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	<title>dibattito &#8211; Tusciaweb</title>
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	<description>Il giornale della Tuscia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Dec 2024 15:26:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vanno messi a sistema qualità e bellezza, ma come?</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/vanno-messi-a-sistema-qualita-e-bellezza-ma-come/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 16:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo -  Sandro Mancinelli interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti. - Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;&#8220;Caro direttore, butti là la cosa con la leggerezza propria dell’immaginazione, in &nbsp;forma di un sogno scritto. E seguirti verrebbe spontaneo e piacevole. La tua torta basta ed avanza per soddisfare insieme l’aspettativa e l’ambizione di un programma che scalda i cuori. Siamo d’accordo. Sintetizzerei il tutto col criterio della bellezza e della qualità, che se ancora illuminasse almeno un poco l’arte ed il cimento del governo, non potrebbe che orientare in qualche modo giuste scelte ed avere le relative ricadute.</p>



<p><strong>Mettere a sistema qualità e bellezza quindi. Il punto è come.</strong></p>



<p>Nel balbettante riassetto istituzionale le già deboli strutture e strumentazioni di promozione, valorizzazione e coordinamento delle politiche turistiche e culturali sono disperse, se non dissolte.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p><strong>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee9">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>Mettere mano in maniera organica e fruttuosa alle potenzialità che elenchi&nbsp; chiama in causa una dimensione ottimale almeno provinciale. Superfluo dilungarsi sulle resistenze di vario genere nell’assumere questo profilo di iniziativa. Il comune capoluogo può però sopperire con una autorevolezza sostanziata senza riserve dall’intensità dell’impegno, dalle risorse (e non solo finanziarie), dalla centralità politica che intende spendere in questa direzione. Poi la concretezza dei risultati può richiamare progressivamente le ulteriori&nbsp; forze necessarie a sostenere il tutto, anche con il supporto degli attori economici, degli operatori e delle agenzie culturali e di promozione&nbsp; &nbsp;coinvolti e chiaramente dei cittadini. &nbsp;</p>



<p><strong>Ma l’oggetto chiamato in causa è il governo tutto &nbsp;di una città. &nbsp;Allora “primum vivere”.</strong></p>



<p>Fa strano ma a questo siamo. I tuoi stessi report, le segnalazioni su vari aspetti di degrado e di criticità nel vivere quotidiano che raccogli, ormai da anni senza soluzione di continuità da un’amministrazione all’altra, lo confermano.</p>



<p>Poi deve esserci o no &nbsp;un senso ai tributi ed addizionali che i cittadini&nbsp; contribuenti pagano (e a Viterbo, sommati a quelli regionali, sono tra&nbsp; i più alti)? Quindi è imperativo risolvere la questione di rendere servizi corrispondenti.</p>



<p>Per alcuni siamo alla “normalità” del renderli al meglio e per tempo (che sembrerebbe questione di puro buon senso ed sincera applicazione senza coloritura politica), a cominciare da una minuziosa cura e manutenzione degli spazi comuni, una burocrazia comunale accessibile, solerte ed amica, tutti i servizi alla persona universali e a domanda in capo alle competenze comunale assolti pienamente. E che siano i cittadini utenti a dare la pagella, costantemente.</p>



<p><strong>Quindi faccia l’amministrazione quello che deve su questo versante e pretenda anche dai cittadini di essere all’altezza poi nei comportamenti.</strong></p>



<p>Per altre questioni poi invece serve un indirizzo più definito, capitoli che potrebbero essere riempiti e che richiedono senz’altro una chiara determinazione e programmazione&nbsp; amministrativa. Qualche esempio.</p>



<p>Alcuni stanno lì da tempo immemore, come la questione termale, che penso non abbia futuro se non pensiamo alla città termale come insieme di più realtà imprenditoriali che vanno aiutate a nascere &nbsp;e svilupparsi liberamente, tutte.</p>



<p>Ci sono poi tanti contenitori,&nbsp; nel perimetro delle mura, abbandonati/inutilizzati, a cominciare da Palazzo Calabresi addirittura confinante con Palazzo dei Priori. Anche qui se pensiamo di farne tutti poli pubblici di questo o di quell’altro, quanti decenni ancora dovremo rincorrere risorse fugaci?</p>



<p>Se queste ipotesi più o meno immaginifiche hanno una consistenza a breve bene; altrimenti sperimentare una via che guarda ad investimenti privati, per recuperi ed usi compatibili che certo devono garantire remunerazione e manutenzione, sarebbe blasfemo ?</p>



<p>Così come guardare a tutte le aree prossime alle mura cittadine per allocarvi utilizzazioni ed espansioni integrate piuttosto che portarle lontano da un centro che si dice voler rivitalizzare. Tanta fantasia e forse coraggio in più ipotesi fattibili effettuando una ricognizione puntuale delle aree , dei volumi più o meno utilizzati esistenti, demolire anche per ricostruire o spostare, verificando utilità ed anche convenienze con i vari interlocutori, dentro una visione unitaria, lineare, vincolante della crescita cittadina.</p>



<p><strong>E in questo contesto, tra l’altro, messa in sicurezza coi vincoli l’area dell’Arcionello , dopo un dibattito ed una mobilitazione cittadina non più eguagliata poi per partecipazione ed intensità, come la rendiamo veramente al servizio della comunità in termine di fruibilità ad ogni livello?</strong></p>



<p>Poi metter mano ad un TPL che superi l’autoreferenzialità, che misuri la sua efficacia nelle persone trasportate più che nei km percorsi.&nbsp; E poi un Piano Parcheggi ( che fine hanno fatto tutte le ipotesi di parcheggi interrati ?) ed un piano viabilità che dia coerenza ad una valorizzazione del centro storico, anch’esso da reinventare, ampliare anche. Forse con una idea che unifichi, attraversando&nbsp; Valle Faul, ad esempio i due colli, del Duomo e della Trinità, un nuovo percorso turistico, commerciale, culturale.</p>



