| Riceviamo e pubblichiamo
- Tammy un allevatore Usa che vive nei pressi di Seattle sa che le capre all’ora di pranzo perdono la testa di fronte ad un bel prato.
Sa anche che fino ai primi del ‘900 questi animali erano usati dai contadini anche per diserbare i campi.
Cosi deve aver pensato: che motivo c’è di usare trattori e diserbanti chimici? Cosi Tammy ha aperto una piccola azienda, si è equipaggiato con un gregge di agguerriti ruminanti e un furgone.
Per 700 dollari al giorno offre un servizio che sta riscuotendo un successo inaspettato anche per le famiglie bene che hanno voglia di rinnovare il proprio giardino. Ha creato un business che dà da vivere a lui, la sua famiglia ed a un drappello di dipendenti.
Le capre fanno il 90% del lavoro e poi arrivano loro a completare l’opera.
Lo stesso, lo possono fare le amministrazioni dei comuni di Caprarola e Ronciglione che da secoli hanno l’annoso problema dell’inquinamento del lago di Vico, dovuto principalmente all’emissione continua da parte dei contadini di diserbanti e altre sostanze chimiche nei loro fondi adibiti a nocciole e castagne.
Purtroppo questa è la triste realtà della Tuscia che né professori né scienziati hanno voluto veramente risolvere il problema. Bisogna puntare sull’aspetto ecologico se vogliono rilanciare l’economia del turismo e della potabilità dell’acque del lago.
Alleanza riformista per la Tuscia
Maria D’Alessandro
Per il coordinamento provinciale
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