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Processo Gradoli - Il materiale biologico è troppo poco per essere identificato con certezza
Forse femminile il dna trovato sul pick-up
Viterbo - 1 febbraio 2011 - ore 2,05

Madre e figlia scomparse
Dossier Gradoli

A sinistra Elisabetta Mei durante un'udienza
Pierfrancesco Bruno
- Pick-up, depositati i risultati della perizia.

Ieri mattina la dottoressa Elisabetta Mei, incaricata dai giudici della Corte d'Assise di Viterbo di analizzare le tracce sul furgone, ha depositato i risultati della relazione sulle tracce di dna ritrovate sul mezzo sequestrato a metà novembre dal Ris.

Quello stesso furgone che, secondo l'accusa, Paolo Esposito avrebbe potuto usare per trasportare i corpi di Tatiana ed Elena Ceoban.

"Le analisi sono state eseguite - afferma Pierfrancesco Bruno, legale di Ala Ceoban - per la quantificazione e la tipizzazione del dna ritrovato sul furgone.

Ciò che emerge dai profili esaminati - continua - è che il materiale organico è misto. Solo uno di quelli presi in considerazione potrebbe essere ricondotto, con qualche dubbio, a un profilo femminile. Ma, gli scarsi elementi a disposizione non permettono di attribuire il dna a una persona, proprio perché la quantità è al di sotto del livello necessario per poterlo comparare".

Per quanto riguarda, invece, i risultati dell'altra perizia, quella dattiloscopica, bisognerà attendere venerdì 4 febbraio per conoscerne l'esito.

Di sicuro, come reso noto nel corso della scorsa udienza del 21 febbraio, il perito della corte, cristina Fattorini, ha trovato 13 impronte sul pick-up. Impronte che sarà compito dell'altro perito, Antonio Andreozzi, comparare con quelle dei due imputati.


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