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	<title>Carlo Galeotti &#8211; Tusciaweb</title>
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	<description>Il giornale della Tuscia</description>
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		<title>Vanno messi a sistema qualità e bellezza, ma come?</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/vanno-messi-a-sistema-qualita-e-bellezza-ma-come/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 16:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo -  Sandro Mancinelli interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti. - Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;&#8220;Caro direttore, butti là la cosa con la leggerezza propria dell’immaginazione, in &nbsp;forma di un sogno scritto. E seguirti verrebbe spontaneo e piacevole. La tua torta basta ed avanza per soddisfare insieme l’aspettativa e l’ambizione di un programma che scalda i cuori. Siamo d’accordo. Sintetizzerei il tutto col criterio della bellezza e della qualità, che se ancora illuminasse almeno un poco l’arte ed il cimento del governo, non potrebbe che orientare in qualche modo giuste scelte ed avere le relative ricadute.</p>



<p><strong>Mettere a sistema qualità e bellezza quindi. Il punto è come.</strong></p>



<p>Nel balbettante riassetto istituzionale le già deboli strutture e strumentazioni di promozione, valorizzazione e coordinamento delle politiche turistiche e culturali sono disperse, se non dissolte.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p><strong>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee9">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>Mettere mano in maniera organica e fruttuosa alle potenzialità che elenchi&nbsp; chiama in causa una dimensione ottimale almeno provinciale. Superfluo dilungarsi sulle resistenze di vario genere nell’assumere questo profilo di iniziativa. Il comune capoluogo può però sopperire con una autorevolezza sostanziata senza riserve dall’intensità dell’impegno, dalle risorse (e non solo finanziarie), dalla centralità politica che intende spendere in questa direzione. Poi la concretezza dei risultati può richiamare progressivamente le ulteriori&nbsp; forze necessarie a sostenere il tutto, anche con il supporto degli attori economici, degli operatori e delle agenzie culturali e di promozione&nbsp; &nbsp;coinvolti e chiaramente dei cittadini. &nbsp;</p>



<p><strong>Ma l’oggetto chiamato in causa è il governo tutto &nbsp;di una città. &nbsp;Allora “primum vivere”.</strong></p>



<p>Fa strano ma a questo siamo. I tuoi stessi report, le segnalazioni su vari aspetti di degrado e di criticità nel vivere quotidiano che raccogli, ormai da anni senza soluzione di continuità da un’amministrazione all’altra, lo confermano.</p>



<p>Poi deve esserci o no &nbsp;un senso ai tributi ed addizionali che i cittadini&nbsp; contribuenti pagano (e a Viterbo, sommati a quelli regionali, sono tra&nbsp; i più alti)? Quindi è imperativo risolvere la questione di rendere servizi corrispondenti.</p>



<p>Per alcuni siamo alla “normalità” del renderli al meglio e per tempo (che sembrerebbe questione di puro buon senso ed sincera applicazione senza coloritura politica), a cominciare da una minuziosa cura e manutenzione degli spazi comuni, una burocrazia comunale accessibile, solerte ed amica, tutti i servizi alla persona universali e a domanda in capo alle competenze comunale assolti pienamente. E che siano i cittadini utenti a dare la pagella, costantemente.</p>



<p><strong>Quindi faccia l’amministrazione quello che deve su questo versante e pretenda anche dai cittadini di essere all’altezza poi nei comportamenti.</strong></p>



<p>Per altre questioni poi invece serve un indirizzo più definito, capitoli che potrebbero essere riempiti e che richiedono senz’altro una chiara determinazione e programmazione&nbsp; amministrativa. Qualche esempio.</p>



<p>Alcuni stanno lì da tempo immemore, come la questione termale, che penso non abbia futuro se non pensiamo alla città termale come insieme di più realtà imprenditoriali che vanno aiutate a nascere &nbsp;e svilupparsi liberamente, tutte.</p>



<p>Ci sono poi tanti contenitori,&nbsp; nel perimetro delle mura, abbandonati/inutilizzati, a cominciare da Palazzo Calabresi addirittura confinante con Palazzo dei Priori. Anche qui se pensiamo di farne tutti poli pubblici di questo o di quell’altro, quanti decenni ancora dovremo rincorrere risorse fugaci?</p>



<p>Se queste ipotesi più o meno immaginifiche hanno una consistenza a breve bene; altrimenti sperimentare una via che guarda ad investimenti privati, per recuperi ed usi compatibili che certo devono garantire remunerazione e manutenzione, sarebbe blasfemo ?</p>



<p>Così come guardare a tutte le aree prossime alle mura cittadine per allocarvi utilizzazioni ed espansioni integrate piuttosto che portarle lontano da un centro che si dice voler rivitalizzare. Tanta fantasia e forse coraggio in più ipotesi fattibili effettuando una ricognizione puntuale delle aree , dei volumi più o meno utilizzati esistenti, demolire anche per ricostruire o spostare, verificando utilità ed anche convenienze con i vari interlocutori, dentro una visione unitaria, lineare, vincolante della crescita cittadina.</p>



<p><strong>E in questo contesto, tra l’altro, messa in sicurezza coi vincoli l’area dell’Arcionello , dopo un dibattito ed una mobilitazione cittadina non più eguagliata poi per partecipazione ed intensità, come la rendiamo veramente al servizio della comunità in termine di fruibilità ad ogni livello?</strong></p>



<p>Poi metter mano ad un TPL che superi l’autoreferenzialità, che misuri la sua efficacia nelle persone trasportate più che nei km percorsi.&nbsp; E poi un Piano Parcheggi ( che fine hanno fatto tutte le ipotesi di parcheggi interrati ?) ed un piano viabilità che dia coerenza ad una valorizzazione del centro storico, anch’esso da reinventare, ampliare anche. Forse con una idea che unifichi, attraversando&nbsp; Valle Faul, ad esempio i due colli, del Duomo e della Trinità, un nuovo percorso turistico, commerciale, culturale.</p>



<p>Non c’è poi ripresa del centro e nel centro se non si ricreano condizioni competitive di immobilizzazione ed investimento. E quelle della vivibilità , della logistica, della sicurezza&nbsp; , sono le premesse sia per le attività che per le residenze. Non c’è alcuna premialità&nbsp; che possa superare queste criticità.&nbsp;</p>