<p>Non c’è poi ripresa del centro e nel centro se non si ricreano condizioni competitive di immobilizzazione ed investimento. E quelle della vivibilità , della logistica, della sicurezza&nbsp; , sono le premesse sia per le attività che per le residenze. Non c’è alcuna premialità&nbsp; che possa superare queste criticità.&nbsp;</p>



<p>E via così, per rappresentare solo da alcuni esempi, a quali asticelle forse sarebbe interessante si posizionasse il dibattitto e confronto della politica in primis, ma dell’intesa città nelle sue varie espressioni.</p>



<p>Così non è, o perlomeno non appare. Siamo ancora &nbsp;ai politicismi, ai posizionamenti, peraltro con una dinamica poco evidente, cui corrisponde una diffusa ed inevitabile distrazione nell’elettorato. E veramente è poco appassionante. Sempre e solo un&nbsp; gioco di schieramenti, di filiere di potere, da cui pare impossibile schiodarsi. Ma mai disperare, come tu insegni&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Sandro Mancinelli</strong></p>
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		<title>Sindaco cercasi… ci vorrebbe Diogene</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Trappolini]]></category>
		<category><![CDATA[tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Sarà vezzo di filosofi "cercare" quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca  "dell'uomo" per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb "Cercansi  disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche di idee".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;Sarà vezzo di filosofi “cercare” quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca “dell’uomo” per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb “<strong><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee8">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong>“.</p>



<p><strong>Cinico anche lui se, dove si gira, di candidati ne trova a tutti gli angoli con idee e programmi debordanti pure sul suo giornale. Ambedue i cercatori comunque vogliono far pensare ma, si sa, questo – come canta Guccini – “per chi non è abituato”&nbsp; è vivamente sconsigliato.</strong></p>



<p>Le elezioni, però, il ragionamento lo meritano, perché, comunque vadano, hanno sempre un valore morale oltre che politico. Sono un punto e a capo, si sceglie tra condizioni e speranze,&nbsp;quelle di cui portatori sono i candidati che ne dovrebbero rappresentare” l’utopia”, come diceva Luigi Petroselli, un viterbese diventato nella storia repubblicana il sindaco per antonomasia di una città di milioni di persone, tante quanto le disuguaglianze e i contrasti.</p>



<p>Nella capitale,&nbsp; gli intitolarono una via tra le più simboliche, quella del palazzo dell’ Anagrafe, perché seppe e volle – lo spiegò l’8 ottobre 1979 , come ricorda la biografia scritta dall’onorevole Giovagnoli – definire una struttura di città capace di sostenere il ruolo attivo che le compete, con l’autorità politica e morale necessaria a suscitare le energie indispensabili a un progetto di sviluppo fondato anzitutto ” sulla crescita civile e culturale di massa, sull’instaurazione di nuovi rapporti tra gli uomini”.</p>



<p>È sufficiente un pedigree di militanza nei partiti oligarchici, anzi padronali, di oggi per essere adatti a&nbsp; candidarsi a sindaco?</p>



<p>Cercare, quindi, prima di tutto, la persona,&nbsp; valutare chi è, che ha fatto, che vuol fare e&nbsp; – considerate&nbsp; le attuali&nbsp; responsabilità di sindaco&nbsp;davvero imponenti e… pericolose&nbsp; –&nbsp; se ha&nbsp; quella dote dell’ umiltà&nbsp; di cui&nbsp; antichi e apprezzati consiglieri comunali viterbesi, come il democristiano Domenico Mangano e il comunista Achille Poleggi, parlavano, praticandola, nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori e Sandro Vismara la traduceva nel “non ritenersi in possesso di verità assolute e ricette prodigiose, ma proporsi e proporre programmi realizzabili”.</p>



<p><strong>Certo, la notorietà, il potere amministrativo e politico derivante dagli incarichi pro tempore ricoperti, possono far premio – in chi non vuol ragionare – sulla competenza, la carica morale, la misura e la qualità dell’ambizione, le esperienze di lavoro effettive e non pro forma, le prospettive di vita, compresa quella di lasciare la prima fila pubblica per tornarsene nel privato senza rimpianti.</strong></p>



<p>Su questo si deve ragionare, conoscendo e quindi aspettandosi dai candidati informazioni e comportamenti a tutto schermo, altro che modelli irpef e curriculum striminziti. Nella politica, che davanti è spettacolo e circo ma nella sostanza, testimonia il vecchio socialista Rino Formica, è ” sangue e merda”, se uno arriva alla caratura di “pezzo da 90” ha saputo certamente nuotare senza dissanguarsi.</p>



<p>Il che può anche essere una qualità, ma la scelta del sindaco , con tutti i poteri spesso in solitudine che le leggi gli conferiscono, passa anzitutto per la valutazione della persona, la quale, specie in una città dove tutti ci si conosce, e’ possibile. Sia da parte di chi andrà a votare, sia da chi non ci riuscirà: astenuto ma destinatario dell’azione amministrativa del sindaco.</p>



<p>Poi si vedranno i programmi, magari aggiornando quelli di quando&nbsp; “negli anni 70, i nostri avi ( lo scrive Galeotti, riponendo nel giurassico quantl&nbsp; come me vi parteciparono… grazie!)si inventarono la vertenza Alto Lazio” ,&nbsp; piattaforma programmatica&nbsp; purtroppo ancora percorribile, contrariamente alla Trasversale che allora si progetto’.</p>



