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Viterbo - Palombella (Camera di commercio): "Su aeroporto, trasversale e polo fieristico si faccia chiarezza"
"La Regione abbandona la Tuscia"
Viterbo - 7 dicembre 2010 - ore 16,40

Ferindo Palombella
Riceviamo e pubblichiamo - Nel giro di qualche mese le imprese della Tuscia Viterbese rischiano di vedere cancellate dall’agenda delle priorità quelle infrastrutture che da anni sono considerate determinanti per lo sviluppo economico del territorio.

In ripetute occasioni ci siamo fatti portavoce delle difficoltà degli imprenditori che necessitano di tempi certi per definire scelte e pianificare investimenti. Soprattutto in una fase come questa, segnata da una crisi che grava ancora pesantemente su interi comparti.

Per questo getta nello sconcerto l’apprendere dalla stampa che la prosecuzione dei lavori per la trasversale Orte-Civitavecchia, previsti nel 2011 grazie al finanziamento di 100 milioni di euro programmato dalla Regione Lazio, potrebbero essere ulteriormente rallentati dalla mancata disponibilità parziale o totale dello stanziamento.

Così come desta stupore il taglio al polo fieristico di Viterbo, attraverso Tuscia Expo, approvato dalla Giunta regionale nel bilancio e nella manovra di programmazione di previsione finanziaria 2011. Su questo fronte Provincia, Comune e Camera di Commercio stavano lavorando per arrivare a una soluzione sostenibile, senza defraudare il territorio della prospettiva di veder nascere un centro fieristico.

Notizie nefaste che si aggiungono a quanto già definito nel settembre scorso dal Programma Infrastrutture Strategiche rispetto alla realizzazione dell’aeroporto di Viterbo, inserito tra le 39 opere da concludere entro il 2020 e non più entro il 2011, come annunciò l’allora ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi.

Tra l’altro nello stesso documento si sottolinea che “sono più importanti i collegamenti stradali e ferroviari tra l’aeroporto di Viterbo e il territorio che l’impianto aeroportuale di Viterbo”. Questo vuol dire che la realizzazione dello scalo non può prescindere dalla realizzazione di adeguate vie di collegamento viarie e ferroviarie.

Non entro nel merito delle considerazioni politiche, ma se quelli che ora appaiono come timori dovessero venire confermati o non venissero date risposte certe, credo che dovremmo mettere definitivamente nel cassetto quell’idea di sviluppo della Tuscia basata sulla realizzazione delle opere infrastrutturali, visto che certamente non saranno fruibili almeno per i prossimi dieci anni.

Lo dico senza infingimenti: sarebbe un duro colpo alle prospettive di crescita della nostra economia.

Certamente le imprese non verranno meno al loro ruolo e proseguiranno a piccoli passi sulla strada dello sviluppo economico endogeno, puntando sulla valorizzazione delle peculiarità del territorio e sulla tutela del patrimonio ambientale, anche se con una minore resa degli investimenti e minori opportunità occupazionali.

Aspetti, questi, che saranno al centro della prossima convocazione del Focus Impresa e Lavoro, in cui si ritrovano la Camera di Commercio, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali.

Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo


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