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Giallo di Gradoli - Gli autisti dei bus che, dal Viterbese, raggiungono la Moldavia
Irreperibili due testimoni
Viterbo - 29 gennaio 2011 - ore 12,05

Madre e figlia scomparse
Dossier Gradoli

Madre e figlia moldave scomparse il 30 maggio 2009
Tatiana Ceoban
Elena Ceoban
- Gradoli, irreperibili due testimoni.

Avrebbero dovuto essere ascoltati in aula ieri mattina. Invece, di loro si è persa ogni traccia.

Sono i due autisti dei pullman che, partendo da Gradoli, raggiungono la Moldavia, trasportando sia persone che pacchi. Bus sui quali, secondo la difesa di Paolo Esposito, ex convivente di Tatiana ed Elena, potrebbero essere salite le due donne scomparse.

Nell'udienza del 22 giugno il pm Renzo Petroselli, pubblica accusa al processo Gradoli, aveva chiesto che i due autisti fossero inseriti tra i testimoni. Questo perché la difesa di Esposito aveva sollevato la questione dei "brogliacci", i registri sui quali gli stessi autisti annotavano i nomi dei passeggeri.

Elenchi che i carabinieri avevano controllato. Senza accorgersi, però, che su uno di questi, come fece notare la difesa dell'imputato, compariva una certa Elena Ciobanu. Un nome che, secondo gli avvocati di Esposito, poteva benissimo essere l'equivalente moldavo di "Ceoban". Anche se la parte civile ha sempre respinto questa idea, ribattendo che sui documenti moldavi di Elena e Tatiana il cognome riportato è "Ceoban".

A scanso di equivoci, il pm chiese comunque di ascoltare i due autisti. Richiesta sulla quale la Corte si era, in un primo momento riservata, e che aveva, poi, accolto successivamente.

Ormai, però, è troppo tardi per ascoltarli: i due potenziali testimoni sono irreperibili.


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