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Viterbo - Dopo Eta Beta, anche l'associazione Amici di Galiana all'interno degli spazi in via della Volta Buia
Al via il "progetto di autonomia" nel complesso ex Eca
Viterbo - 17 dicembre 2010 - ore 16,30

- Al via il “Progetto di Autonomia” dell'associazione Amici di Galiana all'interno del complesso ex Eca.

Tempistiche, modalità e finalità sono state illustrate questa mattina dall'assessore ai Servizi Sociali Daniele Sabatini, dal presidente della realtà associativa coinvolta Lucio Bastiani e da rappresentanti della Ausl di Viterbo, Gilda Rush, neuropsichiatra infantile, dirigente della Struttura Semplice interdistrettuale Disabile Adulto e Maurizio Donsanti, capo della segreteria del direttore generale Adolfo Pipino.

Una cerimonia a tutti gli effetti, nell'ambito della quale il Comune ha ufficializzato la concessione in comodato d'uso fino al 2018 i locali di via della Volta Buia all'associazione Amici di Galiana, impegnata dal 1992 nella gestione dei problemi dei ragazzi con disabilità psicofisica e soprattutto promotrice di attività volte all'integrazione sociale, attraverso interventi riabilitativi.

“Credo che l'intera operazione possa essere sintetizzata in una parola, “autonomia” - ha spiegato l'assessore Sabatini -. Questo progetto, oggi finalmente concretizzato, nasce con l'intento di offrire agli ospiti un presente, ma soprattutto un futuro di integrazione, successivamente a quello che definiamo “il dopo di noi”.

Mi auguro che questo posto possa tornare a vivere, grazie a tutti i ragazzi e alle loro famiglie che lo frequenteranno. Vorrei che, anche grazie agli spazi aperti, divenisse un luogo di incontro e confronto, unico all'interno del centro storico, dove poter portare avanti iniziative di rilevanza sociale, percorsi socio-riabilitativi, integrati e individualizzati, fondamentali per avviare e abituare i ragazzi ad una vita indipendente fuori da questo luogo”.

“Il mio sentito ringraziamento – ha sottolineato il presidente Bastiani - va al Comune di Viterbo per averci concesso gli appartamenti indispensabili per il nostro progetto, ma anche e soprattutto per averci garantito un supporto amministrativo, umano ed economico. Ringraziamento che vorrei estendere anche alla Fondazione Carivit che ci ha fornito gli arredamenti e le dotazioni, alla Ausl per l'apporto tecnico e il consorzio Il Cerchio.

Ci auguriamo che l'obiettivo raggiunto quest'oggi rappresenti solo un traguardo intermedio, verso un ulteriore gradino che conduca al miglioramento della vita per tutti, per i ragazzi con disagio, le loro famiglie e la società intera”.

Sul percorso di autonomia si è soffermata anche la dottoressa Rush, che alle parole dell'assessore Sabatini e del presidente Bastiani ha aggiunto: “Il nostro compito è quello di offrire un percorso individualizzato, di supporto agli utenti e alle famiglie fino al momento dell'integrazione nel contesto sociale. All'interno dei due appartamenti a disposizione dei ragazzi si provvederà ad insegnare attività quotidiane, come preparare le stanze, fare la lista della spesa, gestire le spese, cucinare, ma anche prendere i mezzi pubblici e gestire il proprio tempo libero”.

Negli ambienti dove gli educatori forniranno agli utenti anche un supporto per una corretta convivenza con altre persone sono previsti spazi di pronto intervento per tamponare eventuali urgenti necessità, di breve durata, come nel caso di malattia di un familiare.

Tra i presenti alla cerimonia, oltre ai responsabili degli uffici del settore Servizi Sociali e al consigliere comunale Alvaro Ricci, anche operatori sociali e rappresentanti delle associazioni Eta Beta e Vita Autonoma, la prima già fruitrice dallo scorso anno degli spazi appartenenti al complesso strutturale, l'altra lo sarà non appena completati alcuni interventi utili all'abbattimento di tutte le barriere architettoniche.

A conclusione della presentazione del progetto ha ripreso la parola l'assessore Sabatini per aggiungere un'ultima cosa: “Questo incontro rappresenta la giusta occasione per ricordare il dottor Schirripa, senza il quale o non saremmo stati qui oggi, o comunque tanti progetti non sarebbero esistiti.

Per questo e per tanti altri motivi, una volta concluso l'intero progetto, quando le tre associazioni saranno operative all'interno della struttura, vorrei che lo spazio interno di questo complesso venisse intitolato proprio alla memoria di Giorgio Schirripa”. La cerimonia si è conclusa con la benedizione dei locali da parte di Don Ivo Bruni e il taglio del nastro.


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