<p>Ci sarà modo di parlarne. Ma, intanto, chi dei candidabili sente in coscienza&nbsp; di poter essere per Viterbo garanzia di “rinnovamento di una identità e persino di comunità”(parole di Petroselli), padre/madre capace di rispondere con attenzioni diversificate ai cittadini,&nbsp; sapendoli e volendoli, ma costantemente, ascoltare per poi ad essi comunicare il proprio coraggio di immaginare e di coinvolgere in un progetto di convivenza davvero civile?</p>



<p>C’è chi puo’&nbsp; in scienza e coscienza sottoscrivere senza provare un qualche dubbio e soprattutto senza considerarsi indispensabile?</p>



<p>Le risposte, chiedeva Vismara “in stile anglosassone”, si, no e, attenzione: i vostri compagni di lista saranno&nbsp; sempre in agguato. Senatores boni viri, senatus mala bestia”, i consiglieri sono bravi, ma, riuniti danno a volte un deprimente spettacolo”. E si è visto.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>&#8220;Dal prossimo sindaco pretenderò coraggio immediato di fronte ai primi sgambetti&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/dal-prossimo-sindaco-pretendero-coraggio-immediato-di-fronte-ai-primi-sgambetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Ricci]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - "Dal prossimo sindaco pretenderò coraggio immediato di fronte ai primi sgambetti". Antonello Ricci interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– &#8220;Caro direttore, lettrici e lettori carissimi, molto fra voi mi conoscono bene. Molto bene. Lo sapete, mi occupo di racconti e di insegnamento, non di politica militante.</p>



<p>In questo senso, parlando di elezioni, non ho nulla da perdere: quindi posso dire tutto. D’altro canto non ho neppure niente da guadagnare e quindi posso dire tutto a maggior ragione (cit. Pasolini).</p>



<p><strong>Nessuna concessione però nelle mie riflessioni, vi prego di credermi, a tentazioni antipolitiche o a populismi di sorta: sono fra quelli</strong>&nbsp;(i pochi rimasti)&nbsp;<strong>che si ostinano a credere nella politica come servizio alla polis, da declinare come scelta di dedizione e impegno, e dunque come mestiere e carriera. Per amministrare sono indispensabili</strong>&nbsp;–&nbsp;accanto alla passione civile –&nbsp;<strong>esperienza, competenza, visione politica, capacità di mediazione. Sempre. Indefettibilmente. Ogni defezione in sotto questo aspetto espone una comunità di cittadini al rischio di gogne umilianti, di ambizioni avventuriere e primazie demagogiche.</strong></p>



<p>Sto mettendo al centro del mio intervento, lo avete capito, i temi della governabilità e della efficienza di governo.</p>



<p>Che con l’esperienza della giunta di centro-destra guidata da Giovanni Arena si sia toccato il fondo dell’esperienza politico-amminitrativa nella storia repubblicana di questa città, non è mestieri qui dover nuovamente mostrare. Così come non servirà ribadire ancora una volta che la peggior piaga della giunta Arena –&nbsp;piaga insidiosa, velenosa, paralizzante –&nbsp;sia stato l’alto grado di conflittualità endemica nella coalizione vincitrice: tale da rallentare, indebolire, in molti casi impedire anche le performance di governo più ordinarie. Che certi fenomeni, infine, si fossero manifestati già in seno alla precedente maggioranza (giunta Michelini, di centro-sinistra) è altrettanto incontrovertibile.</p>



<p>Per questo, amiche e amici miei concittadini, vorrei mettervi a parte di alcune modeste proposte.</p>



<p><strong>Dal prossimo primo cittadino eletto –&nbsp;qualunque ne sia l’appartenenza politica –&nbsp;pretenderò coraggio immediato di fronte ai primi cenni di sgomitate e sgambetti, di petti gonfi e maschi alfa in seno alla maggioranza di cui è espressione. Al primo fischio, cartellino giallo: un fermo-urgente invito alla mediazione condivisa. Al secondo, cartellino rosso senza esitazioni: tutti a casa e si torni alle urne. Niente ignavi sul ponte di comando della città che amo.</strong></p>



<p>Dai prossimi assessori della giunta pretendo invece due virtù che trascendano le tessere di partito (le quali non sono certo un crimine, sia chiaro): competenza ed esperienza giuridica, burocratica, amministrativa e un progetto politico in chiaro già dalla campagna elettorale. Poiché triste è la polis dove regnino incompetenza e vuoto di idee, di programmi e quindi di azione (certo non basterà il pur lodevole entusiasmo sciorinato da parte degli eventuali neofiti): nella migliore delle ipotesi, in certi casi, tocca ai dirigenti – volenti o nolenti – dettare de facto le politiche nei vari settori; nella peggiore sono invece le lobby di settore a insediarsi nel vuoto politico e a condizionare l’attività di governo. Mai più stipendi assessorili come regalie concesse per nudi bracci-di-ferro partitici o utilitarismi di coalizione nella città che amo.</p>



<p><strong>Dai prossimi consiglieri eletti infine, tutte e tutti, di maggioranza e minoranza, pretendo un giuramento preliminare d’astensione da qualsiasi tentazione al cambio di casacca in corsa. Qualunque possa esserne la motivazione addotta. Poiché su quaranta eletti, un consigliere tardivamente “illuminato” sulla via di Damasco ci può pure stare –&nbsp;siamo pur sempre uomini umani</strong>&nbsp;(cit. Totò-Pasolini-Totò)<strong>. Ma quando i casi diventano una decina, per la semplice legge dei grandi numeri, il fenomeno crea massa critica e fa dunque statistica: gridando ai quattro venti l’umiliante verità, salti della quaglia e mercati delle vacche. Il re è nudo. Niente egotismi perciò, niente presunzioni o smanie di protagonismo ai danni della città che amo.</strong></p>



