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	<title>Spettacolo &#8211; Tusciaweb</title>
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		<title>Francesco Facchinetti: “Il mio Sanremo, dall’Ariston al duetto con Francesco Facchinetti…”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 18:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2- Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sanremo – Vivere almeno una volta il festival di Sanremo in prima persona è il sogno di qualsiasi persona che voglia lavorare nel mondo della musica. Il viterbese Francesco Facchinetti c’è riuscito. Insieme al suo compagno artistico Matteo Ieva (con il quale forma il duo Le Ore) e ad Alex Wyse, ha scritto la canzone Rockstar, che [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Sanremo</strong> – Vivere almeno una volta il festival di Sanremo in prima persona è il sogno di qualsiasi persona che voglia lavorare nel mondo della musica. Il viterbese Francesco Facchinetti c’è riuscito. Insieme al suo compagno artistico Matteo Ieva (con il quale forma il duo Le Ore) e ad Alex Wyse, ha scritto la canzone Rockstar, che è arrivata seconda nella categoria Nuove proposte, cantata dallo stesso Wyse.</p>



<p>Una settimana dopo il festival, Facchinetti è tornato alla sua normalità, al lavoro in studio a Milano. Ma l’esperienza a Sanremo lascia inevitabilmente un segno nella sua vita.</p>



<p><strong>Puoi dirci in poche parole che significa partecipare al festival di Sanremo?<br></strong>“Significa stare una settimana in una città cui tutto e tutti vivono esclusivamente in funzione del festival, una specie di mondo a sé. Lo spettacolo televisivo è bellissimo, ma anche quello che si vive fuori dall’Ariston è magico e ti fa capire davvero la grande forza&nbsp;di quest’evento.&nbsp;Il pubblico da casa vede solo una parte dello show”.</p>



<p><strong>In che senso?</strong><br>“Ci sono due festival di Sanremo: quello che va in onda e quello che si svolge prima e dopo lo spettacolo. A Sanremo&nbsp;l’evento comincia dalla mattina e prosegue fino a notte fonda; in qualunque posto vai, non si parla d’altro che del festival. I locali sono pieni fino all’alba, qualsiasi angolo della città è strapieno. Però c’è un momento in cui a città si ferma completamente, ed è quando va in onda lo spettacolo. Se giri per la città mentre c’è la diretta televisiva, le strade sono deserte: sono tutti a casa di qualcuno, negli alberghi o nei locali a seguire lo spettacolo”.</p>



<p><strong>Si va a dormire tardi perché si lavora oppure perché si vive la festa?</strong><br>“Nel nostro caso&nbsp;sono successe entrambe le cose. Sicuramente ci siamo goduti la città. Di solito a Sanremo si fa tardi per piacere, perché c’è un’atmosfera che non esiste in nessun altro posto”.</p>



<p><strong>E la sera della finale com’è?</strong><br>“Noi quest’anno la tensione della finale l’abbiamo&nbsp;sentita giovedì, visto che eravamo impegnati in prima persona con Alex. Poi ci siamo rilassati, la serata di sabato l’abbiamo vissuta da spettatori. Ma comunque vedere la sala col fiato sospeso, tutti gli artisti tesi per l’ultima esibizione… è impossibile non sentirsi coinvolti. La finale di Sanremo è un po’ come la finale del mondiale di calcio”.</p>



<p><strong>Soddisfatto del vostro risultato, anche se non è arrivata la vittoria?<br></strong>“Per noi la vittoria è stata andare a Sanremo. Siamo contentissimi di questo secondo posto: abbiamo portato la nostra canzone per due sere di fila davanti a 15 milioni di telespettatori, siamo stati ascoltati in tutto il mondo, Alex ha già un’agenda piena di concerti per i prossimi mesi. E poi sono contento di vedere che tanti brani cantautorali sono arrivati nelle prime posizioni, sia tra i Big che tra le Nuove proposte”.</p>



<p><strong>Che riscontro avete avuto per la vostra canzone?</strong><br>“Ho parlato con tante persone, da professionisti della musica a semplici spettatori, e tutti mi hanno dato giudizi positivi. Anche chi aveva sentito la canzone per la prima volta all’Ariston”.</p>



<p><strong>A proposito di Ariston: dalla televisione sembra enorme, invece è un teatro piccolo dove, durante il festival, si deve muovere un numero enorme di persone con una precisione rigorosa. Com’è stare dietro le quinte?</strong><br>“L’Ariston è grande come un cinema di paese, non è strutturato per un evento come il festival. Ed è proprio questo che lo rende così magico, se si facesse in un altro posto non sarebbe la stessa cosa. Per stare dietro le quinte ci sono i turni, ci si prepara a rotazione e dopo l’esibizione si lascia il teatro. Gli artisti se ne vanno subito dopo aver cantato perché non possono rimanere, devono lasciare spazio agli altri”.</p>



<p><strong>Come funziona il rituale di preparazione di un’esibizione a Sanremo?</strong><br>“È&nbsp;tutto schedulato. Gli artisti vengono convocati&nbsp;per presentarsi in teatro in base all’ora in cui ci si esibiscono. Un artista che canta a mezzanotte non arriva al teatro alla stessa ora di chi canta alle nove. Di solito, comunque, bisogna presentarsi un paio d’ore prima e prepararsi direttamente sul posto”.</p>



<p><strong>Visto che gli spazi sono piccoli e sono tutti a contatto, c’è possibilità di creare rapporti e relazioni tra colleghi? Magari far nascere addirittura collaborazioni…</strong><br>“Nell’Ariston no, perché sono tutti concentrati sulla diretta. Però può capitare se hai del tempo da passare insieme fuori. Ne parlavamo con un ristoratore storico di Sanremo: lui ci diceva che un tempo c’era più senso di comunione tra gli artisti, il vero dopo-festival era girare nei ristoranti dopo lo spettacolo. Potevi trovare veramente le situazioni più impensabili. Oggi gli artisti sono un po’ più chiusi. Però comunque queste cose ancora succedono”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="829" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-1024x829.jpg" alt="Francesco Facchinetti, Matteo Ieva e Alex Wyse a Sanremo" class="wp-image-1059893" srcset="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-1024x829.jpg 1024w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-300x243.jpg 300w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-150x121.jpg 150w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-768x621.jpg 768w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-519x420.jpg 519w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-640x518.jpg 640w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo-681x551.jpg 681w, https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/Facchinetti-Ieva-e-Alex-Wyse-a-Sanremo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesco Facchinetti, Matteo Ieva e Alex Wyse a Sanremo</figcaption></figure>



<p><strong>A te sono successe?</strong><br>“Ho incontrato tante persone che avevo conosciuto negli anni,&nbsp;ho vissuto&nbsp;momenti davvero belli. Forse il più divertente è stato a una festa in una specie di locanda sul mare. Quando siamo entrati, alle 4 di notte, abbiamo incontrato Francesco Facchinetti, il mio omonimo figlio di Roby dei Pooh, ci siamo salutati e abbiamo duettato io e lui al karaoke sulle note di Perdere l’amore”.</p>



