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Viterbo - Il commento del capogruppo del Pd Grattarola
Crisi in Provincia, l'epilogo di una coalizione
Viterbo - 19 maggio 2011 - ore 16,00


Federico Grattarola
Riceviamo e pubblichiamo - Le criticità in provincia che sembravano all’inizio di questa legislatura apparentemente superate riemergono con forza.

Segnalai e sottolineai in consiglio provinciale all’inizio di questa esperienza che ci sarebbero stati strascichi dopo gli accordi forzati e legittimati dalla magistratura e che le ferite aperte sarebbero state difficilmente rimarginabili perché derivavano da scelte poco chiare a da molti ritenute inaccettabili e incomprensibili. Ricordiamo che gran parte dei candidati del PDL e delle liste collegate proposero, subito dopo la presentazione delle liste, ricorso avverso l’apparentamento fatto nottetempo con l’Udc.

Le criticità, all’epoca, sembravano apparentemente superate e quello che appariva chiaro a tutti era che risultata vincente la linea di resistenza messa in piedi proprio dall’Udc, ultimo arrivato e quasi da nessuno voluto perché portava a casa tre assessorati pesanti.

Oggi scopriamo che l’Udc “non è più disposto a fare sconti, soprattutto se per sconto si intende andare contro gli interessi del territorio”. E che, dice Bigiotti, “nel bilancio del primo anno di questa amministrazione, non possiamo per onestà, dire che tutto sia andato bene e che questa amministrazione abbia fatto il necessario rodaggio per operare nel migliore dei modi” .

Ciò rappresenta l’epilogo di una coalizione che ha vinto ma la sua rischia di essere una vittoria di Pirro, una vittoria che rende impossibile affrontare i temi fondamentali come per esempio i problemi della gente resi ancora più gravi dall’avanzare di una crisi economica che sembra inarrestabile.

La politica del centrodestra appare ispirata non ad una logica e legittima discussione di una coalizione che dopo le elezioni avrebbe dovuto affrontare temi importanti, ma ad un gioco al massacro in cui i protagonisti non esitano nel seminare incertezze in un contesto, già di per sé difficile, che necessiterebbe, invece, di chiarezza.

Tutto questo è il frutto di un’alleanza messa insieme, non per governare i processi derivanti da un programma politico condiviso, ma per vincere subito e a tutti i costi.

Ed ora le incertezze stanno emergendo con forza.

Avevamo avuto avvisaglie nei consigli straordinari da noi richiesti per discutere su alcune questioni importanti. Avevamo notato che, con non poche difficoltà e con fatica, si cercava di trovare una proposta condivisa da portare all’attenzione del consiglio.

Avevamo avuto avvisaglie nelle commissioni e nei consigli provinciali quando molto spesso manca il numero legale.

Avevamo avuto avvisaglie quando è stato costituito il gruppo “Pdl 2”. Ecco, non vorremmo che in questo spettacolo indecoroso a cui stiamo assistendo si celebri e si consumi la fine della politica vera, fatta e interpretata per il bene dei cittadini e si assista per giorni al valzer delle pretese di tutti, salvo poi per ognuno rientrare nei ranghi senza una giustificazione almeno apparente se non quella dell’esercizio del potere come fine a se stesso.

In questo contesto tutt’altro che confortante assume una grande importanza il nostro compito di minoranza. Dovremo evitare che la guerra interna tra le fronde del Pdl e l’Udc impedisca il dibattito sui problemi e, peggio ancora, renda l’amministrazione provinciale ingovernabile. Sarebbe un male per tutti perché, mai come in questo momento, c’è la necessità oggettiva di interessarsi veramente dei problemi reali che affliggono i cittadini e i territori della tuscia.

Federico Grattarola
Capogruppo PD in Consiglio Provinciale


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