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Omicidio Rizzello - Gli avvocati del giallo di Gradoli alle prese con un altro grave fatto di cronaca
Valentini e Rosati difensori di De Vito
Viterbo - 25 dicembre 2010 - ore 1,00

Enrico Valentini
Mario Rosati
- Valentini e Rosati difensori di De Vito.

Saranno Enrico Valentini e Mario Rosati i nuovi avvocati di Giorgio De Vito, il 34enne napoletano accusato dell’omicidio di Marcella Rizzello.

I due legali resi celebri dal processo Gradoli (nell’ambito del quale rappresentano l’imputato Paolo Esposito) sono ufficialmente subentrati ai colleghi Marcello Rezza e Gianfranco Annino, del foro di Roma. La motivazione, per ora, è top-secret.

Quel che è certo è che l’incarico è stato conferito, ufficialmente, due giorni fa. I due avvocati hanno già incontrato De Vito a Mammagialla e stanno valutando la possibilità di depositare un’istanza di rito abbreviato per il loro assistito, che il 13 gennaio comparirà davanti ai giudici insieme alla sua ex e coimputata Mariola Henrycka Michta.

Rosati e Valentini, dunque, si preparano a fare i conti con un altro, pesante fatto di cronaca. L’omicidio della 30enne di Civita Castellana Marcella Rizzello, uccisa a coltellate il 3 febbraio scorso nella sua villetta in via dei Latini. Uno dei più gravi delitti che si siano registrati negli ultimi anni nel Viterbese. Tanto più efferato, perché compiuto sotto gli occhi della figlia della vittima, una bimba di 14 mesi appena.

Se difendere l’elettricista di Gradoli è impegnativo, convincere i giudici dell’innocenza di De Vito potrebbe esserlo ancora di più per i due avvocati. In casa Rizzello, infatti, dove Marcella è stata uccisa, l’assassino ha lasciato la sua firma biologica in cinque tracce. E sono tutte di De Vito.

Il dna estratto dalle macchie di sangue trovate nella villetta coincide perfettamente con quello del 34enne arrestato. Una prova difficile da smontare. Anche se finora De Vito ha fatto di tutto per auto scagionarsi. Prima tirando in ballo un suo presunto gemello che vivrebbe ad Aversa e che avrebbe potuto prendere il suo posto sulla scena del delitto. Poi avanzando la scusa di un malore che lo avrebbe costretto a letto per tutta la giornata del 3 febbraio.

Ricostruzioni che non hanno mai convinto il pm Renzo Petroselli, titolare dell’indagine sull’omicidio, con il quale Rosati e Valentini dovranno confrontarsi ancora una volta.

Il sostituto procuratore, infatti, rappresenta la pubblica accusa anche nel processo a Paolo Esposito e Ala Ceoban. E se la grinta di Petroselli e la verve dei due avvocati saranno le stesse dimostrate finora in aula, ci sarà da aspettarsi uno scontro acceso. Proprio come il processo Gradoli.


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