<p><strong>Molti dicono che questo Sanremo ha segnato un cambio di rotta nella musica italiana, con i cantautori tornati al centro della scena. È vero?<br></strong>“Lo spero. Va detto che a Sanremo è il gusto del direttore artistico a decidere le canzoni in gara&nbsp;e quindi la proposta musicale da portare al pubblico. Però, se penso ai primi due posti delle Nuove proposte e ai primi cinque big, tutti con pezzi molto intimi e cantautorali, mi viene da pensare che forse il pubblico vuole tornare a sentire canzoni scritte più col cuore che con la testa”.</p>



<p><strong>Che ne pensi dell’uso (o abuso) dell’autotune tra i cantanti in gara?</strong><br>“Alex Wyse ha cantato orgogliosamente senza correttore, perché crediamo nella musica fatta in un certo modo. Però Sanremo non è solo una gara a chi canta meglio, altrimenti vincerebbero sempre gli stessi. Ci vuole il giusto mix tra la canzone, l’interpretazione, il progetto e il momento storico in cui viene proposto. Poi oggi ci sono artisti come Madame, che utilizzano l’autotune come uno strumento musicale per caratterizzare il loro sound, e quindi devono per forza usarlo anche quando si esibiscono dal vivo. Da ascoltatore e da cantante mi dispiace non sentire quasi più nessuna imperfezione nelle esecuzioni live, però penso anche che l’autotune sarà sempre più presente e quindi, se viene introdotto in una gara, è giusto che tutti lo utilizzino per non fare una competizione impari”.</p>



<p><strong>Tra i big qual era la tua canzone preferita</strong><strong>?<br></strong>“Speravo vincesse Giorgia, quest’anno se lo meritava davvero. Ha cantato divinamente tutte le sere, è stata osannata da tutta la città dal primo all’ultimo giorno. Dopo oltre trent’anni di carriera e dopo che l’ultima gara a Sanremo non era andata troppo bene, ha trovato la forza e la voglia di rimettersi in gioco un’altra volta ed è tornata la Giorgia dei tempi d’oro. L’ho votata anch’io al televoto, vederla arrivare sesta mi ha fatto male”.</p>



<p><strong>Ti piacerebbe poter scrivere per lei?</strong><br>“Sarebbe un sogno e penso lo sarebbe per qualunque autore”.</p>



<p><strong>Prossimi progetti?</strong><br>“Dal lunedì dopo Sanremo siamo tornati subito in studio con Alex Wyse per dei nuovi brani, sarà un anno pieno di canzoni. Lui in questo momento è il nostro focus principale, ma abbiamo diversi progetti che continuiamo a portare avanti con altri artisti”.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Alessandro Castellani</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p><strong>Articoli:&nbsp;<a href="https://www.tusciaweb.eu/2025/02/alex-wyse-la-canzone-del-viterbese-francesco-facchinetti-arriva-secondo-sanremo-giovani/">Alex Wyse, con la canzone del viterbese Francesco Facchinetti, arriva secondo a Sanremo giovani</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://www.tusciaweb.eu/2025/02/festival-sanremo-alex-wyse-finale-rockstar-del-viterbese-facchinetti/">Festival di Sanremo, Alex Wyse in finale con Rockstar del viterbese Facchinetti</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://www.tusciaweb.eu/2025/02/la-canzone-del-viterbese-francesco-facchinetti-gara-sanremo/">La canzone del viterbese Francesco Facchinetti in gara a Sanremo</a></strong></p>
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		<title>Basilea &#8211; Eurovision Song Contest 2025, Olly rinuncia e non rappresenterà l’Italia</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/basilea-eurovision-song-contest-2025-olly-rinuncia-e-non-rappresentera-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore nove]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 17:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2- Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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<p><strong>Basilea</strong>&nbsp;–&nbsp;Eurovision Song Contest 2025, Olly rinuncia e non rappresenterà l’Italia.</p>



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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>



<p>Arriva la decisione del neo vincitore della 75esima edizione del festival di Sanremo. Olly rinuncia&nbsp;alla competizione canora europea in programma dal 13 al 17 maggio 2025 a Basilea.&nbsp;<strong>L’artista&nbsp;avrebbe partecipato di diritto con la sua&nbsp;<em>Balorda nostalgia</em>&nbsp;dopo aver vinto il&nbsp;Leone di Sanremo. A dare l’annuncio, è proprio Olly con un post sul suo profilo Instagram.</strong></p>



<p>“Sono giorni che mi interrogo e chiedo pareri a tutti, la risposta è sempre la stessa: ‘alla fine devi fare quello che ti senti’, perchè tutti sanno quanto conti per me essere me stesso, sempre – ha scritto -.&nbsp;Ecco io non credo che voi sareste tristi se spostassi dei concerti per Eurovision, ma io credo fermamente di avere bisogno di connettermi con tutto quello che mi sta accadendo, prima di guardare ancora più in là, di continuare con la mia amata gavetta live di cui parlo sempre con infinito orgoglio”.</p>





<p>Il cantante ha proseguito:&nbsp;<strong>“Ho deciso dunque di rinunciare all’opportunità di partecipare all’Eurovision Song Contest, con la consapevolezza che sia una di quelle cose che ti capitano forse una sola volta nella vita.&nbsp;Ringrazio chi mi ha votato e mi ha dato la possibilità di avere questo privilegio: spero di vedervi presto a un mio concerto per ricambiare tutto l’amore che sto ricevendo in questi giorni”.</strong></p>



<p>“Per me questa decisione è il mio modo di ascoltare me stesso e forse anche il mio contorto modo di dirvi grazie – ha proseguito -.&nbsp;Qualcuno dirá che sto rinunciando a un sogno, ecco io credo di aver solo scelto di viverlo con i miei tempi.&nbsp;Faccio un enorme in bocca al lupo a chiunque prenderà il mio posto: la musica in Italia è piena di artisti formidabili e il cast di questo anno ne è la prova più sincera. Crederci sempre! Qualcosa sta cambiando ed è sotto agli occhi di tutti”.</p>



<p><strong>Sarà Lucio Corsi, arrivato secondo nella 75sima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a prendere il posto dii Olly e a rappresentare&nbsp;l’Italia a Basilea durante Eurovision Song Contest 2025 con&nbsp;<em>Volevo essere un duro</em>.</strong></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lutto nel mondo della musica, è morto il cantautore Paolo Benvegnù</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/lutto-nel-mondo-della-musica-e-morto-il-cantautore-paolo-benvegnu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 16:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia&Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lutto nel mondo della musica, è morto il cantautore Paolo Benvegnù. Dolore e sgomento nel mondo della musica italiana che perde il cantautore Benvegnù, morto all’improvviso nella sua casa sul Lago di Garda. Aveva 59 anni. “Vogliamo ricordarlo con le sue parole e la sua voce – scrive la famiglia sui social e aggiunge -. Era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lutto nel mondo della musica, è morto il cantautore Paolo Benvegnù.</p>



