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Asl - Con una lettera a Marrazzo in cui spiega le ragioni della decisione
Aloisio si è dimesso
Viterbo - 22 luglio 2009 - ore 22,01

Giuseppe Aloisio
- Aloisio lascia e rilancia. Dopo giorni di illazioni di ogni tipo sul futuro del direttore generale, ieri mattina il dado è stato tratto.

Aloisio ha consegnata la lettera di dimissioni al presidente della giunta regionale Piero Marrazzo. Era stato nominato direttore proprio da Marrazzo nell'agosto del 2005.

Caro presidente, questa è una lettera che non avrei mai voluto scrivere.
In questi quattro anni nella Ausl di Viterbo è stato fatto un grande lavoro, come puoi evincere dalla documentazione che allego - scrive Aolisio a Marrazzo -. Tutto questo in sinergia con la Regione e con l'incoraggiamento della tua costante vicinanza, tutt'altro che formale. Gli sforzi profusi hanno prodotto risultati che, credo, siano sotto gli occhi di tutti e penso di poter affermare che in termini organizzativi e strutturali abbiamo raggiunto livelli che da nessuno possano essere smentiti”.

Il direttore generale Aloisio così poi spiega i motivi delle dimissioni.

Evidentemente questa efficienza e questi risultati hanno suscitato, ahimé, reazioni sproporzionate che ritengo siano ispirate da intenti non commendevoli. Ho le spalle grosse ed un carattere che mi ha abituato a difendermi da ogni più bieca illazione. Purtroppo, però, negli ultimi tempi le aggressioni hanno raggiunto livelli di violenza mai registrati nella nostra Provincia.

I miei collaboratori ed io non ci siamo mai fatti intimidire e abbiamo rispedito tutto al mittente, rispondendo colpo su colpo, coscienti di aver ben operato e coscienti del consenso della maggior parte della gente”.

Si tratterebbe di una vera e propria manovra politica.

Mi sono convinto – argomenta Aloisio - che dietro questo continuo attacco ci siano i vecchi gestori del potere locale sulla sanità che non potevano permettersi paragoni tra risultati degli ultimi quattro anni e quelli dell'inerzia e inefficienza dei precedenti.

Purtroppo l'arresto di un dipendente dell'Ausl per corruzione, solo a lui imputabile, e dal quale la Ausl e il sottoscritto hanno preso la dovuta distanza, ha riesacerbato gli attacchi”.


Dopo l'analisi, il da farsi.

“In un primo momento, su consiglio dei miei legali, per il doveroso rispetto del lavoro della magistratura, non ho assunto alcuna iniziativa, tranne che per il dipendente inquisito, al quale è stato applicato tempestivamente il trattamento, sanzionatorio previsto dal ccnl.

Pensavo che passata l'onda emotiva del momento, le cose potessero riprendere il loro naturale corso nel rispetto del lavoro degli inquirenti, oltre che di quello dei numerosi dipendenti della Asl che, quotidianamente, profondono sforzi, talvolta anche superiori a quelli strettamente richiesti dal loro contratto di lavoro, per far funzionare una macchina complessa come quella di un'azienda sanitaria.

Purtroppo così non e' stato e siccome non è tollerabile che il riserbo e il rispetto che deve essere portato alle istituzioni e che hanno fatto consigliare, anzitutto a me stesso, di non intervenire in un dibattito che, francamente, non mi interessa, possa essere confuso con altro ed addirittura danneggiare una istituzione, ritengo necessario agire in due direzioni.

Su consiglio dei miei avvocati mi è anzitutto sembrato opportuno chiedere una mia audizione ai magistrati inquirenti. Si tratta di una iniziativa che avevo già assunto all'inizio delle indagini ottenendo dai magistrati l'occasione per rendere un interrogatorio che, ritengo, abbia non poco inciso sullo svolgimento delle indagini in corso. Attendo per i prossimi giorni la convocazione”.

Infine le dimissioni.

Dopo una lunga riflessione, ho assunto la mia irrevocabile decisione di dimettermi dall'incarico in quanto questa, continua delegittimazione, di cui evidentemente chiederò conto nelle sedi competenti, oltre alla mia persona sta arrecando nocumento alle istituzioni che rappresento, al grande lavoro e ai risultati raggiunti e questo non può essere accettato.

Per questo motivo, con grande dispiacere ma con altrettanto grande orgoglio ho deciso di farmi da parte lasciando l'incarico di direttore generale dell'Ausl di Viterbo.

Chiedendoti, quindi, di accettare queste mie dimissioni ti ringrazio per la fiducia che hai riposto nei miei confronti dandomi l'opportunità di poter fare questa straordinaria esperienza”.

Come dire che Aloisio ha iniziato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe e potrebbe continuare a livello legale.

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