::::: Tutto low cost  Tutto viaggi  Tutto automobili
Logo TusciaWeb
Archivi | Mailing | Contatti | Primo | Provincia | Roma Nord | Lazio | Sport | Flash | Forum |Dossier | Gallery| TwTv| Corriere2000|



Processo Gradoli - Una testimone svela il contenuto di una telefonata con l'imputata, ma mancano i tabulati
"Ala mi ha chiesto di spacciarmi per Tatiana"
Viterbo - 22 ottobre 2010 - ore 17,00

Irina Kulyk, la donna alla quale Ala chiese di fingersi al telefono Tatiana
L'accusa e la difesa del processo di Gradoli
I giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco
Iljazi Dzelal
Maurizio Prono
Augusto Pesci
Prisco Villani
Paolo Esposito con i suoi avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati
Il pm Renzo Petroselli
Enrico e Maria Esposito, genitori di Paolo
Claudia Polacchi e Luigi Sini, avvocati di parte civile
L'avvocato Valentini durante l'udienza
Ala Ceoban con i suoi legali, Fabrizio Berna e Pierfrancesco Bruno
Elena Nekifor, madre di Tatiana e Ala Ceoban
- Una telefonata internazionale di cui, agli atti, non c'è traccia. Ma che, pure, è stata il fulcro dell'ennesima udienza del processo Gradoli.

La conversazione sarebbe avvenuta tra Ala Ceoban, imputata insieme all'ex amante Paolo Esposito, e Irina Kulyk, sua conoscente di origini ucraine, convocata come testimone all'udienza di stamane, davanti ai giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco e alla giuria popolare.

“Devi chiamare dall'Ucraina – le avrebbe chiesto Ala -. Fingere di essere Tatiana e dire ai carabinieri che devono lasciarmi in pace”. La donna avrebbe domandato il motivo. Ma Ala non ha risposto. “Poi ti spiegherò – avrebbe detto l'imputata -, per ora ho bisogno che tu mi faccia questo favore. Ma se non vuoi, lo capisco”. E la Kulyk, infatti, rifiutò.

La telefonata, come spiegato dalla testimone alla corte, sarebbe avvenuta mentre era in vacanza in Ucraina. Tra il 15 maggio e il 3 luglio. Sarebbe stata Ala a chiamare la Kulyk, in una delle sue due schede telefoniche internazionali. Peccato che né l'accusa né le difese siano in possesso dei tabulati che certifichino quel contatto.

“Sulle schede telefoniche ucraine della signora Kulyk non sono state fatte richieste di tabulati. Non era possibile averli a disposizione”, ha spiegato il legale di parte civile Luigi Sini, che rappresenta la madre di Ala e Tatiana. “Ma questo non significa che non ci siano state telefonate internazionali”, ha aggiunto, subito dopo, l'avvocato Claudia Polacchi.


La Kulyk in lacrime

Le schermaglie tra accusa, parte civile e difesa sono continuate dopo. Sempre con la Kulyk. Ma stavolta riguardavano il modo attraverso cui la signora era venuta a sapere della scomparsa di Elena e Tatiana. “Prima è arrivata la telefonata di Ala – ha spiegato la Kulyk -. Poi, la sera stessa, parlando col mio compagno, mi ha detto che doveva essere successo qualcosa, perché aveva sentito parlare di Gradoli e di Ala a “Chi l'ha visto””. Una questione sulla quale i legali di Esposito e della Ceoban hanno insistito per oltre due ore. Risultato: la Kulyk, visibilmente agitata, ha lasciato l'aula in lacrime, per poi ricevere le scuse del presidente Pacioni.


"Esposito scaricava film porno dal pc"

Dopo di lei, hanno testimoniato il suo compagno e due conoscenti di Esposito, Maurizio Prono e Augusto Pesci. Entrambi membri del circolo locale di Alleanza Nazionale, di cui i due e l'imputato avevano le chiavi.

E' stato Pesci a raccontare che, più volte, gli capitava di trovare Paolo al circolo in tarda serata, intorno alle 23. E quando succedeva, raramente Esposito apriva alla porta. Gli diceva di non aver sentito bussare, perché era di là, al computer. Ed è proprio sul computer che si è concentrata l'attenzione degli avvocati e del pm, perché è davanti a quel monitor che Esposito trascorreva le ore. E sempre da lì, come confermato dai testimoni, scaricava film porno e non.


"Ho visto Esposito il 30 maggio"

Pesci ha anche detto di aver visto Esposito, il 30 maggio 2009. Il giorno della scomparsa di Tatiana ed Elena.

“Gli portai il caffè intorno alle tre del pomeriggio – ha spiegato -. Paolo stava facendo dei lavori in un ristorante. Credo che stesse realizzando l'impianto elettrico, ma non so di preciso... e in ogni caso, non l'ho più visto, quel giorno. Ci siamo riincontrati il mercoledì successivo”.

Alla fine, la seduta è stata aggiornata al 29 ottobre, ore 9, per l'ascolto del perito informatico Lorenzo Giampieri, della consulente Elena Pilli (che ha curato gli accertamenti sulle tracce di sangue in sede di incidente probatorio) e il consulente del pm. Quanto alla testimonianza del capitano Ciervo è stata rinviata a data da destinarsi.


Copyright 2010 TusciaWeb - Chi siamo

Condividi

-