<p>Come cittadino, come elettore: non mi pare di chiedere la luna&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Antonello Ricci</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Viterbo non può e non deve arrendersi al declino, dobbiamo dare un’anima alla nostra città&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/viterbo-non-puo-e-non-deve-arrendersi-al-declino-dobbiamo-dare-unanima-alla-nostra-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 17:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Giacomo Barelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Giacomo Barelli, segretario provinciale Azione ed ex consigliere comunale, interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti. Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto dal fondo del direttore Carlo Galeotti, Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…. Sono arrivati in redazione molti interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo pubblicare tutti gli interventi in un giorno. Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– &#8220;Caro direttore,&nbsp;ho letto con interesse il tuo editoriale&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee6">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>&nbsp;e sul quale ritengo di poter esprimere il mio punto di vista come “persona informata” sui fatti avendo negli ultimi otto anni e mezzo ricoperto sia cariche di governo&nbsp;che di opposizione al comune di Viterbo.&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>La mia riflessione non riguarderà certo la questione sui nomi dei possibili candidati sindaci da te citati in quanto da segretario provinciale di un&nbsp; partito politico come Azione di Carlo Calenda non è mio compito entrare nel merito e meno che mai commentare eventuali candidati di altri partiti o liste civiche al momento non in campo.&nbsp;</strong><br></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Giacomo-Barelli-21.jpeg" alt="Giacomo Barelli - Segretario provinciale di Azione" class="wp-image-1883" width="669" height="451" /><figcaption>Giacomo Barelli &#8211; Segretario provinciale di Azione</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>Ciò che vedo in circolazione oggi tuttavia è tanta strategia, molta tattica, zero idee e ciò non può che aumentare la&nbsp; profonda preoccupazione di tutti viterbesi già angosciati dal declino inarrestabile della nostra città.<br>&nbsp;<br>In tale incerta situazione il certo invece arrivo delle decine di milioni dei fondi Pnrr potrebbe addirittura rappresentare un “boomerang” per la nostra città nel caso in cui&nbsp; amministratori incompetenti, prima che incapaci, non riuscissero a portare a termine le opere previste dovendo poi addirittura in quel caso restituire i soldi già erogati all’Europa.<br>&nbsp;<br><strong>Per troppo tempo la nostra città non è stata una città e ora deve tornare a essere una città vera, una città viva, un luogo da amare, da condividere, da costruire ma soprattutto ricostruire dopo la pandemia</strong><br>&nbsp;<br>Viterbo non può e non deve arrendersi al declino, non può e non deve rinunciare a costruire un futuro migliore per i cittadini di oggi e di domani.</p>



<p>Per raggiungere questi obiettivi è necessario un modello di sviluppo della città proiettata verso il futuro, tenendo conto delle risorse disponibili, delle condizioni che la circondano, delle attività da intraprendere e dei tempi necessari per realizzarle.<br>In altre parole un progetto di città che dovrà poi essere gestito con rigorosità manageriale e non lasciato in mani inesperte o peggio ancora incompetenti che passi soprattutto da una corretta e competente&nbsp; gestione della macchina amministrativa da parte del personale politico che la renda moderna e vicina ai migliori standard europei.&nbsp;</p>



<p><strong>Il 21 marzo 2022 saranno dieci anni da quella “primavera civica“ del 2012 che al teatro San Leonardo, oggi Caffeina, segnò l’inizio della nostra discesa in campo nell’agone politico cittadino ed oggi come allora, lo dico con grande rammarico, quelle ragioni e quei temi sono ancora tutti di grandissima attualità.</strong></p>



<p>Con i tanti amici che ci hanno sempre supportato e continuano a farlo anche oggi abbiamo sempre sostenuto che a Viterbo non serve un programma elettorale ma un progetto di città, una strategia, non piccole azioni puntuali ma un disegno che analizzi innanzitutto le risorse economiche, umane, materiali e immateriali per raggiungere i suoi obiettivi: migliorare la qualità della vita e dei servizi, ed aumentare la quantità degli stimoli e delle opportunità che la percorrono e la pervadono, in sintesi gli dobbiamo dare un’anima, una forma, che oggi la nostra città non ha.</p>



<p>Abbiamo bisogna di una città che valorizzi il suo patrimonio per produrre nuova ricchezza di una città viva e vivace, una città creativa e aperta al mondo, una Viterbo che diventi un salotto cittadino, che richiami capitali d’investimento per la valorizzazione artistica, culturale e ambientale, che favorisca un turismo sostenibile ed etico.</p>



<p><strong>Auspico un comune che non sia solo un &nbsp;“facilitatore”, &nbsp;ma che sia&nbsp; invece il primo investitore, il primo imprenditore pubblico mettendo in circolo le risorse necessarie ad investire nei “talenti” della città in ogni ambito per farli crescere attirare ricchezze e creare lavoro.</strong></p>



<p>Oggi è ancor più vero di un tempo che Viterbo deve colmare il deficit di attenzione alle questioni ambientali, ritrovando intorno a esse un modello di sviluppo virtuoso e sostenibile e che gli elementi basilari di questo nuova visione strategica si identificano nello sviluppo sostenibile, nelle città intelligenti (smart city) e nella “green economy”.</p>



<p>Si deve fare ciò che non si è ancora fatto e cioè rilanciare l’intero territorio facendolo diventare un modello virtuoso di sviluppo economico sostenibile su basi ecologiche perché è ormai evidente quanto le condizioni di vita in una città, piccola o grande che sia, dipendono da fattori non solo hard (infrastrutture fisiche), ma soft, ossia inerenti al capitale sociale, ambientale e culturale.</p>



<p>Sono parametri difficilmente misurabili con il Pil, ma che sono quotidianamente (e a volte drammaticamente) presenti.</p>



<p><strong>Ecco perché non basteranno al rilancio i soli soldi e le opere del Pnrr.</strong></p>



