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Viterbo - Interviene l'ingegnere Claudio Curti
Talete, una polemica fondata sui pettegolezzi
Viterbo - 7 settembre 2010 - ore 2,50

Riceviamo e pubblichiamo - Ho seguito con attenzione il susseguirsi di interventi ed articoli che sono apparsi sulla stampa a seguito della mia candidatura a consigliere di amministrazione della società Talete.

Candidatura per la quale ho offerto una disponibilità il cui sostegno, ovviamente, resta nella più ampia discrezione dei sindaci che mi hanno proposto.

Il confronto che va sviluppandosi sulla questione ha assunto toni che non prevedevo e che confermano l’iniziale intenzione di non partecipare al dibattito (ma si può parlare di dibattito?) sin quando, indipendentemente dall’esito, la vicenda non fosse giunta a conclusione, proprio perché parte direttamente in causa.

La pubblicazione di notizie prive di ogni fondamento e di pettegolezzi impone alcuni chiarimenti, per sgomberare il campo da ipotesi non veritiere e, soprattutto, per riguardo nei confronti di chi ha sostenuto la proposta della mia candidatura.

Non intendo dare giustificazioni - il mio contestato operato, peraltro così lontano nel tempo e dalle problematiche in discussione, non necessita di essere giustificato – ma evidenziare quanto vuota di contenuti sia una polemica fondata su pettegolezzi infondati: evidenza di una totale assenza di motivazioni sostanziali nella opposizione ad una candidatura che, solo incidentalmente, mi vede protagonista.

Sarò telegrafico.

1. Risiedo a Viterbo dalla nascita e parte non secondaria della mia attività professionale si è svolta proprio in questa città.

2. Quanto riferito dalla stampa sul mio ruolo nella realizzazione del nuovo Tribunale di Viterbo non corrisponde a verità. All’epoca ero dirigente dell’impresa che realizzò le opere (una tra le prime trenta imprese italiane con sede legale in Emilia Romagna) quindi parte soggetta al controllo del direttore dei lavori, Armando Balducci, che svolse l’incarico con professionalità e competenza così come professionale e competente fu l’operato dell’impresa che, allora, rappresentavo.

3. Per quanto riguarda il Centro Merci di Orte sono stato incaricato quale membro tecnico della commissione di aggiudicazione dei lavori, incarico che si è concluso con la l’aggiudicazione degli stessi. Non ho svolto alcun incarico di progettazione – cose ben diversa e sostanziale - come invece è stato insinuato dalla stampa.

4. I miei rapporti con Giulia Arcangeli attengono solo la comune appartenenza al Partito Democratico del quale lei è vicesegrertario. È stato invece chiaramente insinuato il fatto che collaboriamo professionalemente e che la mia candidatura sia funzionale a questa collaborazione.

5. Il fatto che la mia candidatura rappresenti il partito della privatizzazione è semplicemente una illazione. La decisione sulla forma di gestione, pubblica o privata, compete non alla Talete bensì all’autorità d’ambito (Ato) che ha inequivocabilmente optato per la gestione pubblica.

Talete, con la sua attività d’impresa, dovrà realizzare questo obiettivo nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità. Solo il successo gestionale ed operativo di Talete potranno confermare la scelta della gestione pubblica in house. Talete dovrà quindi essere gestita ed amministrata in quanto impresa.

La parte politica, rappresentata dall’assemblea dei soci – assemblea dei sindaci – dovrà dare il proprio contributo garantendo i presupposti per lo sviluppo della società (ampliamento dei comuni aderenti, unificazione delle gestioni Cobalb e Sit, regolarità dei flussi finanziari concessi).

Ho provato grande disagio nello scrivere queste poche precisazioni. È inconcepibile che a Viterbo, città che è parte di un mercato globale nel quale liberamente circolano non solo merci ma anche culture, intelligenze, competenze, si debba mostrare il certificato di nascita e residenza non per poter ricevere un incarico ma solo per essere proposti per un incarico.

Così come disagio ho provato nel constatare che il confronto su una questione tanto importante non riesca a porsi su un livello politico e resti inchiodato a livello di pettegolezzo.

Chiedo scusa all’architetto Armando Balducci ed a Giulia Arcangeli per averli coinvolti – mio malgrado - in una questione tanto diversa dalla loro rispettabilità.

Claudio Curti


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