<p>Dolore e sgomento nel mondo della musica italiana che perde il cantautore Benvegnù, morto all’improvviso nella sua casa sul Lago di Garda. Aveva 59 anni.</p>



<p><strong>“Vogliamo ricordarlo con le sue parole e la sua voce – scrive la famiglia sui social e aggiunge -. Era un uomo capace di infondere bellezza e poesia in qualunque cosa facesse come dimostra la sua lunga carriera e i brani che ha pubblicato in questi anni”.</strong></p>



<p>Il cantautore e musicista aveva vinto la Targa Tenco 2024 con “È inutile parlare d’amore” come “Migliore Album in assoluto” e aveva appena pubblicato “Piccoli Fragilissimi Film – Reloaded”, una nuova versione del disco che aveva segnato il suo esordio da solista nel 2004 e che aveva compiuto 20 anni.</p>



<p><strong>Nato a Milano il 14 febbraio 1965, nel 1993 Paolo Benvegnù dà vita al progetto Scisma, gruppo AltArt-rock seminale, in cui è compositore, chitarrista e cantante. Dal progetto, escono&nbsp;tre album (“Bombardano Cortina” nel 1995, “Rosemary Plexiglas” nel 1997 e “Armstrong” nel 1999, gli ultimi due pubblicati con l’etichetta EMI/Parlophone) a cui seguono numerosissimi concerti in tutta Italia e in Europa.</strong></p>



<p>Nel 1998 l’album “Rosemary Plexiglas” vince il Premio Ciampi. A partire dal 2000, conclusa l’esperienza degli Scisma, Benvegnù si dedica a diverse attività artistiche: è attore e musicista a teatro (“Pinocchio” con la Compagnia Mannini-Dall’Orto di Firenze; “Presepe Vivente Cantante” con Stefano Bollani e David Riondino), produttore per artisti italiani ed europei (tra cui Perturbazione, Terje Nordgarden, Brychan) e autore e compositore per artisti come Mina, Irene Grandi, Marina Rei. Parallelamente prosegue l’attività live insieme ad artisti quali Marco Parente, Tuxedomoon, Otto’P’Notri.</p>



<p><strong>Nel 2004 esordisce con un progetto solista omonimo pubblicando il primo album “Piccoli Fragilissimi Film”, anticipato dal singolo “Suggestionabili”. A questo primo album segue un lungo tour di oltre 150 date che riceve il premio come Miglior Tour 2004 al Mei. Negli anni successivi pubblica 8 Lp e diversi Ep, che gli valgono la candidatura come finalista alla Targa Tenco per cinque volte. Nel 2011 Paolo Benvegnù pubblica l’album “Hermann” seguito da “Earth Hotel” e “H3+”, rispettivamente nel 2014 e nel 2017.</strong></p>



<p>Nel 2020 esce l’album “Dell’odio dell’innocenza”, seguito nel 2021 da “Delle inutili premonizioni vol. 1”, raccolta in chiave acustica di alcuni tra i brani più significativi del suo repertorio. Il 5 aprile 2022 è tra gli ospiti di “Tocca a noi – Musica per la pace”, evento a Bologna organizzato da diverse realtà del panorama della musica italiana e dagli enti locali su iniziativa de La Rappresentante Di Lista per raccogliere fondi per Save the Children impegnata a dare sostegno ai bambini vittime del conflitto in Ucraina.</p>



<p><strong>A giugno 2022 esce “Delle inutili premonizioni vol. 2”, album che rivisita in versione acustica alcune delle tracce più emblematiche della new wave degli anni ’80, che hanno segnato l’indole artistica del cantautore. Il 28 aprile 2023 esce l’Ep “Solo fiori”, che contiene 5 tracce inedite: “Italia Pornografica”, “Our Love song”, “27-12” e “Tulipani” e la collaborazione con Malika ayane in “non esiste altro”. Il 1° maggio 2023 si esibisce sul palco del Primo Maggio di Roma. Dal 24 giugno 2023 ha girato per l’Italia con il suo “Live Estate 2023”. Con il brano “Non Esiste Altro” (feat Malika Ayane), Benvegnù è stato tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella sezione “Migliore canzone singola”.</strong></p>



<p>Il 19 gennaio 2024 esce il disco “È inutile parlare d’amore” anticipato dal singolo “Canzoni brutte” e contenente due speciali collaborazioni con Brunori Sas nel brano “L’oceano” e Neri Marcorè in “27/12”. Il 20 gennaio è partito “È inutile parlare d’amore – Live 2024”. Paolo Benvegnù, unico artista tra i finalisti delle Targhe Tenco ad essere nominato in due diverse categorie nel 2024 e con 8 candidature all’attivo, è il vincitore della Targa Tenco con “È inutile parlare d’amore” come “Migliore Album in assoluto” (disco prodotto insieme a Luca “Roccia” Baldini) e secondo classificato nella categoria “Miglior Canzone” con “L’Oceano” feat. Brunori Sas.</p>



<p><strong>L’11 ottobre 2024 torna con “Piccoli fragilissimi film – reloaded”, una nuova versione del disco che ha segnato il suo esordio da solista nel 2004 e che compie 20 anni. Il 12 novembre parte il “Piccoli fragilissimi film – reloaded tour” in cui Benvegnù presenta live il nuovo progetto, insieme ad alcuni brani del suo repertorio.</strong></p>
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		<title>Sanremo 2025, Katia Follesa tra le possibili co-conduttrici per una serata</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/sanremo-2025-katia-follesa-tra-le-possibili-co-conduttrici-per-una-serata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 15:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia&Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sanremo – Sanremo 2025, Katia Follesa tra le possibili co-conduttrici per una serata. Da Zelig a Lol, da Comedy Match al palco dell’Ariston, per la comica Katia Follesa, potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nella sua carriera. Spunta l’ipotesi che Follesa potrebbe ricoprire il ruolo di co-conduttrice al fianco di Carlo Conti per la 75esima edizione del festival per [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Sanremo</strong> – Sanremo 2025, Katia Follesa tra le possibili co-conduttrici per una serata.</p>



<p><strong>Da Zelig a Lol, da Comedy Match al palco dell’Ariston, per la comica Katia Follesa, potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nella sua carriera. Spunta l’ipotesi che Follesa potrebbe ricoprire il ruolo di co-conduttrice al fianco di Carlo Conti per la 75esima edizione del festival per una delle serate del prossimo Festival di Sanremo che si terrà dall’11 al 15 febbraio.</strong></p>