<p>E via così, per rappresentare solo da alcuni esempi, a quali asticelle forse sarebbe interessante si posizionasse il dibattitto e confronto della politica in primis, ma dell’intesa città nelle sue varie espressioni.</p>



<p>Così non è, o perlomeno non appare. Siamo ancora &nbsp;ai politicismi, ai posizionamenti, peraltro con una dinamica poco evidente, cui corrisponde una diffusa ed inevitabile distrazione nell’elettorato. E veramente è poco appassionante. Sempre e solo un&nbsp; gioco di schieramenti, di filiere di potere, da cui pare impossibile schiodarsi. Ma mai disperare, come tu insegni&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Sandro Mancinelli</strong></p>
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		<title>Sindaco cercasi… ci vorrebbe Diogene</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Renzo Trappolini]]></category>
		<category><![CDATA[tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Sarà vezzo di filosofi "cercare" quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca  "dell'uomo" per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb "Cercansi  disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche di idee".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;Sarà vezzo di filosofi “cercare” quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca “dell’uomo” per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb “<strong><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee8">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong>“.</p>



<p><strong>Cinico anche lui se, dove si gira, di candidati ne trova a tutti gli angoli con idee e programmi debordanti pure sul suo giornale. Ambedue i cercatori comunque vogliono far pensare ma, si sa, questo – come canta Guccini – “per chi non è abituato”&nbsp; è vivamente sconsigliato.</strong></p>



<p>Le elezioni, però, il ragionamento lo meritano, perché, comunque vadano, hanno sempre un valore morale oltre che politico. Sono un punto e a capo, si sceglie tra condizioni e speranze,&nbsp;quelle di cui portatori sono i candidati che ne dovrebbero rappresentare” l’utopia”, come diceva Luigi Petroselli, un viterbese diventato nella storia repubblicana il sindaco per antonomasia di una città di milioni di persone, tante quanto le disuguaglianze e i contrasti.</p>



<p>Nella capitale,&nbsp; gli intitolarono una via tra le più simboliche, quella del palazzo dell’ Anagrafe, perché seppe e volle – lo spiegò l’8 ottobre 1979 , come ricorda la biografia scritta dall’onorevole Giovagnoli – definire una struttura di città capace di sostenere il ruolo attivo che le compete, con l’autorità politica e morale necessaria a suscitare le energie indispensabili a un progetto di sviluppo fondato anzitutto ” sulla crescita civile e culturale di massa, sull’instaurazione di nuovi rapporti tra gli uomini”.</p>



<p>È sufficiente un pedigree di militanza nei partiti oligarchici, anzi padronali, di oggi per essere adatti a&nbsp; candidarsi a sindaco?</p>



<p>Cercare, quindi, prima di tutto, la persona,&nbsp; valutare chi è, che ha fatto, che vuol fare e&nbsp; – considerate&nbsp; le attuali&nbsp; responsabilità di sindaco&nbsp;davvero imponenti e… pericolose&nbsp; –&nbsp; se ha&nbsp; quella dote dell’ umiltà&nbsp; di cui&nbsp; antichi e apprezzati consiglieri comunali viterbesi, come il democristiano Domenico Mangano e il comunista Achille Poleggi, parlavano, praticandola, nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori e Sandro Vismara la traduceva nel “non ritenersi in possesso di verità assolute e ricette prodigiose, ma proporsi e proporre programmi realizzabili”.</p>



<p><strong>Certo, la notorietà, il potere amministrativo e politico derivante dagli incarichi pro tempore ricoperti, possono far premio – in chi non vuol ragionare – sulla competenza, la carica morale, la misura e la qualità dell’ambizione, le esperienze di lavoro effettive e non pro forma, le prospettive di vita, compresa quella di lasciare la prima fila pubblica per tornarsene nel privato senza rimpianti.</strong></p>



<p>Su questo si deve ragionare, conoscendo e quindi aspettandosi dai candidati informazioni e comportamenti a tutto schermo, altro che modelli irpef e curriculum striminziti. Nella politica, che davanti è spettacolo e circo ma nella sostanza, testimonia il vecchio socialista Rino Formica, è ” sangue e merda”, se uno arriva alla caratura di “pezzo da 90” ha saputo certamente nuotare senza dissanguarsi.</p>



<p>Il che può anche essere una qualità, ma la scelta del sindaco , con tutti i poteri spesso in solitudine che le leggi gli conferiscono, passa anzitutto per la valutazione della persona, la quale, specie in una città dove tutti ci si conosce, e’ possibile. Sia da parte di chi andrà a votare, sia da chi non ci riuscirà: astenuto ma destinatario dell’azione amministrativa del sindaco.</p>



<p>Poi si vedranno i programmi, magari aggiornando quelli di quando&nbsp; “negli anni 70, i nostri avi ( lo scrive Galeotti, riponendo nel giurassico quantl&nbsp; come me vi parteciparono… grazie!)si inventarono la vertenza Alto Lazio” ,&nbsp; piattaforma programmatica&nbsp; purtroppo ancora percorribile, contrariamente alla Trasversale che allora si progetto’.</p>



<p>Ci sarà modo di parlarne. Ma, intanto, chi dei candidabili sente in coscienza&nbsp; di poter essere per Viterbo garanzia di “rinnovamento di una identità e persino di comunità”(parole di Petroselli), padre/madre capace di rispondere con attenzioni diversificate ai cittadini,&nbsp; sapendoli e volendoli, ma costantemente, ascoltare per poi ad essi comunicare il proprio coraggio di immaginare e di coinvolgere in un progetto di convivenza davvero civile?</p>



<p>C’è chi puo’&nbsp; in scienza e coscienza sottoscrivere senza provare un qualche dubbio e soprattutto senza considerarsi indispensabile?</p>