<p>Viterbo è storicamente una città europea e le città europee, a maggior ragione le città italiane, in gran parte basate su una storia che affonda le sue radici almeno nel Medioevo e oltre, hanno (o dovrebbero avere) tratti&nbsp; comuni che trovano il loro fondamento nel concetto di “comunità” e che quindi implicano valori come tradizione, inclusione, partecipazione, solidarietà.</p>



<p>Per essere molto concreti gli obiettivi che abbiamo sempre cercato di inserire nel dibattito politico e che ancora oggi saranno il nostro faro nell’azione cittadina si possono riepilogare in un piano di gestione integrata di area finalizzato a: promuovere la tutela attiva e integrata del territorio, attraverso forme di programmazione e gestione partecipata finalizzate allo sviluppo socioeconomico e alla riqualificazione ambientale e paesistica; promuovere il coordinamento e l’orientamento delle politiche settoriali in materia, qualificazione delle attività agricole, razionalizzazione dello sfruttamento economico delle risorse, sicurezza idrogeologica, promozione della fruizione, turismo e tempo libero.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Giacomo-Barelli1.jpeg" alt="Giacomo Barelli - Segretario provinciale di Azione" class="wp-image-1884" /><figcaption>Giacomo Barelli &#8211; Segretario provinciale di Azione</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator" />



<p><strong>Dobbiamo fare di Viterbo una&nbsp; città intelligente e “green”, oggi non lo è.</strong></p>



<p><strong>Questi obiettivi possono essere identificati (e misurati) lungo almeno quattro dimensioni principali:</strong><br>1. Economia (turismo, industria, agricoltura). Una città “smart” promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata e intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e dei servizi online in linea con le loro esigenze.</p>



<p>2. Mobilità. Una città “smart” è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta, che regolamenta l’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate); una città smart adotta soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.</p>



<p>3. Ambiente (difesa del suolo, energia e cambiamenti climatici, rifiuti). Una città “smart” promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi la riduzione dell’ammontare dei rifiuti, la differenziazione della loro raccolta, la loro valorizzazione economica; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; la promozione, protezione e gestione del verde urbano; lo sviluppo urbanistico basato sul “risparmio di suolo”, la sua difesa, la bonifica delle aree dismesse.</p>



<p>4. Società (formazione/educazione ambientale, tutela della salute, servizi ai cittadini, cultura). Una città “smart” è un luogo di apprendimento continuo che promuove percorsi formativi profilati sulle necessità di ciascuno; una città smart offre un ambiente adeguato alla creatività e la promuove incentivando le innovazioni e le sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo; si percepisce e si rappresenta come un laboratorio di nuove idee; privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso.<br>Agli assi di cui sopra si possono poi aggiungere la capacità di innovazione del capitale umano e la capacità di governance della comunità locale.</p>



<p><strong>In questo contesto a mio avviso diviene essenziale per ogni decisore politico il rapporto con la comunità scientifica che opera sull’innovazione tecnologica a supporto della pubblica amministrazione e a mio avviso l’università della Tuscia ad esempio si prefigura quindi come lo strumento principale di conoscenza del territorio e di innovazione di questo, in una sinergia benefica dove la scienza e gli stakeholders della società civile si devono integrare in un modello complessivo di gestione a vantaggio dell’intera comunità viterbese.</strong></p>



<p>Da qui dobbiamo partire in quella ricerca che, caro direttore dobbiamo essere sinceri,&nbsp; tutti noi politici stiamo facendo in questi giorni girovagando lungo le vie delle città come il filosofo Diogene alla ricerca dell’uomo, quello giusto per Viterbo.&nbsp;Per quanto mi riguarda&nbsp; saranno queste linee guida a fungere da lanterna per illuminare la ricerca&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Giacomo Barelli&nbsp;<br>Segretario provinciale di Azione&nbsp;&nbsp;</strong></p>



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<p>Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto&nbsp;dal fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee6">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>.&nbsp;Sono arrivati in redazione molti&nbsp;interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>
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		<title>&#8220;In una città come Viterbo va riaffermata l’idea della centralità del diritto al lavoro e del lavoro come cultura…&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/in-una-citta-come-viterbo-va-riaffermata-lidea-della-centralita-del-diritto-al-lavoro-e-del-lavoro-come-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 17:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio De Nardo]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Valerio De Nardo interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti.Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto dal fondo del direttore Carlo Galeotti, Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…. Sono arrivati in redazione molti interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo pubblicare tutti gli interventi in un giorno. Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;&#8220;Caro direttore, accolgo il tuo invito, in vista delle elezioni per il sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ad “aprire un confronto serio sul futuro della città” e provo a parteciparvi.</p>



<p><strong>Sul tuo giornale ho tenuto per anni la rubrica “L’opinione di uno sporco comunista” e ancora sorrido ricordando quando imponesti quel titolo, che suonava come un’eco ironica rivolta al mio essere cocciutamente attaccato alle vecchie radici politiche e culturali, ma al contempo rivolta anche nei confronti di una città impastata di stantii luoghi comuni.</strong></p>



<p>Vedere oggi tutti mangiare pane e transizione ecologica mi conforta nell’idea che la mia militanza sul versante ecologista della sinistra, negli ultimi decenni dello scorso millennio, avesse solide ragioni. Ma, ora come allora, occorrono – come giustamente scrivi tu – persone in grado di realizzare le buone idee che si devono avere, pensando globalmente e agendo localmente aggiungerei io, ricordando gli efficaci slogan di allora.</p>