<p>Classe 1976, già accanto a Conti come giudice speciale nell’ultima edizione di Tale e quale show, la comica ha&nbsp;iniziato la carriera negli anni 2000, partner di Valeria Graci del duo Katia &amp; Valeria, consacrato da Zelig.</p>



<p><strong>Ha anche condotto diversi programmi su Real Time e Nove, come Junior Bake Off Italia, D’amore e d’accordo, Cake star – Pasticcerie in sfida fino a Comedy Match.&nbsp;Nel 2021 ha messo il suo talento in gioco a Lol – Chi ride è fuori, su Prime Video, arrivando a un passo dalla vittoria.</strong></p>



<p>Si attende&nbsp;l’ufficialità. Oltre a Katia Follesa, spuntano anche i nomi dell’attrice Serena Rossi nei panni di Mina Settembre,&nbsp;Mahmood e Geppi Cucciari. A breve, verranno svelati i co-conduttori&nbsp;ancora una volta al Tg1. Sarà Carlo Conti a ufficializzare&nbsp;la lista completa dei personaggi che lo accompagneranno nell’avventura del festival.</p>
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		<item>
		<title>L’ensemble vocale Il Contrappunto vola a Madrid per il “dìa de la constitución”</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/lensemble-vocale-il-contrappunto-vola-a-madrid-per-il-dia-de-la-constitucion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 18:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia&Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Il contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo&#160;– Riceviamo e pubblichiamo –&#160;Inizia il mese di dicembre e come ogni anno il coro fondato dal maestro&#160;Fabrizio Bastianini nel 1995 sarà protagonista dei prestigiosi appuntamenti del Natale. Si inizia a Madrid dove l’ensemble vocale il Contrappunto sarà ospite all’auditorium della scuola italiana della capitale spagnola in un concerto per il dìa de la Constitución, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Riceviamo e pubblichiamo –&nbsp;Inizia il mese di dicembre e come ogni anno il coro fondato dal maestro&nbsp;Fabrizio Bastianini nel 1995 sarà protagonista dei prestigiosi appuntamenti del Natale.</p>



<p><strong>Si inizia a Madrid dove l’ensemble vocale il Contrappunto sarà ospite all’auditorium della scuola italiana della capitale spagnola in un concerto per il dìa de la Constitución, festa nazionale</strong>.</p>



<p>Solisti Mariangela Rossetti, Khatia Jikidze e Alessandro Fiocchetti, al pianoforte il maestro&nbsp;Fabrizio Viti.</p>



<p><strong>“Dopo Salisburgo, Bellinzona, Parigi, Budapest, Londra, Praga, Vienna – commenta il presidente Giuliano Nisi – siamo felici di portare i nostri talenti anche in Spagna. Sarà come sempre un’esperienza meravigliosa. Grazie al dottor&nbsp;Massimo Bonelli, direttore del prestigioso complesso scolastico per l’ospitalità”.</strong></p>



<p>Al ritorno il coro sarà subito impegnato in altri concerti tra Roma e la provincia di Viterbo e, naturalmente, con il tradizionale appuntamento al teatro Unione di Viterbo, come sempre il 23 dicembre: il concerto, giunto alla 30esima edizione, avrà quale ospite d’onore Amedeo Minghi.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Ensemble vocale “Il Contrappunto”</strong></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>È morta Irene Cara, vinse l’Oscar per “Fame” e “Flashdance”</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 15:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1- Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Italia&Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Flash dance]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Cara]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[New York – È morta Irene Cara, vinse l’Oscar per “Fame” e “Flashdance”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>New York</strong>&nbsp;– È morta Irene Cara, vinse l’Oscar per “Fame” e “Flashdance”.</p>



<p><strong>Aveva 63 anni Irene Cara, indimenticabile interprete di “Fame” e “Flashdance”, che le valsero un Golden Globe e un Oscar.</strong></p>



<p>“È con profonda tristezza che a nome della sua famiglia annuncio la scomparsa di Irene Cara – ha scritto la sua agente -. La famiglia di Irene ha chiesto privacy mentre elaborano il loro dolore. Era un’anima meravigliosamente dotata, la cui eredità vivrà per sempre attraverso la sua musica e i suoi film”.</p>



<p>Non è stata resa nota la causa del decesso.</p>
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		<title>Tornano i corsi di recitazione al teatro San Leonardo</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/tornano-i-corsi-di-recitazione-al-teatro-san-leonardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Click]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Tornano al Teatro San Leonardo i corsi di recitazione. Lunedì 28 alle 16,30 ci sarà un incontro di presentazione dei corsi di recitazione dell’Associazione Click.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Riceviamo e pubblichiamo –&nbsp; Tornano al Teatro San Leonardo i corsi di recitazione.</p>



<p>Lunedì 28 alle 16,30 ci sarà un incontro di presentazione dei corsi di recitazione dell’Associazione Click.</p>



<p><strong>Dopo un breve periodo di stasi dovuta alle restrizioni anti-Covid, finalmente tornano i corsi di recitazione al Teatro San Leonardo, in via Cavour 9 a Viterbo, proprio nel centro del capoluogo.</strong></p>



<p>I corsi saranno organizzati per fasce di età con tre gruppi: Corso di Teatro per ragazzi dai 7 ai 12 anni, Corso di Teatro per ragazzi dai 13 anni in su, e Laboratorio teatrale per adulti.</p>



<p><strong>I docenti dei corsi sono Simone Precoma, Manuele Pica e Francesca Olivi.</strong></p>



<p><strong>Simone Precoma</strong>&nbsp;è stato finalista del Premio Fantasio, (il festival internazionale di regia teatrale) nel 2021 ed è già docente di recitazione per ragazzi per l’Istituto “San Giovanni” di Viterbo. È inoltre l’ideatore dello stage/spettacolo per ragazzi “Giochiamo al Teatro”, realizzato nel 2019 e nel 2020 col patrocinio del Comune di Viterbo nell’ambito del “Settembre Viterbese”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Simone-Precoma-1024x7921.jpg" alt="" class="wp-image-2023" /><figcaption>Simone Precoma</figcaption></figure>



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<p><strong>Manuele Pica</strong>, regista e attore, ha debuttato in teatro a soli 16 anni, e a 18 anni al cinema e in tv. Da allora ha lavorato con Oreste Lionello, Carlo Croccolo, Enzo Garinei, Giuseppe Pambieri, Loretta Rossi Stuart e molti altri. Al Cinema e in Televisione ha partecipato, tra gli altri, a “Caterina e le sue figlie”, “Medicina Generale”, “I Cesaroni” e “Don Matteo”. Nel 2010 è comparso nella pubblicità di Sky.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Manuele-Pica-1024x8441.jpg" alt="" class="wp-image-2024" /><figcaption>Manuele Pica</figcaption></figure>