<p>Le risposte, chiedeva Vismara “in stile anglosassone”, si, no e, attenzione: i vostri compagni di lista saranno&nbsp; sempre in agguato. Senatores boni viri, senatus mala bestia”, i consiglieri sono bravi, ma, riuniti danno a volte un deprimente spettacolo”. E si è visto.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
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		<item>
		<title>&#8220;Viterbo non può e non deve arrendersi al declino, dobbiamo dare un’anima alla nostra città&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/viterbo-non-puo-e-non-deve-arrendersi-al-declino-dobbiamo-dare-unanima-alla-nostra-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 17:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Giacomo Barelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Giacomo Barelli, segretario provinciale Azione ed ex consigliere comunale, interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti. Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto dal fondo del direttore Carlo Galeotti, Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…. Sono arrivati in redazione molti interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo pubblicare tutti gli interventi in un giorno. Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– &#8220;Caro direttore,&nbsp;ho letto con interesse il tuo editoriale&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee6">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>&nbsp;e sul quale ritengo di poter esprimere il mio punto di vista come “persona informata” sui fatti avendo negli ultimi otto anni e mezzo ricoperto sia cariche di governo&nbsp;che di opposizione al comune di Viterbo.&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>La mia riflessione non riguarderà certo la questione sui nomi dei possibili candidati sindaci da te citati in quanto da segretario provinciale di un&nbsp; partito politico come Azione di Carlo Calenda non è mio compito entrare nel merito e meno che mai commentare eventuali candidati di altri partiti o liste civiche al momento non in campo.&nbsp;</strong><br></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Giacomo-Barelli-21.jpeg" alt="Giacomo Barelli - Segretario provinciale di Azione" class="wp-image-1883" width="669" height="451" /><figcaption>Giacomo Barelli &#8211; Segretario provinciale di Azione</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>Ciò che vedo in circolazione oggi tuttavia è tanta strategia, molta tattica, zero idee e ciò non può che aumentare la&nbsp; profonda preoccupazione di tutti viterbesi già angosciati dal declino inarrestabile della nostra città.<br>&nbsp;<br>In tale incerta situazione il certo invece arrivo delle decine di milioni dei fondi Pnrr potrebbe addirittura rappresentare un “boomerang” per la nostra città nel caso in cui&nbsp; amministratori incompetenti, prima che incapaci, non riuscissero a portare a termine le opere previste dovendo poi addirittura in quel caso restituire i soldi già erogati all’Europa.<br>&nbsp;<br><strong>Per troppo tempo la nostra città non è stata una città e ora deve tornare a essere una città vera, una città viva, un luogo da amare, da condividere, da costruire ma soprattutto ricostruire dopo la pandemia</strong><br>&nbsp;<br>Viterbo non può e non deve arrendersi al declino, non può e non deve rinunciare a costruire un futuro migliore per i cittadini di oggi e di domani.</p>



<p>Per raggiungere questi obiettivi è necessario un modello di sviluppo della città proiettata verso il futuro, tenendo conto delle risorse disponibili, delle condizioni che la circondano, delle attività da intraprendere e dei tempi necessari per realizzarle.<br>In altre parole un progetto di città che dovrà poi essere gestito con rigorosità manageriale e non lasciato in mani inesperte o peggio ancora incompetenti che passi soprattutto da una corretta e competente&nbsp; gestione della macchina amministrativa da parte del personale politico che la renda moderna e vicina ai migliori standard europei.&nbsp;</p>



<p><strong>Il 21 marzo 2022 saranno dieci anni da quella “primavera civica“ del 2012 che al teatro San Leonardo, oggi Caffeina, segnò l’inizio della nostra discesa in campo nell’agone politico cittadino ed oggi come allora, lo dico con grande rammarico, quelle ragioni e quei temi sono ancora tutti di grandissima attualità.</strong></p>



<p>Con i tanti amici che ci hanno sempre supportato e continuano a farlo anche oggi abbiamo sempre sostenuto che a Viterbo non serve un programma elettorale ma un progetto di città, una strategia, non piccole azioni puntuali ma un disegno che analizzi innanzitutto le risorse economiche, umane, materiali e immateriali per raggiungere i suoi obiettivi: migliorare la qualità della vita e dei servizi, ed aumentare la quantità degli stimoli e delle opportunità che la percorrono e la pervadono, in sintesi gli dobbiamo dare un’anima, una forma, che oggi la nostra città non ha.</p>



<p>Abbiamo bisogna di una città che valorizzi il suo patrimonio per produrre nuova ricchezza di una città viva e vivace, una città creativa e aperta al mondo, una Viterbo che diventi un salotto cittadino, che richiami capitali d’investimento per la valorizzazione artistica, culturale e ambientale, che favorisca un turismo sostenibile ed etico.</p>



<p><strong>Auspico un comune che non sia solo un &nbsp;“facilitatore”, &nbsp;ma che sia&nbsp; invece il primo investitore, il primo imprenditore pubblico mettendo in circolo le risorse necessarie ad investire nei “talenti” della città in ogni ambito per farli crescere attirare ricchezze e creare lavoro.</strong></p>



<p>Oggi è ancor più vero di un tempo che Viterbo deve colmare il deficit di attenzione alle questioni ambientali, ritrovando intorno a esse un modello di sviluppo virtuoso e sostenibile e che gli elementi basilari di questo nuova visione strategica si identificano nello sviluppo sostenibile, nelle città intelligenti (smart city) e nella “green economy”.</p>



<p>Si deve fare ciò che non si è ancora fatto e cioè rilanciare l’intero territorio facendolo diventare un modello virtuoso di sviluppo economico sostenibile su basi ecologiche perché è ormai evidente quanto le condizioni di vita in una città, piccola o grande che sia, dipendono da fattori non solo hard (infrastrutture fisiche), ma soft, ossia inerenti al capitale sociale, ambientale e culturale.</p>



<p>Sono parametri difficilmente misurabili con il Pil, ma che sono quotidianamente (e a volte drammaticamente) presenti.</p>



<p><strong>Ecco perché non basteranno al rilancio i soli soldi e le opere del Pnrr.</strong></p>



<p>Viterbo è storicamente una città europea e le città europee, a maggior ragione le città italiane, in gran parte basate su una storia che affonda le sue radici almeno nel Medioevo e oltre, hanno (o dovrebbero avere) tratti&nbsp; comuni che trovano il loro fondamento nel concetto di “comunità” e che quindi implicano valori come tradizione, inclusione, partecipazione, solidarietà.</p>



<p>Per essere molto concreti gli obiettivi che abbiamo sempre cercato di inserire nel dibattito politico e che ancora oggi saranno il nostro faro nell’azione cittadina si possono riepilogare in un piano di gestione integrata di area finalizzato a: promuovere la tutela attiva e integrata del territorio, attraverso forme di programmazione e gestione partecipata finalizzate allo sviluppo socioeconomico e alla riqualificazione ambientale e paesistica; promuovere il coordinamento e l’orientamento delle politiche settoriali in materia, qualificazione delle attività agricole, razionalizzazione dello sfruttamento economico delle risorse, sicurezza idrogeologica, promozione della fruizione, turismo e tempo libero.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Giacomo-Barelli1.jpeg" alt="Giacomo Barelli - Segretario provinciale di Azione" class="wp-image-1884" /><figcaption>Giacomo Barelli &#8211; Segretario provinciale di Azione</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator" />



