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Confartigianato - Il 6 e il 7 marzo a Firenze
Anche i giovani imprenditori viterbesi all'assemblea nazionale
Viterbo - 31 marzo 2009 - ore 17,00

- “Dallo stato di salute dell’imprenditoria giovanile italiana alle potenzialità occupazionali dell’artigianato fino ai problemi di accesso al credito”.

Questi e altri ancora i temi affrontati in occasione dell’assemblea nazionale dei giovani imprenditori di Confartigianato tenutasi dal 6 al 7 marzo al Convitto della Calza di Firenze.

“Sfidare la crisi”: è il grido di allarme con cui il presidente nazionale Confartigianato giovani imprenditori Marco Colombo ha aperto una delle tre tavole rotonde organizzate nelle due giornate, palcoscenico di innumerevoli e importanti interventi tra i quali: il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini e i massimi esponenti delle parti sociali, il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni e il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini.

“Abbiamo bisogno di dare forza a un sistema delle piccole imprese attraverso l’occupazione e contribuire alla sua crescita liberandolo da vincoli impropri - ha detto Colombo nella prima tavola rotonda -. In primo luogo abbiamo bisogno di ridare valore sociale e dignità al "saper fare".
Anche per dare una risposta all’emergenza di manodopera nelle nostre imprese. Sono molte, infatti, le piccole imprese che non trovano personale, soprattutto specializzato.
Nell’artigianato - ha continuato Colombo - le opportunità di lavoro non mancano e sono proprio le micro e le piccole imprese ad aver creato nel 2008 più dell’80% dei nuovi posti di lavoro.
Le imprese, e in particolare i giovani imprenditori non vogliono privilegi o aiuti. Vogliamo solo poter lavorare, poter aver accesso al credito, poter essere liberi da quei lacci e lacciuoli che comprimono la nostra capacità competitiva, la nostra creatività, la libertà di fare impresa, la fierezza di sentirci artigiani. Perché libertà e fierezza sono per noi due valori importanti” ha sostenuto senza esitazione il presidente Colombo.

Ironiche e pungenti, invece, le parole del ministro Brunetta che è intervenuto cominciando con una “tiratina d’orecchie” agli artigiani.

“La grande industria vale meno di voi, ma sa vendersi meglio, sa fare lobby, mentre voi non siete capaci. La grande industria ha un bel giornale, importante, il Sole 24 Ore. E voi, perché non lo avete fatto? Perché pensate troppo a lavorare. Lo dico con affetto”. Quindi l’esortazione: “fate lobby e lobby seria”.

Ingiustizie e difficoltà dei giovani imprenditori nei rapporti con le banche sono state, invece, le tematiche discusse nella tavola rotonda “Il credito all’impresa: proposte per rilanciare l’economia”.
Cinque storie di ordinario “credito” negato si sono susseguite come testimonianza della crisi che ha coinvolto il settore.
L’impresa artigiana Vetreria Caporali con sede a Viterbo è intervenuta segnalando la forte sfiducia che le banche hanno nel concedere prestiti alle piccole imprese, il tutto, poi, a discapito di una produzione di qualità.

Nell’ultima tavola rotonda incentrata sul tema de “La crisi: occasione per le riforme”, Pierferdinando Casini auspica il rilancio delle piccole opere perché più vicine al territorio e quindi alle imprese, con riferimento alle grandi opere e aggiunge: “Abbiamo la pratica dei "no" che blocca tutto. Bisognerebbe dare al Governo il diritto di farle subito, tra un anno è troppo tardi”.

Poi una proposta anche sul credito. “Le banche stanno chiudendo i rubinetti alle Pmi: i controlli delle prefetture non bastano, bisogna identificare formule di controlli più cogenti”.

Sulla crisi, Raffaele Bonanni, ha spiegato come le attuali difficoltà possano essere utilizzate per creare una nuova economia che recuperi i valori del lavoro, mettendo da parte i modelli di importazione americana fondati sulla “carta moneta che produce altra cartamoneta”.

Spiega Bonanni: “I valori dell’artigianato e del lavoro sono stati messi al margine. Si sono fatti soldi senza lavorare e senza intelligenza. Sono stato il primo a dire al Governo di mettere a disposizione risorse per sostenere le piccole imprese. Ora che la soluzione per gli ammortizzatori sociali è stata trovata, bisogna trovarla anche per ridare energia al lavoro”.

Poi un riconoscimento all’opera svolta da Confartigianato: “Sono grato a Confartigianato perché ha svolto un ruolo determinante per i nuovi assetti contrattuali, che sono alla base di una nuova economia”.

E ultimo intervento, alquanto significativo ed incisivo spetta al presidente Guerrrini che dichiara: “La burocrazia costa alle piccole imprese dieci miliardi all’anno. Un macigno. E’ un momento favorevole per fare tutte quelle cose che fino a oggi non sono state fatte. Penso alla burocrazia, ma anche alla liberalizzazione dei mercati protetti, che sono ancora più intollerabili nell’attuale situazione di crisi.
Lo Stato – rincara Guerrini – dovrebbe dare l’esempio, ma non lo fa. Guardiamo ai ritardi di pagamento della PA: neppure le banche si fidano della puntualità con cui gli enti pubblici pagano i fornitori, tanto è vero che fanno fatica a scontarci le loro fatture”.

In occasione dell'evento si è tenuta una cena dove, oltre agli intervenuti, hanno preso parte i 450 giovani imprenditori provenienti da tutta Italia.

Anche il presidente Giovani imprenditori di Viterbo, Ombretta Pecugi, ha partecipato e sostenuto l’iniziativa di beneficenza che ha devoluto 8mila euro all’Associazione Onlus “Amala Italia” per la realizzazione di una scuola in Africa.

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