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<p></p>



<p><strong>Francesca Olivi</strong>, regista e attrice, si è formata al “Piccolo” di Milano e da allora ha lavorato sia in teatro che in film, serie televisive e spot pubblicitari. Come Regista il suo primo cortometraggio “E’ giusto così” (2003) è stato premiato in diversi Festival Italiani e Stranieri e acquistato da Sky Universal. Ha insegnato teatro e cinema in diverse Scuole medie inferiori e superiori di Roma.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Francesca-Olivi-1-1024x8241.jpg" alt="" class="wp-image-2025" width="670" height="539" /><figcaption>Francesca Olivi</figcaption></figure>



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<p><strong>I corsi di teatro per ragazzi</strong>&nbsp;introducono i bambini e i ragazzi alle nozioni fondamentali di tecnica teatrale con esercizi volti a sviluppare la fiducia reciproca e il rispetto dell’altro quali la lettura guidata e la comprensione del testo, la coscienza dello spazio scenico, l’uso e il controllo della voce, il movimento scenico e l’espressione corporea.</p>



<p>Verranno affrontati argomenti quali la dizione, il tempo e il ritmo, la costruzione del personaggio, e tutto ciò che può aiutare i ragazzi nel superare ritrosie ed incertezze espressive, migliorare la motivazione individuale e rafforzare l’autostima.</p>



<p><strong>Il laboratorio teatrale per adulti</strong>&nbsp;invece, che ha come tema “Dal testo alla messa in scena”, è strutturato per condurre i partecipanti attraverso le varie fasi che portano un gruppo teatrale dalla scelta di un testo alla sua messa in scena. In questo modo l’allievo avrà la possibilità di apprendere direttamente sul campo nozioni teoriche ed aspetti pratici della costruzione di uno spettacolo teatrale. Durante il corso si imparerà soprattutto a scegliere cosa comunicare attraverso la messa in scena teatrale.</p>



<p>Tutti i corsi si svolgeranno nel Teatro San Leonardo di Viterbo. Le lezioni saranno quindi sia in aula che su un palco teatrale vero e proprio.</p>



<p>Per offrire maggiori informazioni e conoscere i docenti, ci sarà una presentazione del corso: lunedì 28 febbraio 16,30 proprio sul palco dello storico Teatro San Leonardo.</p>



<p>La presentazione è gratuita e aperta a tutti, ma nel rispetto delle norme anti-Covid è necessaria la prenotazione.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Associazione Click</strong></p>



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<p><strong>Presentazione Corsi di Teatro</strong><br>Lunedi 28 febbraio ore 16:30<br>Associazione CLICK!<br>Teatro San Leonardo<br>via Cavour 9, Viterbo<br>Info: 320 279 2669</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>“Nelle mie preghiere ‘anarchiche’ chiedevo a Dio di poter avere la voce di De André…”</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/nelle-mie-preghiere-anarchiche-chiedevo-a-dio-di-poter-avere-la-voce-di-de-andre-di-daniele-camilli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 18:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia&Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio De André]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Cionco]]></category>
		<category><![CDATA[Tale e quale]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo – “Nelle mie preghiere ‘anarchiche’ di ragazzo chiedevo a Dio di poter avere la voce come Fabrizio De André”. Luca Cionco è arrivato secondo a Tale e quale, lo show in onda su Rai uno in prima serata, da undici anni a questa parte. “Ancora non me ne rendo conto, ancora, da solo, ci penso ed esulto”. Nato a Latera, paese a nord della Tuscia, Luca Cionco vive a Marta ed è il frontman degli Hotel Supramonte, un gruppo di dieci elementi che da anni, e con successo, porta voce e testi del cantautore genovese in giro per l’Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– “Nelle mie preghiere ‘anarchiche’ di ragazzo chiedevo a Dio di poter avere la voce come Fabrizio De André”. Luca Cionco è arrivato secondo a Tale e quale, lo show in onda su Rai uno in prima serata, da undici anni a questa parte. “Ancora non me ne rendo conto, ancora, da solo, ci penso ed esulto”. Nato a Latera, paese a nord della provincia di Viterbo, Luca Cionco vive a Marta ed è il frontman&nbsp;degli Hotel Supramonte, un gruppo di dieci elementi che da anni, e con successo, porta voce e testi del cantautore genovese in giro per l’Italia. Diplomato all’istituto tecnico per geometri di Pitigliano, Cionco si occupa anche di criminologia con alle spalle una laurea triennale&nbsp;in scienze per l’investigazione a Narni, una su&nbsp;ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna presa a Perugia, una laurea magistrale in psicologia e infine un master in gestione e sviluppo delle risorse umane.</p>



<p>“Gli insegnanti delle scuole medie – ha raccontato Cionco – mi dissero che non ero adatto agli studi umanistici”. Ora Cionco, in prima serata, è diventato la voce di De André i cui testi fanno ormai parte della storia della letteratura italiana. Dopodiché, il ruolo avuto da don Emanuele Germani, il parroco della chiesa dei santi Ilario e Valentino, e dal fratello Simone, il primo che ha fatto ascoltare De André a Luca Cionco. Infine, l’attualità del cantautore genovese scomparso nel 1999. “I valori che ha trasmesso De André sono valori assoluti – ha sottolineato Cionco – valori di profonda umanità, validi in qualsiasi momento storico. Valori di amore, rispetto per il prossimo, la lotta dalla parte di deboli, degli oppressi, degli sfruttati. Se tutti noi ascoltassimo meglio e di più De&nbsp;André ci sarebbero molti problemi in meno, soprattutto sul fronte sociale. ‘Ma versò il vino e spezzò il pane<br>per chi diceva&nbsp;ho sete, ho fame&#8217;”.&nbsp;</p>



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<p><strong>Luca Cionco, lei è soltanto tale e quale a Fabrizio De André oppure è anche qualcos’altro?</strong><br>“Credo di essere soprattutto qualcos’altro, per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto perché De André è inarrivabile e inimitabile. Dicono che ho la voce simile a lui, e questo mi riempie di orgoglio. Ma spero di avere anche un po’ della sua intelligenza, della sua umanità e del suo amore per i più deboli. Quindi, no, non sono tale e quale a De Andrè, ma vorrei esserlo, ed esserlo nel profondo. Sono tanti anni che lo ascolto, leggo di lui, prendo spunto da lui e cerco di capirlo il più possibile. La sua visione del mondo è quella che più di tutti mi ha influenzato tra tutti i grandi del mondo intellettuale che ho studiato. Per me De André è a livello di Schopenauer, Jung, Freud, Mozart. De Andrè mi ha regalato una visione del mondo e tutto quello che so a livello musicale. Per cui, ripeto, non sono tale e quale a De André ma vorrei esserlo”.</p>