<p><strong>Dobbiamo fare di Viterbo una&nbsp; città intelligente e “green”, oggi non lo è.</strong></p>



<p><strong>Questi obiettivi possono essere identificati (e misurati) lungo almeno quattro dimensioni principali:</strong><br>1. Economia (turismo, industria, agricoltura). Una città “smart” promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata e intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e dei servizi online in linea con le loro esigenze.</p>



<p>2. Mobilità. Una città “smart” è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta, che regolamenta l’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate); una città smart adotta soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.</p>



<p>3. Ambiente (difesa del suolo, energia e cambiamenti climatici, rifiuti). Una città “smart” promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi la riduzione dell’ammontare dei rifiuti, la differenziazione della loro raccolta, la loro valorizzazione economica; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; la promozione, protezione e gestione del verde urbano; lo sviluppo urbanistico basato sul “risparmio di suolo”, la sua difesa, la bonifica delle aree dismesse.</p>



<p>4. Società (formazione/educazione ambientale, tutela della salute, servizi ai cittadini, cultura). Una città “smart” è un luogo di apprendimento continuo che promuove percorsi formativi profilati sulle necessità di ciascuno; una città smart offre un ambiente adeguato alla creatività e la promuove incentivando le innovazioni e le sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo; si percepisce e si rappresenta come un laboratorio di nuove idee; privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso.<br>Agli assi di cui sopra si possono poi aggiungere la capacità di innovazione del capitale umano e la capacità di governance della comunità locale.</p>



<p><strong>In questo contesto a mio avviso diviene essenziale per ogni decisore politico il rapporto con la comunità scientifica che opera sull’innovazione tecnologica a supporto della pubblica amministrazione e a mio avviso l’università della Tuscia ad esempio si prefigura quindi come lo strumento principale di conoscenza del territorio e di innovazione di questo, in una sinergia benefica dove la scienza e gli stakeholders della società civile si devono integrare in un modello complessivo di gestione a vantaggio dell’intera comunità viterbese.</strong></p>



<p>Da qui dobbiamo partire in quella ricerca che, caro direttore dobbiamo essere sinceri,&nbsp; tutti noi politici stiamo facendo in questi giorni girovagando lungo le vie delle città come il filosofo Diogene alla ricerca dell’uomo, quello giusto per Viterbo.&nbsp;Per quanto mi riguarda&nbsp; saranno queste linee guida a fungere da lanterna per illuminare la ricerca&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Giacomo Barelli&nbsp;<br>Segretario provinciale di Azione&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto&nbsp;dal fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee6">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>.&nbsp;Sono arrivati in redazione molti&nbsp;interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>
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		<title>&#8220;Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-di-livello-politico-decente-ma-anche-idee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Galeotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Un ragionamento politico di un minimo di complessità in vista della prossima tornata elettorale. Si sconsiglia la lettura a chi non ha voglia di ragionare. Si vive ugualmente.]]></description>
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<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</p>



<p>Visto che in pratica nessuno in questa fase elettorale parla della città ma solo di candidati sindaco, vogliamo riportare al centro dell’attenzione il futuro della città. In passato abbiamo già cercato, quasi unici, di elaborare idee per la città. Abbiamo tentato di immaginare una città diversa. Abbiamo lavorato con le idee che è la nostra vera vocazione.</p>



<p>Un breve inciso sulle candidature. A noi sembra che questa volta le due coalizioni di centrodestra o centrosinistra non possano evitare di mettere in campo i pezzi da novanta. Faccio due esempi di pezzi da novanta. Ovviamente sono pezzi da novanta nel panorama lillipuziano della politica nazionale e locale.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Viterbo-–-La-fontana-di-piazza-delle-Erbe-simbolo-della-decadenza-della-citta-1024x6831.jpg" alt="Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città" class="wp-image-1845"/><figcaption>Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città</figcaption></figure>



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<p>Ebbene in questo panorama ci sembra che le due coalizioni debbano mettere in campo il meglio che hanno in casa. E diciamo il meglio, senza star a vedere le nostre simpatie politiche. Facciamo due nomi. Il centrodestra, ammesso che sia un centrodestra e non semplicemente destra, non può non prendere in considerazione una candidatura tecnicamente di peso come quella di Mauro Rotelli. Rotelli ha delle caratteristiche politiche che ovviamente farebbero comodo alla città. Basti pensare alla vicinanza con quella, ci piaccia o non ci piaccia, e a chi scrive non piace neppure un po’, sarà una delle protagoniste della politica dei prossimi anni: Giorgia Meloni. Rotelli è uno dei personaggi più significativi nell’organigramma di FdI. Ha un filo diretto, se non direttissimo, con la leader. E allora avere un candidato sindaco di questo tipo e livello, per il centrodestra è dirimente. E un sindaco con queste caratteristiche potrebbe essere utile. Ovviamente bisogna capire quali sono le priorità di Rotelli. Per essere chiari: crediamo che, del tutto legittimamente, Rotelli potrebbe avere interessi politici personali per traiettorie del tutto diverse. Ripetiamo, nessun moralismo da quattro soldi, questo è del tutto legittimo. Ma il centrodestra non può fare a meno di una candidatura di questo tipo.&nbsp;</p>



<p>Stesso ragionamento si deve&nbsp;fare il centrosinistra. E anche in questo caso di nomi, ripeto tecnicamente e politicamente rilevanti, sono pochi. Ovviamente il primo nome non può non essere quello dell’assessora regionale Alessandra Troncarelli. Anche in questo caso un rapporto con Zingaretti e con i vertici regionali del Pd, non farebbe male a una candidatura. E non farebbe male a un futuro sindaco della città. Ovviamente anche qui bisogna capire quali siano gli interessi politici futuri personali, ribadiamo legittimi, di Troncarelli.</p>