<p><strong>Per trovare quelle buone idee cercherei di non trascurare il fatto che dall’elezione a sindaco di Giovanni Arena ad oggi il mondo ha subito una trasformazione repentina e profondissima. Oggi occorre forse una “piattaforma Alto Lazio 4.0”, che riprenda e evolva i temi della tua 2.0. La pandemia è uno spartiacque tra un prima e un dopo. I luoghi, la “densità antropica” al loro interno, i flussi di spostamento materiale di persone e merci non saranno più come prima della comparsa di Sars-CoV-2. La biopolitica e il biopotere non sono a mio parere invenzioni di anziani filosofi no-vax (e lo dice un sì-vax convinto come me), ma dati di fatto che oggi, dentro una realtà sempre più connotata da interconnessione, big data, intelligenza artificiale e automazione, fanno della libertà e della creatività degli individui e del legame sociale tra essi i valori fondamentali sui quali investire.</strong></p>



<p>In un mondo nel quale l’accrescersi spaventoso delle diseguaglianze è una vera e propria emergenza planetaria, occorre battersi per i diritti e contro i dritti. È inderogabile che chiunque amministri la città faccia della lotta alle povertà, soprattutto a quelle più marginali, nascoste, difficili da raggiungere, una priorità. Le amministrazioni pubbliche non devono sostituirsi a coloro che già operano in questi territori di sofferenza se non di disperazione, ma devono sostenerli e andare oltre e più a fondo di essi nel raggiungere e nell’aiutare chi ha bisogno a trarsi dalla condizione di difficoltà.</p>



<p><strong>In una città come Viterbo va riaffermata l’idea della centralità del diritto al lavoro e del lavoro come cultura. I lavori più qualificati e quelli più faticosi, quelli intellettuali e quelli materiali, devono reciprocamente riconoscere il loro valore e la loro connessione quali elementi portanti e qualificanti del tessuto sociale, sul quale cucire altresì i momenti e le ragioni dell’inclusione di lavoratrici e lavoratori immigrati.</strong></p>



<p><strong>In tale contesto va affermata la cultura come lavoro, come occasione di investimento e di reddito, sfruttando i nostri giacimenti storico-architettonici a fini turistici, ma anche realizzando e distribuendo prodotti del contemporaneo.</strong>&nbsp;Il progetto della cittadella della cultura all’ex Ospedale vecchio degli infermi può rappresentare un momento utile di sintesi, così come l’intento di rilancio del teatro dell’Unione.&nbsp;<strong>In quest’ottica ho apprezzato la tua iniziativa dei Pirati della bellezza. Ancor più in tale ambito è possibile generare vicinanza, integrazione, legame sociale: quei bisogni che la pandemia ci ha reso ancora più evidenti nella loro essenzialità e che devono trovare nel mondo scolastico il proprio terreno di coltura (fa bene rammentare la radice etimologica della parola cultura…).</strong></p>



<p>E qui giunge il gancio e il nodo con il mondo dell’università e dell’impresa, che dovranno necessariamente essere protagonisti autonomi ma connessi della transizione postpandemica, sapendo che la sfida ambientale, il contrasto al cambiamento climatico e al riscaldamento globale, la tutela della biodiversità non sono impegni per il futuro, ma strumenti per disegnare scenari alternativi ad un presente che pone la specie umana e il vivente non umano a rischio di sopravvivenza. Sfida da vincere esaltando le realtà innovative – qualcuna peraltro già avendola in città – creando nuova conoscenza, sviluppando e applicando tecnologie sostenibili, ma anche tutelando le eccellenze che abbiamo nella filiera enogastronomica, e, alla fine così generando ulteriore nuova e buona occupazione. Intanto piantiamo pure qualcuno dei mille miliardi di alberi in più che il G20 ha previsto siano messi a dimora sulla terra da qui al 2030, oltre ad abbatterne di quelli che abbiamo…</p>



<p><strong>In questo contesto si possono seppellire le idee sbagliate, come quella dell’aeroporto, che voleva fare di Viterbo una Ciampino di cui replicare gli errori e gli orrori con gli impatti devastanti che ne sarebbero derivati e contro il quale in pochissimi, insieme ad Enrico Mezzetti, ci battemmo. Occorre invece completare, rispettando il territorio, la riqualificazione della Trasversale stradale fino a Civitavecchia, che connette con tutte le principali reti su gomma, così come completare il raddoppio della ferrovia Viterbo-Capranica-Roma, per cui ci si sta già muovendo concretamente per farlo progredire da Bracciano a Vigna di Valle.</strong></p>



<p>Dentro la città si deve pensare con convinzione all’interramento della ferrovia, che può costituire il più grande progetto di trasformazione urbanistica, sapendo che – per il resto – occorre avere come bussola quella dello stop al consumo di suolo, di recupero e riqualificazione del costruito, di costante efficientamento energetico, di valorizzazione dei corridoi e delle reti ecologiche, a partire dall’Arcionello.</p>



<p><strong>Non possiamo poi dimenticare che il 2027, l’anno di conclusione della prossima consiliatura, sarà quello del centenario della “grande Viterbo”, che divenne capoluogo provinciale accorpando i paesi limitrofi.</strong>&nbsp;Non è bastato tanto tempo a far vivere un’unità pienamente sentita e vissuta tra il capoluogo e le frazioni, che pertanto – dopo l’abolizione delle circoscrizioni – devono trovare nuovi strumenti di rappresentanza delle proprie comunità e di valorizzazione dei propri territori nel contesto della città.</p>



<p>Tutto ciò, insieme all’ordinaria normalità di una buona ed efficiente manutenzione delle strade e del verde, di un’adeguata gestione del ciclo dei rifiuti, di un ri-utilizzo dei volumi e degli spazi pubblici, produce di per sé qualità della vita, legame sociale, senso di comunità, per giungere quindi a generare sicurezza di prossimità, senza alcuna necessità di approcci securitari, quelli che trovano nello stigma contro i diversi e i marginali il loro esorcismo spesso poco efficace. La pandemia ci ha ricordato – per quanto banale e scontato – quale sia il valore della salute (a proposito di lavoro ricordiamo che la più grande azienda della Tuscia è l’Asl), che deve essere certamente fatta di lotta alla malattia, ma è soprattutto costruzione del benessere individuale e sociale, come sperimenta la preziosissima esperienza della “Fattoria di Alice” voluta dal tenace amico Vito Ferrante e fortemente sostenuta dalla compianta Teresa Blasi.</p>



