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Comune - Il consigliere del Pd Francesco Guancini
Variante di Grotte Santo Stefano, solo sulla carta
Viterbo - 15 dicembre 2010 - ore 14,00

Francesco Guancini
Riceviamo e pubblichiamo - A Grotte Santo Stefano la realizzazione della variante che avrebbe dovuto portare il traffico pesante all’esterno del centro abitato, per recuperare un po’ di vivibilità e garantire una maggiore sicurezza agli abitanti che convivono ormai da anni con l’insopportabile e pericoloso passaggio dei mezzi pesanti, è ancora sulla carta, per colpa di una sciagurata gestione dell’amministrazione provinciale di centrosinistra, che non è riuscita in quattro anni ad appaltare i lavori.

Come se non bastasse, la nuova amministrazione di centrodestra, ha abbattuto la mannaia sui cittadini Grottani inviando, tramite la società Aipa, bollette di pagamento per la Tosap relativamente agli anni 2005-2006-2007-2008-2009.

Detta tassa si riferisce ai passi carrai, quasi tutti a raso che, a parere dell’amministrazione provinciale, è dovuta in base all’art.22 del D.L. 285 del 30/04/1992 (Codice della strada).

La Corte di cassazione è dovuta intervenire sui passi carrabili a raso (sentenza n.16733/2007) per ribadire che non sono soggetti a tassa.

La suprema Corte ha stabilito ancora una volta che il passo a raso, cioè senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, non determina un’occupazione visibile del suolo pubblico, dato che manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico, e che non presenta interruzioni sul marciapiedi o modifiche del piano stradale, che permettano al proprietario dell’accesso una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività.

Gli enti hanno pensato di aggirare l’ostacolo con l’articolo 22 del Codice della strada, il quale ha stabilito che i “passi carrabili devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario” della strada.

L’articolo 46 del regolamento del Codice della strada (DPR n.495/1992) aveva pure ribadito che il “passo carrabile deve essere segnalato mediante l’apposito segnale”, cioè il cartello di divieto di sosta, per il quale si deve pagare un canone annuo.

Ma l’articolo 36 del Dpr n.610/1996 ha successivamente modificato la norma del regolamento del Codice della strada, stabilendo che nei passi a raso il divieto di sosta ed il relativo cartello sono subordinati alla richiesta del proprietario.

Per quanto esposto si chiede all’amministrazione provinciale un chiarimento in merito al pagamento della tassa sui passi carrai a raso, in conformità alle leggi sopra richiamate, onde evitare contenziosi tra privati ed ente che potrebbero causare ai cittadini esborsi finanziari troppo gravosi in tempi di crisi.

Sarebbe anche opportuno, per il futuro, che l’amministrazione provinciale si esprima in merito al regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per gli accessi stradali, approvato con delibera del consiglio provinciale numero 11 del 10/02/2010, che all’articolo 4 recita: “sono soggette al canone le occupazioni permanenti o temporanee realizzate su strade, piazze ed aree pubbliche appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di competenza della Provincia di Viterbo, gli accessi stradali sia carrabili che a raso”.

Lo stesso regolamento all’articolo 28 recita: “per le occupazioni configurate come accessi stradali ad uso civile ricadenti all’interno del centro abitato dei Comuni aventi popolazione inferiore ai 10 mila abitanti, il canone viene totalmente esentato”.

Il nostro paese che conta circa 3500 abitanti e che, disgraziatamente, è una frazione di Viterbo che ha una popolazione superiore ai 10mila abitanti, dovrà pagare?

Perché quando c’è da pagare siamo cittadini viterbesi, mentre quando c’è da riscuotere siamo una colonia di Viterbo? Ma questa è un’altra storia!

Francesco Guancini
Consigliere comunale Pd Grotte Santo Stefano


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