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Viterbo - Antonia Biritognolo (Fipe) contro il nuovo disegno di legge
"Pubblici esercizi di nuovo sulla graticola"
Viterbo - 11 maggio 2010 - ore 16,30

- “I Pubblici esercizi sono nuovamente sulla graticola”: questo il commento della Presidente Fipe provinciale, Antonia Biritognolo, al disegno di legge sulle modifiche al codice della strada recentemente approvato dal Senato e attualmente al vaglio della Camera dei Deputati.

Ancora una volta nell’occhio del ciclone finiscono i locali pubblici che somministrano alcolici. Tra i rilevanti provvedimenti, il divieto per i locali che uniscano spettacoli ed altro tipo di intrattenimenti alla somministrazione di alcolici di interrompere la detta somministrazione entro le ore 2, l’obbligo per tutti i locali di dotarsi a proprie spese di apparecchi di rilevamento del tasso alcolemico del tipo precursore elettronico o chimico a disposizione dei clienti che vogliano usufruirne e di tabelle che illustrino gli efetti dell’alcool.

I contravventori andranno incontro alla chiusura del locale dai 7 ai 30 giorni. Il provvedimento fa salva la facoltà del sindaco di prorogare la somministrazione di alcolici per i locali e gli eventi soggetti alla restrizione dell’orario, fino alle ore 05:00, non più di 10 volte all’anno. “Con la nuova legge, vengono a cadere le attuali deroghe previste dai regolamenti comunali agli orari di chiusura dei P.E. che a Viterbo, ad esempio, rendevano possibile la somministrazione fino alle ore 04.00 per i locali notturni e fino alle ore 2.30 per gli altri locali, nel caso che questi uniscano l’attività di intrattenimenti o spettacoli alla somministrazione-chiarisce Antonia Biritognolo

E’ vero che per gli altri P.E. le regole rimangono invariate, ma non è tutto: anche se le restrizioni sono specifiche, a queste vengono ad aggiungersi nuove spese, a carico della totalità dei gestori, per dotarsi delle apparecchiature per gli alcool test. Dal provvedimento emerge ancora una volta la volontà della politica per scaricare sui P.E. la responsabilità di tutti i mali.

E’ stata più volte ribadita l’importanza del comparto per il turismo e per la filiera agroalimentare ma, ciò nonostante, si continua con accanimento a penalizzare imprese che con innumerevoli sacrifici hanno deciso di investire in un settore difficile da gestire a causa delle troppe imposizioini e delle eccessive restrizioni, per non parlare della burocrazia.

L’intero provvedimento cerca di nascondere colpe e responsabilità per la carenza dei dovuti controlli atti a contrastare il fenomeno sociale dell’abuso di alcool, fenomeno che appare infondato e semplicistico attribuire ai pubblici esercizi.”


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