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Processo di Gradoli - L'imputata davanti ai giudici per cinque ore
Ala difende il suo uomo
Viterbo - 26 febbraio 2011 - ore 3,30


Alcune immagini della deposizione di Ala Ceoban
Il giudice Eugenio Turco
Ala parla con il suo legale Pierfrancesco Bruno
Claudia Polacchi, avvocato di parte civile
Paolo Esposito
Il pm Renzo Petroselli
Luigi Sini con la Polacchi e Petroselli
- "Paolo ha mai alzato le mani su di lei?" "Sì". "Quindi era violento?" "No".

Difende a oltranza il suo uomo e se stessa, Ala Ceoban. L'imputata al processo Gradoli si è seduta per la terza volta davanti ai giudici della Corte d'Assise, ieri mattina. E per la terza volta non si è lasciata intimorire dalle stoccate di accusa e parte civile.

Ha portato avanti la sua deposizione per cinque ore. Con qualche contraddizione, ma senza mai scomporsi. Neppure quando l'avvocato di parte civile Claudia Polacchi le ha chiesto se Esposito l'aveva mai picchiata.

"Sì, è successo", ha risposto Ala, ma "Paolo non era violento", ha aggiunto subito dopo. "Una volta mi ha dato due schiaffi e tirata per il giubbotto, durante una lite con mia madre e Tania… ma era per farmi notare che avevo esagerato. Poi c'è stato un altro episodio, ma non riesco a ricordare bene… si vede che non era importante".

Le lacrime della scorsa udienza sono solo un ricordo lontano. Stavolta Ala non cede. Lucida e agguerrita, non si limita a rispondere alle domande: ha anche lei qualcosa da chiedere al pm Renzo Petroselli.

"Si ricorda cosa successe il giorno del mio interrogatorio?", dice, guardando dritto negli occhi il sostituto procuratore. Allude al 25 giugno 2009, quando fu sentita da Petroselli come persona informata sui fatti. Quel giorno, Ala lasciò la borsa, con dentro il suo telefonino, nella stanza accanto. Quando la andò a prendere, il cellulare non funzionava.

Ala vorrebbe raccontarlo in aula davanti a tutti, ma il pm glissa e torna a pungolarla. "Quante volte vi siete visti lei ed Esposito dopo la scomparsa di Elena e Tania?". "Tre", risponde Ala. "E allora perché nell'intervista a Chi l'ha visto? ha detto che vi eravate incontrati solo una volta?". "Non mi ricordo…", taglia corto l'imputata.

Su quell'intervista del 5 luglio 2009, accusa e parte civile insistono. Ai microfoni di Chi l'ha visto?, Ala avrebbe dichiarato che a Tania non importava nulla della figlia minore, avuta da Esposito nel 2003. Negli sms inviati al suo uomo, però, l'imputata scriveva il contrario: "Vuole solo la figlia - si legge in uno degli 11mila messaggini scambiati da Ala e Paolo tra giugno e ottobre 2007 -. Se ha la figlia, ha anche i soldi della famiglia Esposito".

Non basta. Sempre nel 2007, Paolo aveva registrato alcune telefonate tra Tatiana e la madre Elena Nekifor. Conversazioni che avvenivano in russo e che Esposito aveva fatto tradurre ad Ala. E' in una di queste telefonate che Tania dice che non avrebbe mai lasciato la bambina. Avrebbe preso un'altra casa a Gradoli pur di stare con lei. "Perché, allora, ha detto a Chi l'ha visto? che sua sorella si disinteressava della piccola?", incalza l'avvocato Polacchi. "Non lo so, non mi ricordo…", risponde ancora Ala.

Altri particolari di quelle telefonate, però, l'imputata li ricorda bene. "Tatiana aveva detto che le conveniva che io e Paolo andassimo a letto insieme", sottolinea Ala. Ma su quella frase, nessuno le chiede di più. Il terzo grado continua con Chi l'ha visto? e i messaggi. "Prima ero fresca, ora sono quattro anni che ho rapporti - scrive Ala in uno dei soliti sms del 2007 -. Sei l'unico che mi ha avuta, l'unico che è entrato in me. ".

La Polacchi non molla. Vuole sapere se Ala ha mentito, alle scorse udienze, quando ha detto che la sua storia con Paolo è iniziata nel 2006. "Non ho mentito - ribatte lei -. Intendevo che lui è stato l'unico da quando ci siamo messi insieme".

Una bugia, però, Ala l'ha detta. Sempre a Chi l'ha visto?, raccontò che la relazione con Paolo era durata appena qualche mese. "L'ho fatto perché ero spaventata - ha ammesso -. Avevo paura di ciò che stava accadendo". E infatti, esattamente trenta giorni dopo quell'intervista, Ala fu arrestata dai carabinieri, con l'accusa di concorso in duplice omicidio volontario e aggravato e occultamento di cadavere.

L'udienza è terminata alle 16, quando i giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco hanno sciolto la seduta.

La deposizione di Ala proseguirà la prossima settimana, il 4 marzo. L'imputata tornerà di nuovo davanti alla Corte, per continuare con le domande della parte civile.


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