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Processo Gradoli - Un'amica della donna scomparsa: "Poche parole spese per loro"
Vi siete dimenticati di Elena e Tatiana
Viterbo - 16 maggio 2011 - ore 16,00


Madre e figlia scomparse
Dossier Gradoli
Le due donne scomparse
Tatiana Ceoban
Elena Ceoban
Riceviamo e pubblichiamo - Poiché il mio mestiere è fare l'insegnante, ho grande rispetto per le istituzioni e per la giustizia, pertanto non posso che accettare la sentenza della Corte d'Assise di Viterbo.

Il verdetto di colpevolezza nei confronti di Ala Ceoban e Paolo Esposito ha in sé una verità triste e dolorosa: Elena e Tania sono morte.

Sembra che anche i giornalisti, alle prese con commenti, articoli, interviste, non se ne siano accorti.

In due anni poche le parole spese per queste due donne, pare che la tragedia non riguardi loro ed anche la carta stampata, che più si è adoperata in arringhe e giudizi, ha completamente rimosso il fatto che Elena e Tania non ci siano più.

La loro scomparsa non ha scatenato alcun terremoto mediatico e i cittadini di Gradoli, probabilmente i gradolesi non si sono comportati come Caifa, come ha detto il sacerdote del paese, che ha condannato Cristo, ma hanno soltanto alzato un muro di silenzio doloroso per due giovani vite spezzate.

Quella del 13, è una sentenza che vede la disperazione di una donna che dovrà convivere con il dolore per una figlia e una nipote morte, che ha visto condannare all'ergastolo l'altra figlia, che ha una nipote di otto anni alla quale forse non riuscirà mai a dare tutte le risposte,  una sentenza che provoca anche il dolore, altrettanto degno di rispetto, dei genitori di Esposito.

Una sentenza davvero senza vincitori.

Giuseppina Lombardi
Amica di Tatiana Ceoban


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