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Viterbo - Iniziativa promossa dall'assessorato alle Politiche sociali
Comune e Università, stop agli sprechi alimentari
Viterbo - 17 maggio 2011 - ore 18,30


- Comune di Viterbo, Università della Tuscia, E.Leclerc. Questi gli attori principali del progetto illustrato questa mattina a Palazzo dei Priori per il recupero degli sprechi nella grande distribuzione.

Promossa dall'assessorato alle Politiche Sociali e coordinata operativamente dal gruppo di ricerca Noise, guidato da Silvio Franco, docente della Facoltà di Scienze Politiche dell'ateneo viterbese, l'operazione vede come parte attiva l'ipermercato Leclerc di via Garbini e beneficiarie le associazioni del tavolo della povertà istituito dal Comune di Viterbo. L'intero progetto, nonché i risultati del primo mese di “recupero”, sono stati illustrati questa mattina a Palazzo dei Priori.

“Era giusto intervenire positivamente su una tematica a dir poco scandalosa e disdicevole a livello mondiale come quella degli sprechi alimentari – ha esordito l'assessore alle Politiche Sociali Sabatini –. Nonostante la grave crisi economica, nessuno in questa città deve essere lasciato indietro o abbandonato al proprio destino. Non possiamo permettere di sprecare risorse alimentari fondamentali per il sostentamento di centinaia di persone.

Ogni giorno viene messa fuori dal mercato una mole immensa di beni alimentari. Un'azione purtroppo legata a diverse ragioni, tra cui le più futili come il danneggiamento della confezione o dell'etichetta. Già nel 2009 era stato avviata la prima fase di questo progetto che vede una proficua collaborazione tra pubblico e privato. A sposare immediatamente il progetto – aggiunge Sabatini - è stato il professor Franco dell'Università della Tuscia, con il quale abbiamo individuato e concordato una prima tipologia di azione.

Volontà dell'Amministrazione e dell'ateneo viterbese era quella di coinvolgere tutte e sottolineo tutte le realtà distributive del territorio. Questo intervento rappresenta una grande opportunità sociale, che va a contrastare quei casi di grave disagio economico e che grazie a realtà come la Caritas, nonché l'associazione San Vincenzo De Paoli, la Croce Rossa Italiana, il Centro Aiuto alla Vita e la casa di accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” è possibile portare avanti.

Un mio ringraziamento personale va inoltre al Movimento Culturale e Solidale, associazione che in tempi non sospetti e prima della mia esperienza amministrativa, attraverso il suo presidente Sergio Buzzi, aveva già formalizzato la sua proposta, sensibilizzandomi su tale iniziativa. Ora quell'idea è divenuta realtà.

Sono molto soddisfatto di questo intervento che, ritengo, sia uno dei più importanti portati avanti nel campo sociale dal giorno in cui sono stato nominato assessore. Mille chilogrammi di beni alimentari recuperati in poco più di tre settimane consentono ai cittadini di comprendere l'enorme ed esponenziale portata del progetto”.

Dei primi passi dell'operazione firmata da Comune e Università ha parlato il professor Franco, che ha sottolineato quanto lo spin-off Last Minute Market dell'Università di Bologna, specializzato da anni nel recupero degli sprechi alimentari, e la disponibilità del punto E.Leclerc siano stati fondamentali.

Così come il tavolo di associazioni che effettuano assistenza alimentare alle fasce disagiate della popolazione viterbese. “Dopo un'attenta e analitica fase di studio e di ricerca delle strutture – ha spiegato Franco - ad aprile 2011 è partito il recupero dei prodotti invenduti presso l'ipermercato viterbese, unico ipermercato in questa fase disponibile a portare avanti il progetto.

Quello che presentiamo oggi è solo il punto di arrivo di un primo percorso avviato con soddisfazione e con ottimi risultati in ambito sociale”. Ad illustrare la prima fase di recupero è stata Clara Cicatiello del Gruppo di Ricerca dell'Università della Tuscia, che ha spiegato: “Il primo mese di attivazione sperimentale del recupero ha visto risultati piuttosto incoraggianti. Il ritiro da parte dei volontari dell’associazione si è regolarmente svolto per 23 giornate nel corso del mese di aprile. La media quotidiana recuperabile si attesta intorno ai 44 kg.

Il totale di prodotti recuperati ha raggiunto il peso di circa una tonnellata, corrispondente a un valore di 2.165 €. Per quanto riguarda le tipologie di prodotti recuperati, la maggiore quota è rappresentata da pane di produzione interna al punto vendita e frutta, che rappresentano insieme circa l’80% in peso dei prodotti recuperati”. Disponibile a coinvolgere prodotti di ulteriori categorie merceologiche, ma anche per attivare il servizio in altri punti vendita appartenenti alla famiglia E.Leclerc si è mostrato Alberto Giraldo, direttore dell'ipermercato di via Garbini.

“Il meccanismo di recupero prevede che i volontari dell’associazione si rechino giornalmente presso il punto vendita Leclerc, dove trovano i prodotti recuperati. Si tratta di prodotti non più vendibili ma ancora perfettamente idonei al consumo, che quotidianamente vengono selezionati dagli operatori del supermercato e accantonati in una area dedicata del magazzino.

Dopo una breve verifica della compatibilità delle tipologie di prodotti disponibili con i fabbisogni della mensa, i prodotti vengono caricati in contenitori idonei e trasferiti nel mezzo di trasporto dell’associazione, accompagnati da un documento di trasporto che ne identifica la qualità, la provenienza e la destinazione.

I prodotti vengono quindi trasportati presso la mensa, dove vengono utilizzati per la preparazione dei pasti serviti agli assistiti. Per questa prima fase sperimentale il recupero riguarda solo alcuni reparti del supermercato, in particolare il panificio, il reparto ortofrutta e prodotti di grande consumo come conserve, pasta, riso, farina, zucchero, merendine, biscotti. Tuttavia, considerando i risultati positivi di questa prima fase, si sta valutando l’allargamento ai prodotti da frigo e ai prodotti per la casa”. “Basta guardarsi intorno e osservare con attenzione quello che accade nel settore della grande distribuzione – ha sottolineato il sindaco Giulio Marini - Si percepisce che ci sono delle enormi sacche di possibile recupero degli sprechi, soprattutto quelli alimentari.

Osservando altre città italiane soprattutto quelle del nord, ci si rende conto dell'ottimo successo che iniziative come queste riescono a garantire in particolar modo in ambito sociale. Il lavoro portato avanti dall'assessore Sabatini in collaborazione con il professor Franco e la disponibilità dell'ipermercato viterbese ritengo sia davvero prezioso per i nostri concittadini con grave disagio economico, ma anche e soprattutto per quelle associazioni che ogni giorno si impegnano per offrire loro un pasto e o un tetto.

Un ulteriore progetto – conclude Marini - che vede Comune e Università rafforzare la propria sinergia a favore della città e del sociale”. Presenti alla conferenza anche Aldo Piermattei, referente per la Caritas e le responsabili delle associazioni di volontariato coinvolte nel progetto.


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