<p><strong>Una visione del mondo che è poi diventata un gruppo musicale, gli Hotel Supramonte con cui canta De Andrè…</strong><br>“Dal 2016, assieme ad Edoardo e Glauco, abbiamo costruito un progetto ambizioso. Rendere omaggio a un grande come De André. E non era facile, ma le persone, a partire da Viterbo e dalla Tuscia, ci hanno aiutato e sostenuto. E grazie a questa forza ci ha dato modo di muoverci anche fuori. Questo ci ha permesso di crederci e di andare avanti. Stiamo facendo un grande lavoro, con grande musicisti. Una squadra che cerca di essere il più vicino a lui riproponendo le sue poesie. Un grande lavoro fatto soprattutto dai musicisti del gruppo. Negli anni siamo poi cresciuti. Adesso siamo in dieci e questo ci rende ancora più forti e credibili. Il nostro obiettivo è innanzitutto emozionare chi ci viene ad ascoltare”.&nbsp;</p>



<p><strong>Si aspettava questo risultato, cioè il secondo posto?</strong><br>“Speravo di poter emozionare. Non mi aspettavo invece il plebiscito della prima puntata e successivamente 5 primi posti. Non me lo aspettavo, e quando è arrivato è stato splendido.&nbsp;Poi io sono anche uno emotivo, quindi l’impatto è stato fortissimo”.&nbsp;</p>



<p><strong>Un risultato che la soddisfa?</strong><br>“Decisamente sì. Sono contentissimo. Un risultato perfetto. Daniele, che ha vinto, è l’imitatore ‘tale e quale’ di Renato Zero. Io non sono capace ad imitare. Infatti ho fatto una fatica immensa&nbsp;a fare le consonanti come mi dicevano di fare. Io di solito cerco di comunicare emozioni, ed è lì che mi lascio andare, all’emozione”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Luca-Cionco-Fabrizio-De-Andre-1024x5651.jpg" alt="" class="wp-image-1853" /><figcaption><strong>Luca Cionco-Fabrizio De André</strong></figcaption></figure>



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<p><strong>Come era Luca Cionco da giovane?</strong><br>“Organizzavo gli scioperi a scuola, la facevo chiudere e c’andavo un giorno sì e tre no. Facevo sega spostandomi coi mezzi a&nbsp;Grosseto. Ho fatto le superiori per modo di dire. Istituto per geometri a Pitigliano. Mi iscrissi lì perché mio padre all’epoca aveva un’impresa che aveva bisogno di un geometra e perché alle medie mi dissero che non ero adatto per gli studi umanistici. Poi sono andato all’università mi sono detto: ecco, questa facciamola bene, vista che l’ho scelta io. Ho due lauree triennali, una&nbsp;in scienze per l’investigazione presa a Narni, un’altra in&nbsp;ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna a Perugia. Infine, ho anche una laurea magistrale in psicologia e un master in gestione e sviluppo delle risorse umane.&nbsp;</p>



<p><strong>Secondo lei quale è stato l’autore più influente nel campo della psicologia?</strong><br>“Freud”.</p>



<p><strong>Perché?</strong><br>“Perché è matto. E la ‘pazzia’ è una cosa bellissima. Sant’Agostino dice che la verità sta nei bambini e nei pazzi, con tutte le sue vette e i suoi abissi. Freud ha aperto il mondo e l’essere umano all’inconscio. Ci ha aiutato a capirci meglio. Sarà anche passato, come dicono alcuni, ma Freud è Freud. Come Mozart nel campo della musica. Me lo sento a pelle”.</p>



<p><strong>Come è arrivato a Tale e quale?</strong><br>“E’ iniziato tutto con don Emanuele Germani, il parroco della chiesa dei Santi Ilario e Valentino a Villanova, un quartiere di Viterbo. Stavamo fuori dalla chiesa. Voglio però dire prima un’altra cosa. Con don Emanuele ci conosciamo da tantissimo tempo. Siamo entrambi di Latera, un piccolo paese a nord della provincia di Viterbo. Il primo concerto l’ho fatto con lui a 8 anni, con me che non arrivavo a toccare i pedali dell’organo. Con lui, che all’epoca era seminarista e organista della chiesa a Latera, suonai Brams per le festività natalizie. A spingermi a suonare l’organo fu invece il parroco del paese, don Franco. Vedere l’organo per me è stato&nbsp;come per un ragazzino che inizia a giocare a pallone arrivare poi in serie A. L’organo per me, che ero un bambino, era una cosa altissima, emozionante. Ho accettato subito, ma non arrivavo ai pedali. Don Emanuele mi si mise vicino. Lui suonava i pedali e io la testiera, permettendomi così di realizzare anche un sogno. Immagina quindi il legame che ho con lui…”</p>



<p><strong>Ed è stato don Emanuele a spingerla a candidarsi a Tale e quale?</strong><br>“Sì. Ed è andata così. Stavamo tutti e due fuori a Villanova quando, a un certo punto, mi arriva la chiamata di Alessandro Rossi, il nostro agente degli Hotel Supramonte che mi dice: ‘Luca, guarda che Gilda, l’altra manager del gruppo, ha mandato un tuo video in cui canti don Raffae’ alla trasmissione Tale e quale show”. Ma che davvero, ho poi risposto. ‘Sì – ha ribattuto invece Alessandro -, che vuoi fare?’. La prima reazione è stata dirgli di no. Temevo la reazione delle persone. Poi ho attaccato. Non ho fatto in tempo a chiudere nemmeno la telefonata che don Emanuele, subito: ‘Che è successo, Luca?’. Ed io: così e così. La sua reazione è stata: ‘ma che sei matto a non andarci?’. Ma che me stai a dì! Ho rilanciato&nbsp;immediatamente. ‘No, no – ha reagito don Emanuele -, tu ce devi annà…ma che sei matto!?’. Vabbe’ via, gli ho detto, lo faccio. Fammi però tenere il punto per una serata con Alessandro, poi domani lo chiamo. Ecco come è nata la mia partecipazione a Tale e quale show. Da quel momento è iniziato&nbsp;tutto il percorso, a partire dai video inviati prima di arrivare alla fase finale”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Viterbo-–-Don-Emanuele-Germani-1024x6811.jpg" alt="" class="wp-image-1852" /><figcaption><strong>Viterbo – Don Emanuele Germani</strong></figcaption></figure>