<p>Il fatto che alcune tra le candidature più forti a sindaco oggi prefigurantesi siano di donne giovani e pur esperte di amministrazione mi fa molto ben sperare che Viterbo sappia cogliere il tempo giusto della propria trasformazione nell’era del dopo-Covid19, sapendo che la politica non finisce con le elezioni e la delega a chi governa, ma deve necessariamente trovare alimento in una costante e responsabile partecipazione dei cittadini&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Valerio De Nardo</strong></p>



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<p>Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto&nbsp;dal fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee5">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>.&nbsp;Sono arrivati in redazione molti&nbsp;interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>
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		<title>&#8220;Una città viva e vivace, una città creativa, una città attraente, aperta al mondo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 16:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Margottini]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Claudio Margottini, docente cattedra Unesco dell'università di Firenze, interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti.Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto dal fondo del direttore Carlo Galeotti, Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…. Sono arrivati in redazione molti interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo pubblicare tutti gli interventi in un giorno. Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;&#8220;Caro direttore, leggiamo con molto interesse i numerosi interventi che, in questi giorni, cercano di contribuire alla futura azione di governo dei partiti che si candideranno alle elezioni comunali di Viterbo.</p>



<p><strong>Vorrei aggiungere ancora qualche elemento a tale interessante laboratorio di idee.</strong></p>



<p>Quello che credo sia fondamentale è la definizione del modello di città a cui si vuole ambire. Serve una visione di ciò che si vuole far diventare Viterbo nei prossimi 20-30 anni. Una strategia, forse un sogno, capace di indicare un percorso. Questa visione non deve essere solo ideologica ma pratica. Ricordo alcuni esempi del passato quando si decise di far diventare Viterbo città delle caserme, oppure polo universitario. Si trattava di strategie che avevano un respiro temporale ben più lungo delle singole amministrazioni.</p>



<p><strong>Nelle attuali condizioni è evidente che si debba puntare su una città che valorizzi il suo patrimonio per produrre nuova ricchezza. Una città viva e vivace, una città creativa, una città attraente, aperta al mondo.</strong></p>



<p>Per fare questo serve oggi una progettualità complessiva e non interventi spot. Una progettualità scaturita da una visione di futuro che preveda una rigenerazione urbana (non riqualificazione edilizia) funzionale all’obiettivo generale. Faccio un esempio. Se volessimo incrementare il turismo nel centro storico dovremmo provare a condensare in questo le nostre attrattività più importanti. Il museo civico, attualmente marginale a qualsiasi flusso turistico, potrebbe trovare spazio in un contenitore da rigenerare? Sempre come esempio, il palazzo della Banca d’Italia?</p>



<p><strong>La rigenerazione del vecchio ospedale va sicuramente in questa direzione, con l’auspicio che possa riportare nel centro storico molti lavoratori oggi dispersi in numerose sedi decentrate. E’ indubbio che il recupero del centro storico si può realizzare solo riportando attrattività turistica e funzioni sociali (uffici pubblici, università). Ovviamente, in una visione complessiva, dove i servizi aggiuntivi devono giocare un ruolo fondamentale, quali i parcheggi ed accessi facilitati ai luoghi di lavoro (es ascensori, scale mobili, ecc.).</strong></p>



<p>Con questa visione non escludo che molte persone possano decidere di tornare ad acquistare una casa in città, vicino alla propria sede di lavoro. Così come molti turisti potrebbero trovare, in un percorso pedonale, attrattività diversificate quali musei ed incredibili paesaggi urbani storici quali il quartiere medioevale. Si deve però fare massa critica in merito all’offerta turistica e culturale.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Claudio-Margottini2-1024x6361.jpeg" alt="" class="wp-image-1866" width="670" height="402" /><figcaption><strong>Claudio Margottini</strong></figcaption></figure>



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<p><strong>Altro aspetto da considerare sono poi le aree di prossimità. Nelle grandi metropoli sono le città di prossimità. Nel nostro caso sono le periferie e le frazioni che devono essere ripensate, con servizi locali equamente distribuiti, ma anche facilmente connessi al centro storico. Mi chiedo, a questo punto, se non sia addirittura pensabile ad un servizio pubblico gratuito che faciliti tali connessioni, quale quello della Francigena, considerato che le entrate economiche degli autobus non sono sicuramente il core business della società.</strong></p>



<p>Il tema dei collegamenti introduce il terzo elemento che deve essere studiato e programmato. Le connessioni fisiche e virtuali: dal resto d’Italia verso la città; all’interno della città ed aree di prossimità; una efficiente rete informatica. Si tratta di argomenti ben conosciuti e discussi anche da altri ma, senza dimenticare che, alcuni servizi pubblici, come pure privati, si potrebbero oggi svolgere in regime di smart working, consentendo così un maggiore raccordo tra lavoratori ed aree di residenza, contribuendo quindi a quella socialità di origine ed economia locale (per esempio famiglia, negozi, amicizie) che sono poi le nostre radici.</p>



<p><strong>Il modello di città smart, green e non climalterante, deve quindi essere alla base di questi ragionamenti. Sia per la fruizione della bellezza cittadina, per i servizi ma anche per l’imprenditoria locale. Esistono imprese ed aziende che hanno fatto della qualità e di prodotti eccezionali il loro successo. Questa imprenditoria deve essere aiutata e favorita in quanto, nel futuro, molte delle attività lavorative, e quindi occupazionali, saranno in questo segmento.</strong></p>