<p>L’impressione però è che se le due coalizioni, che di recente non hanno certo dato buona prova di sé, le due amministrazioni Arena e Michelini stanno lì a testimoniare i danni fatti per la città, non riescono a presentare candidature pesanti, rischiano di essere vittime del “grillino” di turno che spunta fuori come fungo.&nbsp;&nbsp;Il riferimento non è al M5s attuale, se c’è ancora, ma a quell’area di elettorato protestataria e velleitaria, per molti aspetti ostile alle prassi democratiche, che a livello nazionale ha fatto disastri, che tutti paghiamo e pagheremo nei prossimi anni. Il tutto per dire che le due coalizioni non possono più giocare. E non è detto affatto che gli outsider siano meglio di chi ha almeno un minimo di esperienza politica e amministrativa. La politica non sarà un mestiere, ma è sicuramente un’arte e una competenza che non si può improvvisare. Tutto per dire che al peggio non c’è mai fine. Quello che è successo a livello nazionale ne è la prova.</p>



<p>Il centrodestra questa volta si gioca la faccia definitivamente. Il centrosinistra rischia di vedere un ballottaggio dalla poltrona di casa con due formazioni di centrodestra o destra in campo. Una ufficiale, l’altra sedicente al di là di destra e sinistra. Ma abbiamo visto a livello nazionale che cosa questo ha significato, sbandamento totale della politica e dello stato. Tanto che il presidente della repubblica, e fortunatamente che si tratta di un galantuomo come Mattarella, ci ha dovuto mettere una pezza.&nbsp;</p>



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<p><strong>La domanda è a questo punto: cosa intendono fare Rotelli e Troncarelli?</strong></p>



<p>Per quanto ci riguarda siamo andati a recuperare una nostra proposta programmatica che torniamo a sottoporre non solo alla politica, ma a chi in questa città lavora e produce. Arginando la latitanza della politica e i danni che fa. Arginando&nbsp;anche un livello di criminalità classica e mediatica&nbsp;certamente non normale in una democrazia. In uno stato di diritto.</p>



<p>Ovviamente chiunque si propone di andare ad amministrare Viterbo&nbsp;deve in primo luogo avere chiaro che&nbsp;la manutenzione della città è fondamentale. Come il rilancio economico. Ma questi livelli non sono affrontabili se non si ha un progetto di città a lungo temine. I due piani si tengono. E allora si dovrà mettere mano alla&nbsp;pulizia delle strade e al loro asfalto.&nbsp;Si dovrà programmare il taglio dell’erba (non è difficile, profetiamo che a primavera l’erba riinizierà a crescere…).&nbsp;Si dovranno curare fontane e monumenti.&nbsp;Si dovrà ripensare tutta la viabilità.&nbsp;Si dovrà rendere sicuri tutti i quartieri, iniziando da San Faustino per fare un esempio. Questo è il programma minimo obbligatorio. Il minimo sindacale. Ma allo stesso tempo, e proprio per fare queste cose essenziali, bisogna progettare il futuro della città. La sua prospettiva economica che non può non basarsi &nbsp;che su cultura e turismo. Bisogna inventare la Viterbo di domani. Ripetiamo: si può mettere mano allo stato di abbandono della città, si può metter riparo al degrado fisico e sociale della città, solo se si mettono in campo anche delle idee, delle progettualità. E per questo riproponiamo una proposta di non pochi anni fa, che non è diventata ancora, purtroppo, vecchia. Il che la dice lunga sulla nostra classe dirigente.&nbsp;</p>



<p>Qualche idea che, nel vuoto assoluto di idee attuale, vuole essere una proposta aperta e vuole aprire un confronto serio sul futuro della città.</p>



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<p><strong>Piattaforma Altolazio 2.0</strong>&nbsp;</p>



<p>Una piattaforma aperta, che si rivolge soprattutto ai produttori, lo ripetiamo. Una piattaforma aperta di cui svilupperemo le prime linee guida.</p>



<p>Premessa storica: negli anni Settanta i nostri avi, perlopiù contadini, si erano inventati una cosa che si chiamava Vertenza Altolazio o Piattaforma Altolazio. L’idea era quella di chiarire quali fossero le priorità per sviluppare la Tuscia. Vado a braccio. Probabilmente ci furono riunioni tra amministrazioni, partiti e sindacati e si individuarono le priorità. Sempre a braccio, ci sarà stato dentro il raddoppio della Cassia, l’interporto di Orte, i collegamenti ferroviari, la centrale di Montalto, il rilancio del settore agricolo, lo sviluppo del distretto ceramico di Civita e poi si sarà aggiunta l’università.</p>



<p>Forse i punti non saranno stati proprio questi, ma la sostanza non cambia. La piattaforma era utile per tutti. Era il quadro dentro al quale tutti si muovevano nel progettare e rivendicare. Qualcosa è stato fatto, qualcosa era sbagliato. Ma insomma, sul piano metodologico la cosa ha un senso. Ricordo ancora le manifestazioni sindacali con lo striscione con su scritto proprio “Vertenza Altolazio”.</p>



<p>Ora pensiamo che sia tempo di varare una nuova piattaforma. Una piattaforma che abbia il coraggio di puntare sull’iniziativa privata, che si basi sui cervelli e sulle mani che lavorano sul territorio e che hanno dato vita a qualcosa di concreto. Che coinvolga, se ne hanno voglia, pezzi di università. Quelli funzionanti ovviamente e che potrebbero avere ricadute concrete.</p>



<p>Diamo per scontato che alcune infrastrutture dovranno essere pur fatte: trasversale, Cassia, ferrovie. Ma le nuova piattaforma non punterà sugli atomi ma sui bit.&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Nicholas_Negroponte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicholas Negroponte</a>, quando lo incontrammo a Milano, ci disse più o meno: “Il mondo dei bit è fatto apposta per voi italiani”. E allora, tanto più è necessaria anche per noi una piattaforma 2.0. Una piattaforma che dovrà individuare le nuove infrastrutture culturali necessarie per la città e per la Tuscia tutta.</p>



<p>E invece di strade, la prima rivendicazione è quella di creare autostrade informatiche che ci permettano di usare la rete al massimo delle velocità. E poi la diffusione in ogni comune di connessioni wireless gratuite. La creazione di un modello modulare di smart city che si basi sulla green economy. A volte aver saltato la fase dell’industrializzazione può essere utile. Qui, però, ci vuole la competenza di chi già ha studiato la questione. A Viterbo non mancano le persone e le strutture giuste. Il problema è che, vista la totale assenza delle amministrazioni, la questione dovrà essere affrontata dai privati. Come dire dobbiamo fare da soli, sperando che le amministrazioni non giochino contro.</p>