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<p><strong>Come avviene la trasformazione, in De André nel suo caso, da persona in personaggio all’interno dello show cui ha partecipato?</strong><br>“L’esperienza emotivamente è molto forte, per certi aspetti, per me, anche devastante. Non perché sia brutta, ma per le tantissime emozioni che si provano. I giorni decisivi sono 4. Il primo giorno ci si vede alle due e il tutto dura due ore. Ciascuno incontra il proprio coach.&nbsp;Nel mio caso è stato Matteo Becucci. Appena l’ho visto m’ha detto: ‘canta! Fammi sentire’. Io ho iniziato e a un certo punto mi sono girato e dentro la sala c’erano almeno una ventina di persone della Rai che stavano filmando la mia esibizione con il telefonino. La canzone deve durare due minuti. Questo è il primo giorno. Il secondo giorno, dopo aver lavorato la mattina e non aver dormito la notte per l’emozione, torno di nuovo a Roma. Entro e trovo Emanuela Aureli. E non lo sapevo. A momenti mi si prendeva un colpo. Ma poi ha iniziato scherzare in ternano e tutto è passato. Ora il problema quale è stato. Becucci mi aveva fatto esercitare in un modo, Aureli in un altro. Quali dei due? Ecco, mentre la prima notte ero preso dall’emozione, la seconda dai dubbi. Vado a casa, non ri-dormo, ri-lavoro la mattina e poi vado di nuovo negli studi di Tale e quale. Il terzo giorno abbiamo fatto la prima prova trucco, il check e la registrazione ascensore. Si inizia con il trucco, cercando di perfezionare il lavoro per l’indomani. Due ore di ricerca. Sei stremato. Poi si passa alla parrucca, dopodiché il check per venire la voce. Il problema vero è stato la registrazione dell’ascensore. Tu arrivi e sei come sei. Poi diventi un personaggio. Il punto è che io avevo la barba. Ma De André no… La prima cosa che mi ha detto la truccatrice: ‘guarda che ti devi tagliare la barba perché io ti devo truccare’. No, ho risposto, io prima di diventare De André devo fare l’ascensore con la barba. ‘No, ha invece ribattuto la truccatrice, la barba te la devi tagliare, altrimenti io non riesco a fare il mio lavoro…&#8217;”</p>



<p><strong>E alla fine l’ha tagliata?</strong><br>“Sì…taglia un po’ sta barba! Io non l’avevo mai fatto in vita mia… un trauma enorme! Mi sono specchiato e non mi sono riconosciuto. Una vergogna! Ho pensato. Non solo. Peggio ancora! Appena sono sceso di sotto ho incontrato Carlo Conti che mi ha subito detto: ‘ma che hai fatto… hai tagliato la barba?’… Eh, gli ho risposto, me so’ portato avanti! Che gli dicevo, che era stata la truccatrice a dirmi di tagliarmela, che a me mi si era preso un colpo e che quando mi sono visto allo specchio mi vergognavo? Sono andato a casa che ero nervosissimo… (se la ride). E la notte non ho dormito per la terza volta. Non solo, ma ero convinto di non andare più. C’avevo il telefono in mano e avevo&nbsp;scritto anche un messaggio al direttore della produzione per dirgli che la mia partecipazione finiva lì. Il taglio della barba mi aveva sconvolto e a quel punto mi si erano prese tutte le paure possibili. Compresa quella che Malgioglio mi avrebbe asfaltato… invece poi mi hanno detto che si è commosso. Ma quella sera per me era così. Fortunatamente&nbsp;mi sono detto: vabbè, il messaggio glielo mando domani mattina. tanto, se glielo mando alle tre di notte, che glielo mando a fa’! Meno male che non l’ho fatto. E alla fine mi sono detto: ma che mi tiro indietro adesso per la paura!? Ecco che sono tornato. Per il quarto giorno. L’ultimo giorno. Quello del trucco vero e della prima puntata”.</p>



<p><strong>E lì che succede?</strong><br>“Altra cosa clamorosa. Mi cominciano a truccare, dicendomi: ‘guarda Luca, questa è una crema che mi è appena arrivata. E’ nuova, non&nbsp;l’ho mai utilizzata’. Ecco, ho pensato, spero che adesso non venga utilizzata su di me. E invece sì. Due ore. Con la crema, i buchetti dell’ago… e a un certo punto mi sono sentito tirare la pelle… non riuscivo più a parlare. Dovevo cantare… mi si era incollata la faccia. Tutti e due, a quel punto, eravamo impanicati…levami un po’ tutta la crema con la spugnetta ruvida! La pelle mi andava a fuoco… ero tutto rosso! A quel punto abbiamo utilizzato la crema di sempre. A-ricomincia il&nbsp;trucco. Abbiamo finito alle 8 e mezza della sera. Morivo dalla fame e dalla voglia di fumare. Esco qualche minuto, rientro, faccio la parte dedicata alla parrucca, poi aspetto il mio turno… ma è talmente tutto così rapido che quando è toccato a me mi sono scapicollato per le scale. Tutto di corsa arrivo all’ascensore. Sento la voce mia che parte, vestito da De André, con la chitarra… Maadonna, mi sono detto! Un’emozione enorme. Ero bianco come un lenzuolo, mi tremavano le gambe… mi tremava tutto! Mentre salivo sento i bassi che amplificano la mia voce e che riempivano tutto. Ma sono io? Salgo e s’apre l’ascensore. La prima cosa che ho pensato è stata: stai attento a non cascare con questi scalini che batti i denti facciamo subito una bella figura… Alla fine arrivo giù, e tutto il resto lo abbiamo visto”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Fabrizio-De-Andre-1024x7751.jpg" alt="" class="wp-image-1851" /><figcaption><strong>Fabrizio De André</strong></figcaption></figure>



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<p></p>



<p><strong>Come è stato quando ti hanno applaudito per la prima volta?</strong><br>“Sono rimasto senza parole. Anche adesso faccio difficoltà a dirlo. Pensavo di essere freddo ed eccessivo nell’imitazione. Poi&nbsp;mi sono dimenticato le parole della canzone Marinella… l’avrò cantata!? Almeno un milione di volte, eppure lì me la sono dimenticata. Ho avuto i peggio dubbi e tremavo come una foglia. Non solo, ma le lenti&nbsp;a contatto che mi avevano messo, una mi si era spostata. Praticamente vedevo con un occhio sì e con un occhio niente. A dirmi della standing&nbsp;ovation&nbsp;è stato Carlo Conti. Mi sono detto: è andata bene. E a quel punto mi sono calmato. Ma ancora non ci credevo. Quando poi mi hanno detto che avevo vinto la puntata, a quel punto mi sono rilassato, e mi sono anche detto che da quel momento in poi dovevo soltanto puntare ad emozionare e comunicare qualcosa. Mi sono lasciato andare. Da quel momento in poi sono stato me stesso. Da quel momento in poi è stato Luca. Tutte le altre puntate le ho fatte in scioltezza e me la sono goduta”.</p>



<p><strong>Come è stato invece aspettare il risultato finale?</strong><br>“Quando ho visto che i coach davano cinque punti all’imitazione di Renato Zero, mi sono detto: questa volta non si vince. Daniele ha fatto una performance grandiosa. Poi nell’ultima esibizione non ho imitato, tant’è che il mio coach si è anche incazzato. Ma va bene ed è giusto che sia così. Daniele è un imitatore, io non lo sono. Io sono Luca, che canta De André. E dentro, nell’interpretazione, ci metto un po’ del mio. La mia emozione. Convinto che se io, per primo, non provo emozioni, di certo non saprò trasmettere qualcosa agli altri”.&nbsp;</p>



