva il nome del bozzetto. Non so come la commissione possa giustificare questo grosso sbaglio. Il concorso potrebbe essere anche invalidato”.

Purchiaroni ribadisce la fiducia nella commissione. “Noi in quanto amministrazione ci siamo affidati a loro, per tutte le procedure del caso”.

Ricci concorda: “La commissione è un organo autonomo, ma provvedere a una aggiudicazione provvisoria. Ma questa aggiudicazione è stata poi ratificata da dirigente, che ha attestato la correttezza delle procedure?”.

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