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Domenica 30 maggio la tradizionale processione con il trasporto della Macchina del Settecento
Viterbo onora la Madonna Liberatrice
di Roberto Saccarello
Viterbo - 28 maggio 2010 - ore 3,50


Video - La festa della Madonna liberatrice
Il trasporto della Macchina di Maria Santissima liberatrice
- Il culto della Madonna Liberatrice rappresenta la più antica devozione mariana dei Viterbesi, poiché è da quasi otto secoli che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio nella Chiesa della SS. Trinità, officiata dai Padri Agostiniani.

L’immagine venne dipinta in affresco verso il 1318 da Gregorio e Donato d’Arezzo: la Vergine siede su un trono di tipo cosmatesco e sostiene con la mano sinistra il Bambino in piedi; nella destra reca una rosa che è sfiorata dalla manina del Figlio divino, il quale ha nel pugno sinistro un uccellino.

Essa cominciò a essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Madre di Dio alla Città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili: come riferito dalle cronache del tempo, i Viterbesi ritrovarono la tranquillità e la pace ai piedi della Madonna, da quel momento proclamata loro Liberatrice. Per solennizzare tale consacrazione, la magistratura, che si è posta a capo del movimento popolare, fece dono al santuario di una riproduzione in argento della Città.

L’interesse costante del Comune di Viterbo per la sua Liberatrice confermato dagli antichi Statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse ogni anno, con tutte le modalità che si osservavano nelle due più grandi solennità - Corpus Domini e Assunta - nel lunedì di Pentecoste: otto giorni prima, il Podestà e gli Otto del Popolo disponevano che, a suono di tromba, fosse bandita per tutta la Città la solenne ricorrenza. Nel 1641, per decreto comunale, venne collocata nella loggia del Palazzo dei Priori una grande statua lignea della Liberatrice e ogni sera, al suono delle trombe, il popolo veniva invitato a renderLe omaggio con canti e preghiere.

Nel 1660 l’affresco, dopo essere stato tagliato dal muro, fu trasportato in una sontuosa cappella, appositamente eretta per custodirlo. La prima solenne incoronazione della Madonna si tenne nel 1715 alla presenza del vescovo Michelangelo Conti, il futuro Pontefice Innocenzo XIII.
Nel 1727 fu decisa dagli Agostiniani la costruzione di una Chiesa più vasta e consona al culto per la Liberatrice; l ’affresco venne solennemente intronizzato nella sua attuale collocazione nel 1746, prima della consacrazione del nuovo Santuario, avvenuta nel 1750.

A seguito dell’invasione napoleonica il santuario fu spogliato degli arredi più preziosi e vennero trafugate anche le auree corone. Con la caduta del potere temporale dei Papi, la processione venne interrotta dopo cinque secoli e mezzo, e fu rimossa anche la statua dal Palazzo Comunale. Nel 1873, per la legge di soppressione degli Ordini religiosi, gli Agostiniani furono espulsi dal Convento della Trinità, e solamente nel 1899 poterono ritornare nella storica sede e riprendere così il loro servizio nel Santuario.

Il 15 settembre 1901, grazie alla generosità del popolo viterbese e all’impegno della comunità agostiniana, il vescovo Grasselli poté effettuare la seconda incoronazione dell’immagine. Nel 1945, dopo le tragiche vicende belliche, su iniziativa del vescovo Adelchi Albanesi venne ripresa la tradizionale processione con la partecipazione ufficiale delle autorità municipali.

Nel 1958, l’affresco, alquanto deteriorato e alterato dalle vicende di tempi, ritornò con opportuno restauro alla primitiva forma. A seguito di ciò, il 27 maggio 1959 l’Immagine venne reincoronata per mano del Cardinale Marcello Mimmi. Nel 1984 Giovanni Paolo II, nel corso della sua visita pastorale alla diocesi di Viterbo, sostò in fervorosa preghiera dinanzi all’altare della Madonna e confortò gli ammalati riuniti nell’attiguo chiostro.

Quest’anno, le solenni celebrazioni in onore di Maria SS. Liberatrice si terranno domenica 30 maggio. Alle 18,30 la processione muoverà da piazza del Comune, dopo l’indirizzo di saluto del sindaco di Viterbo Giulio Marini e l’omaggio da parte della autorità civili e militari.

La venerata icona, accompagnata dal vescovo, dal capitolo della cattedrale, dal clero, dai religiosi e dai fedeli, verrà trasportata sulla sua splendida macchina settecentesca dai Fedelissimi della Liberatrice e scortata dai Cavalieri Costantiniani di San Giorgio.

La manifestazione mariana si concluderà nella chiesa della SS. Trinità con il discorso celebrativo e la benedizione del vescovo Lorenzo Chiarinelli.

Roberto Saccarello


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