<p>E poi va usata la rete nella maniera più efficace possibile. E qui ovviamente non si tratta di creare un portalino statico di presentazione di Viterbo e della Tuscia, che a dire il vero non esiste, almeno di livello. Quella che va creata è una infrastruttura web che abbia tutta la potenza dell’interazione, dei social network, della multimedialità, della comunicazione uno a uno istantanea, dell’aggiornamento in tempo reale… Tutte cose che fino a qualche anno fa erano scatole vuote, ma che ora sappiamo perfettamente maneggiare. Sono tecnologie ormai mature. Quello che va creato è un sistema web di comunicazione, che abbia come scopo quello di comunicare fuori dalle mura con la capitale, con Milano, Londra o New York…</p>



<p>Una infrastruttura che prevede una redazione vera che operi 24 ore su 24 con professionisti che sanno cosa stanno facendo.</p>



<p>Fin qui le infrastrutture principali. Che dovrebbero essere la testa del tutto.</p>



<p>Passiamo a costruire qualcosa in quello che Popper chiama Mondo tre. Passiamo ai contenuti infrastrutturali, come ci piace chiamarli. Immaginate che la Tuscia e Viterbo siano una zuppa inglese. Un torta fatta a strati. Ecco, come gran parte dei territori italiani densi di storia, anche la Tuscia e Viterbo è frutto di una stratificazione storica di estremo interesse.</p>



<p>Ogni strato è allo stesso tempo un circuito culturale – turistico – scientifico, come dire un mondo, e anche un vero e proprio brand da diffondere.</p>



<p>Iniziamo dalla torta più piccola: Viterbo.</p>



<p>Lo strato più antico è anche il più potente mediaticamente, non stiamo qui a spiegare il perché. È&nbsp;lo strato degli&nbsp;<strong>Etruschi</strong>&nbsp;e dei popoli preestruschi. Se avessimo avuto una classe dirigente seria, solo su questo strato si poteva costruire una intera economia, non è andata così. Viterbo vanta tre&nbsp;necropoli etrusche rupestri di una bellezza imbarazzante, il museo nazionale… e molto altro. &nbsp;Un esempio? Le meravigliose tagliate etrusche che segnano tutto il nostro territorio. Una nostra tagliata varrebbe un viaggio da Londra..</p>



<p>Subito dopo viene un altro pezzo forte e più classico:&nbsp;<strong>la città medioevale delle fontane, delle torri e dei profferli</strong>. Con tre o quattro monumenti centrali. A partire dalle mura castellane. E poi Santa Maria Nuova, piazza San Lorenzo, piazza San Pellegrino. Ma anche il brulichio di vie medioevali dei quartieri San Pellegrino e Pianoscarano… o il delizioso borgo di &nbsp;Bagnaia. Tutta roba che sul mercato turistico – culturale vale oro.</p>



<p>Andiamo oltre:&nbsp;<strong>la città dei papi</strong>. Vecchio brand che fino a poco tempo fa poteva sembrare usurato, ma che ora con papa Francesco, che sul piano mediatico turistico tira come un uragano, deve riessere usato a piene mani. Non spieghiamo come, ma un centinaio di idee le abbiamo.</p>



<p>Ora andiamo un po’ più in fretta.</p>



<p>Quarto strato:&nbsp;<strong>la città rinascimentale e barocca</strong>. Basti pensare a Villa Lante.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong><em>la città delle macchine portate a spalla</em></strong>. A Viterbo oltre alla macchina di Santa Rosa, c’è quella di Santa Maria Liberatrice, seicentesca e bellissima, e ci sono svariati trasporti dalla Madonna del Carmelo al Santissimo Salvatore. E poi ci sono state macchine da recuperare sparite nei meandri della storia. O le minimacchine…</p>



<p>Sesto strato:&nbsp;<strong>la città dei sapori</strong>. Basta ricordare: l’acquacotta, la susanella, i maccheroni con le noci, la pizza di pasqua e sua eccellenza la porchetta, portata col vino Est, Est, Est, alle olimpiadi di Monaco. Insomma sapori che fanno la storia e che non possono essere dimenticati.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Viterbo città dei teatri e dei festival</strong>. Poche parole: Unione, San Leonardo, Ferento… &nbsp;Tra passato e futuro: Tuscia operafestival, Caffeina,&nbsp;Tuscia Film fest…</p>



<p>Infine lo strato a cui teniamo di più:&nbsp;<strong>Viterbo città del cinema e del… mare</strong>. Anche un idiota avrebbe sfruttato il fatto che questa è la città di Fellini, Blasetti, Rosi, Zampa, Monicelli, Orson Welles… Questi grandi della fantasia ci hanno regalato immagini incredibili della città. Nei&nbsp;<em><strong>Vitelloni</strong></em>, il vecchio regista e teatrante, che si vuole fare l’aspirante drammaturgo di provincia, a piazza delle erbe chiede: “Dove è il mare? Andiamo al mare”, o qualcosa del genere. Dieci passi lungo il corso e, magia del cinema, si arriva in una spiaggia. Come non usare Fellini e questa incredibile immagine per “vendere” Viterbo nel Mondo? E allo stesso modo: come non usare l’immagine del palazzo papale, che ha sullo sfondo, dietro le bifore, il mare? Immagine dell’<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/othello-orson-welles" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Otello di Orson Welles</a>. Viterbo è stata ed è città del cinema e non esiste neppure un ufficio ad hoc per un regista che volesse venire a girare in città. Non esiste un itinerario turistico multimediale… Quando si dice la cialtroneria… Ma lasciamo stare…</p>



<p>Ora immaginate questi strati uno sopra l’altro con circuiti turistici – culturali orizzontali, ma anche con dei fili rossi che uniscono in vario modo i diversi punti dei vari strati. Chessò con un filo rosso che unisce sui vari strati la&nbsp;<strong>città dei mister</strong>i…la&nbsp;<strong>città dell’immaginario</strong>… la&nbsp;<strong>città dell’erotismo e del piacere</strong>…</p>



<p>Fin qui la città. Ma la stessa operazione va fatta per tutta la Tuscia cercando vecchi e nuovi brand e circuiti turistico culturali.</p>



<p>Ora la torta è più ampia ma anche più interessante. E qui andiamo proprio di corsa. Il centro della torta è ovviamente Civita di Bagnoregio. Che è diventato non solo un luogo del turismo mondiale, &nbsp;ma un luogo dell’immaginario mondiale.&nbsp;</p>



