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Riceviamo e pubblichiamo - Come spesso mi capita, dato che sono una guida ambientale, anche in questi giorni ho accompagnato alcuni appassionati di archeologia nella zona di Norchia.
I signori provenienti da Bologna dovevano girare un filmato sulle necropoli rupestri del Viterbese. Arrivati presso il fosso dell’Acqua alta i resti di un ponte ci invitavano a provare l’ebbrezza del passaggio ardito, tavole marce, dove c’erano e buchi vari invitavano all’avventura.
La ricca vegetazione, anche per un naturalista come me, oltre a svolgere il suo compito di ossigenare l’aria, con le sue forti radici
Svolgeva un compito di demolizione delle tombe, i rami altissimi coprono ogni traccia di quella che è stata una delle monumentali necropoli dell’Etruria.
Morale abbiamo potuto accedere ad alcune tombe a forza di bastoni per abbassare i rovi, altre sono completamente sommerse da rovi, l’erba altissima copre i pochi arrugginiti cartelli indicatori, un senso di abbandono copre con una coltre quella che fù una delle più belle necropoli.
Dimenticavo, il tutto si svolge nel comune di Viterbo.
Pietro Labate
Guida ambientale
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