<p><strong>Oltre&nbsp;ai concerti con gli Hotel Supramonte, c’è anche l’attività di&nbsp;criminologo e orientatore. Ci racconta un po’ di questo lavoro?</strong><br>“Lavoro prevalentemente come osservatore e orientatore. Aiuto le persone a trovare un lavoro. Come criminologo ho fatto diverse cose con il centro studi criminologici di Viterbo e con l’avvocato Enrico Valentini con cui continuo a collaborare. Per il resto, non ho più tempo per fare altro”.&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Viterbo-–-Luca-Cionco-e-gli-Hotel-Supramonte-al-Bistrot-del-Teatro-1024x7661.jpg" alt="" class="wp-image-1850" /><figcaption><strong>Viterbo – Luca Cionco e gli Hotel Supramonte al Bistrot del Teatro</strong></figcaption></figure>



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<p><strong>Come nasce la passione per De André?</strong><br>“Nasce grazie a mio fratello Simone, una persona molto intelligente cui devo tanto. La mia filosofia di vita è deandreiana e Simone. Per la musica è stat importante fin da subito, da bambino. Ma ascoltavo soltanto musica classica, soprattutto Mozart. Rientrando a casa, una volta, sentii mio fratello ascoltare Storia di un impiegato, e contemporaneamente leggere i testi. E’ stato uno shock. Gli ho detto: che stai a fa’? Sto a legge’ i testi… mi ha risposto. Per me all’epoca era impensabile associare i testi alla musica. Per me la posta era un conto, la musica un altro. Due universi separati… pensa che deficiente! Ma ero giovane, quindi mi perdono. Allora chiesi a mio fratello chi fosse De André e lui mi iniziò a spiegare che De André non è soltanto musica, ma un concetto. Io rimasi affascinato. La storia in musica di un trentenne non più giovane per partecipare al ’68, ma nemmeno vecchio per non esserne attratto. Gli opposti che stanno insieme. Per me è stata un’illuminazione pazzesca che mi fece innamorare completamente di De André. Tant’è vero che nelle mie preghiere ‘anarchiche’ di allora chiedevo sempre a Dio di poter avere la voce come Fabrizio De André. E un po’ è andata così. A volte le preghiere funzionano”.</p>



<p><strong>Quali sono gli album di De André che preferisce più di tutti?</strong><br>“Amo molto Creuza de mä per la ricerca musicale che c’è dietro. Amo molto Storia di un impiegato per la storia appena raccontata. Ed è il concept che vorrei presentare al pubblico la prossima volta. Infine, Non al denaro, non all’amore né al cielo dove De André riesce a mettere ancora più poesia di Masters”.&nbsp;</p>



<p><strong>Secondo lei, De André è ancora attuale?</strong><br>“Sì, credo proprio di sì. I valori che ha trasmesso De André sono valori assoluti, valori di profonda umanità, validi in qualsiasi momento storico. Valori di amore, rispetto per il prossimo, la lotta dalla parte di deboli, oppressi, sfruttati. Se tutti noi ascoltassimo meglio di André ci sarebbero molti problemi in meno, soprattutto sul fronte sociale. ‘Ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame’. Più chiaro e meglio di così è difficile trovarne un altro. Il valore universale della solidarietà nei confronti del prossimo è sempre attuale. Il rifiuto della guerra è sempre attuale. L’amore è sempre attuale”.&nbsp;</p>



<p><strong>Se potesse, con quale personaggio di De André si identificherebbe per potersi raccontare?</strong><br>“Se potessi, forse mi identificherei con il Chimico… ‘perché gli uomini mai mi riuscì di capire perché si mescolassero attraverso l’amore, affidando ad un gioco la gioia e dolore’. Perché sono una persona che non capisce l’amore”.</p>



<p><strong>Che significa che “non capisce l’amore”? De André canta quasi esclusivamente questo…</strong><br>“Non capisco come nasca e come possa durare. Quali sono le differenze tra le varie forme&nbsp;di amore. In cosa consiste l’amore puro? Non riesco a capirlo”.</p>



<p><strong>Come hanno vissuto&nbsp;tutta questa avventura i suoi familiari, i suoi amici… ha anche una fidanzata?</strong><br>“No, in questo momento non ho una fidanzata. Ma subito dopo la prima puntata ho ricevuto una marea di proposte di matrimonio. In tutti i modi, soprattutto sui social. Mi scrivono continuamente su Instagram dicendomi di sposarle, invitandomi al ristorante, dicendomi che mi amano. Non ci sono abituato. Arrossisco ancora. Io sono di Latera, una persona tranquilla che ama cantare De André con un gruppo di amici a cui voglio bene. Comunque è molto bello. Sono messaggi che mi hanno aiutato anche a provare più amore per me stesso. Poi mia zia mi ha chiamato in lacrime dalla Sicilia dicendomi che era sola in casa e applaudiva. Poi hanno chiamato anche mia madre per farle i complimenti. E’ stata un’esperienza che mi ha portato tanta gioia, con tantissimi amici che ancora adesso mi stanno scrivendo. Ancora non ci credo. A volte mi trovo da solo, rido, esulto. E penso che è il momento più bello della mia vita. Dopodiché sono esplosi visualizzazioni e like sui tutti i canali sociali degli Hotel e su quelli personali. Arrivano richieste da tutta Italia”.&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono i&nbsp;prossimi appuntamenti degli Hotel Supramonte?</strong><br>“Sabato saremo a Stazione Birra a Roma. Il 20 marzo, nel pomeriggio, saremo a Fabrica di Roma. Il 25 marzo al teatro Traiano di Civitavecchia e il 7 aprile al teatro Duse di Bologna. Stiamo poi lavorando su tante altre richieste”.&nbsp;</p>



<p><strong>Che si aspetta dal risultato ottenuto?</strong><br>“Vivere quello che viene. Quello che spero è che ci siano ulteriori performance. E’ il mio solo desiderio”.</p>



<p><strong>A chi lo dedica?</strong><br>“Lo dedico ai miei genitori, Antonella e Luigi. E’ grazie a loro che ho potuto studiare, cantare, essere così come sono. E non mi hanno mai chiesto nulla in cambio. Lo dedico a mio fratello Simone che mi insegna a vedere il mondo con occhi diversi, il mio mentore. Lo dedico a don Emanuele, il mio consigliere. Senza di lui non avrei assolutamente partecipato a Tale e quale. Infine la dedico a chi ha sempre creduto in me. Agli amici e alle amiche degli Hotel, agli amici e alle amiche che mi hanno sempre sostenuto, soprattutto quando era più faticoso”.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Daniele Camilli</strong></p>



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<p><strong>–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/quale-show-secondo-posto-viterbese-luca-cionco" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tale e quale show, secondo posto per il viterbese Luca Cionco</a></strong></p>
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