<p>Il primo strato di pan di Spagna questa volta però è ancora più antico. E dato dalle bellezze naturali.&nbsp;<strong>Tuscia terra di laghi, mare, pianure e montagne</strong>. Un circuito naturalistico di tutto rispetto che va dal lago di Vico alla Faggeta. Ci manca solo l’alta montagna.</p>



<p>Secondo:&nbsp;<strong>la terra degli Etruschi</strong>. E qui c’è poco da spiegare si va da Tarquinia a Viterbo. Da Vulci a Sutri. Il brand Etruschi ha una potenza di fascino e mistero secondo solo agli Egizi. Che dire: questo è oro puro. E coinvolti sono molti dei paesi della Tuscia. Per vedere tutto ci vogliono giorni. Altro che turisti mordi e fuggi.</p>



<p>Terzo:&nbsp;<strong>la Tuscia terra di itinerari religiosi</strong>. Dalla Francigena alla via dell’esilio di Santa Rosa.</p>



<p>Quarto:&nbsp;<strong>i castelli della Tuscia</strong>. La provincia è molto più bella della Loira da questo punto di vista. E questo brand non è stato mai usato sul serio.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong>la Tuscia medievale, rinascimentale e barocca</strong>. Qui gli strati sono tre.&nbsp;Pochi nomi Viterbo, Tarquinia, Caprarola, Bomarzo, Villa Lante, Forte Sangallo a Civita…</p>



<p>Sesto:&nbsp;<strong>Tuscia terra dei sapori contadini</strong>: la porchetta, le anguille marinate, l’acquacotta, il coregone, i maccheroni con le noci, i salumi e dolci tipici. Gli oli, i vini.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Tuscia set cinematografico</strong>. I film girati in provincia sono alcune centinaia. Tra i grandi registi Fellini e Pasolini. Nel Mondo, dalla Cina agli Usa, tutti conoscono Fellini, noi siamo stati il suo set, come si fa a tenerlo nascosto?</p>



<p>Ovviamente gli strati, i circuiti, i pacchetti turistico–culturali possono essere molti di più e si intersecano in vario modo. Il problema è trovare chi tenga le redini del tutto e chi si metta a lavorare sui vari circuiti. Ultimamente a Viterbo c’è chi ha iniziato a lavorare su alcuni aspetti e, da quello che si è capito, fortunatamente, ha iniziato a fare impresa col turismo. Ora si tratta di analizzare le iniziative che funzionano, capire se sono riproducibili, farle interagire tra di loro. Facendo capire che una iniziativa non lede l’altra, anzi la rafforza. Come dire: diamo vita a un distretto non industriale, ma di iniziative turistico – culturali. Le infrastrutture si dovranno adeguare. Tutto il sistema di ricezione e accoglienza dovrà gradualmente crescere. Gli atomi si dovranno adeguare ai bit. I “cantieri culturali” in Mondo tre faranno sorgere cantieri in Mondo uno. Con buona pace del buon vecchio Marx.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Carlo Galeotti</strong></p>
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		<title>&#8220;Pirati della bellezza ha riacceso il motore delle attività culturali in città e nella Tuscia&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/pirati-della-bellezza-ha-riacceso-il-motore-delle-attivita-culturali-in-citta-e-nella-tuscia-di-daniele-camilli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[4- Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Pirati della bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo – “Pirati della bellezza ha riacceso il motore delle attività culturali in città”. Il festival della parola e del pensiero ha chiuso la sua prima stagione. Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb e fondatore dei Pirati, tira le somme dell’intera manifestazione. Prossimo appuntamento a ottobre, con una nuova edizione del festival.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– &#8220;Pirati della bellezza ha&nbsp;riacceso&nbsp;il motore delle attività culturali in città e nella Tuscia&#8221;. Il festival della parola e del pensiero ha chiuso la sua prima stagione. Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb e fondatore dei Pirati, tira le somme dell’intera manifestazione. Prossimo appuntamento a ottobre, con una nuova edizione del festival.&nbsp;</p>



<p><strong>Lo rifaresti il festival tornando indietro?</strong><br>“È stato molto faticoso, nonostante che abbiamo inserito nuove persone nella gestione di tutta quanta la manifestazione. Persone che vengono dalla casa editrice e dal giornale. Tornassi indietro non so se lo rifarei. So invece che vogliamo andare avanti. Stiamo pensando di fare una nuova edizione di Pirati della bellezza. In maniera differente e a partire da ottobre. L’autunno è la stagione dei festival dei libri. Bisogna solo evitare di accavallarsi con Mantova piuttosto che con Torino. Non per una questione di concorrenza, ovviamente, semplicemente per evitare di non avere gli autori”.&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono stati i principali risultati del festival?</strong><br>“Un risultato importante è il livello di pubblicità che abbiamo dato all’intera operazione. E questo è&nbsp;importante soprattutto per gli sponsor che così vedono rilanciato il loro marchio. Ad esempio abbiamo distribuito 30 mila brochure del programma in tutta la città e in provincia. Sono stati fatti una sessantina di articoli da parte di Tusciaweb, una testata&nbsp;con cui entrano ogni giorno in contatto oltre 150 mila persone, tra social e sito. Alla fine, sommando tutti i giorni del festival, sono stati creati sostanzialmente milioni di contatti. Noi non abbiamo finanziamenti pubblici. A finanziare il festival sono i privati che a loro volta scelgono di fare investimenti buoni e di qualità, cioè investimenti che possano creare nuovi contatti per le loro attività. Oltre all’on line ci sono stati manifesti che sono rimasti affissi dal 7 ottobre all’11 febbraio”.&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono stati invece i numeri del festival?</strong><br>“Innanzitutto i libri che sono stati distribuiti dall’organizzazione. Circa 500 sono stati quelli regalati alle persone che sono venute grazie all’iniziativa del&nbsp;<em><strong>Libro sospeso</strong></em>. Hanno poi partecipato ai 9 eventi realizzati quasi un migliaio di persone, tra l’auditorio di Unindustria e le Terme dei Papi. E almeno 500 persone le abbiamo dovute rimandare a casa per la normativa anti Covid”.&nbsp;</p>



<p><strong>Quale è stato l’impatto sulla città di Viterbo?</strong><br>“La cosa principale:&nbsp;I Pirati della bellezza ha riavviato tutte le attività culturali in presenza della città. La nostra preoccupazione iniziale è che le persone non venissero più agli eventi, abituati in questi due anni allo streaming e timorosi a muoversi. Paura che, fra l’altro, stanno sperimentando molti ristoratori e molte altre attività perché ormai dopo le 7 di sera la gente che esce è veramente poca. Il festival ha riavviato l’idea delle attività culturali in presenza, e questo è stato un risultato importante per tutti. Temevamo anche che alcuni autori, proprio per la situazione che stiamo vivendo, non volessero nemmeno venire. Alcuni li abbiamo dovuti convincere”.&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono stati gli autori preferiti?</strong><br>“Mi sono sentito molto in sintonia con Giampiero Mughini perché insieme abbiamo vagliato&nbsp;tutta la questione di Lotta continua e il caso Calabresi. Questione che da sempre mi sta a cuore. Poi con Mughini abbiamo anche molte cose in comune. Tra queste il collezionismo. Infine, con lui c’è pure un legame dettato dall’emozione, quando in casa editrice ci ha lasciato scritto una dedica, riferendosi anche alle due biblioteche che abbiamo nelle due sedi: ‘In questo antro di Viterbo mi sembra di stare a Parigi”, riferendosi alla Galeotti editore. Detto da Mughini fa piacere. Abbiamo poi avuto il piacere di regalargli un libro che non aveva,&nbsp;<strong>Playdux</strong>, un volume non facile da trovare. Un’altra persona molto interessante è stata Massimo Nava. Una presentazione bella dal punto di vista professionale e dell’argomento. Merkel. Abbiamo incontrato&nbsp;uno&nbsp;degli ultimi grandi inviati classici&nbsp;della storia del giornalismo. Una figura che, con l’avvento delle nuove tecnologie digitali, sostanzialmente non esiste più. Un grande giornalista presente su tutti gli scenari internazionali più importanti dell’ultimo secolo. Infine, Mariangela Pira, una giovane giornalista che ha lavorato&nbsp;in quasi tutto quanto il mondo, e l’ex presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, una delle cariche dello stato più importanti dello stato. Un uomo interessante anche dal punto di vista della sua storia perché fa riferimento a quella storia del cattolicesimo italiano che ruota attorno alla cultura francese di Maritain e Mounier. Il che vuol dire Paolo VI e, assieme a lui, Aldo Moro”.</p>



<p><strong>Cosa ti ha insegnato&nbsp;l’esperienza dei Pirati?</strong><br>“La prima è la curiosità. Mi ha insegnato la curiosità per le persone. Ed è la curiosità che, a livello giornalistico, ti fa lavorare. Abbiamo incontrato persone estremamente interessanti. Universi che scopri di volta in volta. Persone che in televisione senti parlare per qualche minuto e che invece durante il festival hai potuto ascoltare per più di un’ora e mezza, durante la quale hanno spiegato in maniera approfondita la loro posizione e la loro esperienza. Tutti gli autori li abbiamo poi portati a cena al Gargolo, in pieno centro storico. Un quartiere che molti autori non conoscevano nemmeno. Neanche quelli che a Viterbo ci sono venuti più di una volta, come ad esempio Mughini, rimasto affascinato dal duomo e dal palazzo dei Papi che non si era mai soffermato a guardare. Fra l’altro Mughini non sapeva neanche che a Viterbo fosse stato girato i&nbsp;<strong>Vitelloni</strong>, e questo la dice lunga su quanto la città non sia ancora in grado di valorizzare pienamente le proprie risorse. Neanche quando si tratta di Fellini, oppure di Pasolini. Infine, la cosa più significativa che ho imparato, me l’hanno insegnata gli sponsor. Non solo sono stati vicini al festival, sostenendolo concretamente, ma hanno dimostrato di voler investire in qualità e soprattutto nel rilancio culturale del territorio. Un investimento coraggioso, considerando in particolar modo la fase Covid che non è finita e le conseguenze che ha già provocato”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Carlo-Galeotti-1-1024x6831.jpg" alt="" class="wp-image-1840" /><figcaption>Carlo Galeotti</figcaption></figure>



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<p><strong>Cosa manca secondo te a Viterbo per poter tornare ad essere la città dei festival?</strong><br>“C’è stato un momento in cui Viterbo è stata la città dei festival. E lo è stata soprattutto ai tempi del sindaco Giulio Marini. Tuscia Opera Festival, Caffeina, Tuscia Film Fest, Giallo e tante altre iniziative. Marini, e gli va riconosciuto, è riuscito a far convivere tante anime culturali presenti allora in città. Dopodiché i festival sono spariti uno dopo l’altro oppure si sono ridotti di dimensione. Unica eccezione il Tuscia Film Fest che va detto con la sua realtà berlinese è &nbsp;sempre più solido. E questo, va detto, è u merito di una persona seria e intelligente come Mauro Morucci, che sa scegliersi i collaboratori giusti. Per tornare ad essere la città dei festival, ci vorrebbe un minimo di tolleranza in più e ci vorrebbe che chi fa attività culturale non si aggrappasse mani e piedi ai finanziamenti pubblici”.&nbsp;</p>



<p><strong>Il prossimo anno Tusciaweb compie vent’anni, quali sono le primissime somme che tiri in vista di quest’anniversario?</strong><br>“Dico sempre che&nbsp;le fortune di Tusciaweb derivano tutte dall’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli… per tutti gli scontri che abbiamo avuto con lui. Ce lo siamo detti anche con Giancarlo, un personaggio politico vero. Con tutti i pregi e tutti i difetti di un personaggio politico vero. Mai avrei sospettato che a Viterbo si potesse creare uno dei giornali on line italiani più grandi. Questo è il dato reale: Viterbo ha dato vita a uno dei giornali on line più importanti del centro&nbsp;Italia.&nbsp;Per fare un esempio: il&nbsp;<em><strong>Tempo</strong></em>, giornale che ha una importante storia, on line è molto più piccolo di Tusciaweb come numero di lettori. Due dati mi sembrano poi significativi. Ogni giorno con tutto il sistema&nbsp;<strong>Tusciaweb</strong>entrano in contatto circa 140mila persone. Un dato veramente impressionante è quello del nostro canale Youtube che ha raggiunto un numero di visualizzazioni di oltre&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">12 milioni e mezzo</a>“.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Daniele Camilli</strong></p>
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