<p>Ultimo problema le risorse necessarie. Come da più parti riportato, nei prossimi anni ed in seguito al Pnrr, l’amministrazione comunale mobilizzerà, in varie forme, circa 100 milioni di euro. Non serve altro da aggiungere.</p>



<p><strong>In conclusione, caro direttore, mi sento di dire che un progetto di questo tipo dovrà poi essere gestito con rigorosità manageriale e non lasciato in mani impreparate. Per questo motivo servirà una squadra di persone esperte e capaci di trasformare in risultati concreti le varie sollecitazioni proposte.</strong>&nbsp;In altre parole si dovrà cambiare anche la macchina amministrativa, rendendola moderna e vicina ai migliori standard europei. Un cambiamento che deve partire dai vertici se è vero, come disse Napoleone Bonaparte, che non ci sono cattivi reggimenti, ma solo colonnelli incapaci&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Claudio Margottini<br></strong><strong>Docente cattedra&nbsp;</strong><strong>Unesco&nbsp;per la Prevenzione<br>e gestione sostenibile del rischio idrogeologico<br>dell’università di Firenze&nbsp;</strong></p>



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<p>Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto&nbsp;dal fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee4">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>.&nbsp;Sono arrivati in redazione molti&nbsp;interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>
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		<title>&#8220;Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-di-livello-politico-decente-ma-anche-idee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Galeotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Un ragionamento politico di un minimo di complessità in vista della prossima tornata elettorale. Si sconsiglia la lettura a chi non ha voglia di ragionare. Si vive ugualmente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</p>



<p>Visto che in pratica nessuno in questa fase elettorale parla della città ma solo di candidati sindaco, vogliamo riportare al centro dell’attenzione il futuro della città. In passato abbiamo già cercato, quasi unici, di elaborare idee per la città. Abbiamo tentato di immaginare una città diversa. Abbiamo lavorato con le idee che è la nostra vera vocazione.</p>



<p>Un breve inciso sulle candidature. A noi sembra che questa volta le due coalizioni di centrodestra o centrosinistra non possano evitare di mettere in campo i pezzi da novanta. Faccio due esempi di pezzi da novanta. Ovviamente sono pezzi da novanta nel panorama lillipuziano della politica nazionale e locale.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Viterbo-–-La-fontana-di-piazza-delle-Erbe-simbolo-della-decadenza-della-citta-1024x6831.jpg" alt="Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città" class="wp-image-1845"/><figcaption>Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città</figcaption></figure>



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<p>Ebbene in questo panorama ci sembra che le due coalizioni debbano mettere in campo il meglio che hanno in casa. E diciamo il meglio, senza star a vedere le nostre simpatie politiche. Facciamo due nomi. Il centrodestra, ammesso che sia un centrodestra e non semplicemente destra, non può non prendere in considerazione una candidatura tecnicamente di peso come quella di Mauro Rotelli. Rotelli ha delle caratteristiche politiche che ovviamente farebbero comodo alla città. Basti pensare alla vicinanza con quella, ci piaccia o non ci piaccia, e a chi scrive non piace neppure un po’, sarà una delle protagoniste della politica dei prossimi anni: Giorgia Meloni. Rotelli è uno dei personaggi più significativi nell’organigramma di FdI. Ha un filo diretto, se non direttissimo, con la leader. E allora avere un candidato sindaco di questo tipo e livello, per il centrodestra è dirimente. E un sindaco con queste caratteristiche potrebbe essere utile. Ovviamente bisogna capire quali sono le priorità di Rotelli. Per essere chiari: crediamo che, del tutto legittimamente, Rotelli potrebbe avere interessi politici personali per traiettorie del tutto diverse. Ripetiamo, nessun moralismo da quattro soldi, questo è del tutto legittimo. Ma il centrodestra non può fare a meno di una candidatura di questo tipo.&nbsp;</p>



<p>Stesso ragionamento si deve&nbsp;fare il centrosinistra. E anche in questo caso di nomi, ripeto tecnicamente e politicamente rilevanti, sono pochi. Ovviamente il primo nome non può non essere quello dell’assessora regionale Alessandra Troncarelli. Anche in questo caso un rapporto con Zingaretti e con i vertici regionali del Pd, non farebbe male a una candidatura. E non farebbe male a un futuro sindaco della città. Ovviamente anche qui bisogna capire quali siano gli interessi politici futuri personali, ribadiamo legittimi, di Troncarelli.</p>



<p>L’impressione però è che se le due coalizioni, che di recente non hanno certo dato buona prova di sé, le due amministrazioni Arena e Michelini stanno lì a testimoniare i danni fatti per la città, non riescono a presentare candidature pesanti, rischiano di essere vittime del “grillino” di turno che spunta fuori come fungo.&nbsp;&nbsp;Il riferimento non è al M5s attuale, se c’è ancora, ma a quell’area di elettorato protestataria e velleitaria, per molti aspetti ostile alle prassi democratiche, che a livello nazionale ha fatto disastri, che tutti paghiamo e pagheremo nei prossimi anni. Il tutto per dire che le due coalizioni non possono più giocare. E non è detto affatto che gli outsider siano meglio di chi ha almeno un minimo di esperienza politica e amministrativa. La politica non sarà un mestiere, ma è sicuramente un’arte e una competenza che non si può improvvisare. Tutto per dire che al peggio non c’è mai fine. Quello che è successo a livello nazionale ne è la prova.</p>



<p>Il centrodestra questa volta si gioca la faccia definitivamente. Il centrosinistra rischia di vedere un ballottaggio dalla poltrona di casa con due formazioni di centrodestra o destra in campo. Una ufficiale, l’altra sedicente al di là di destra e sinistra. Ma abbiamo visto a livello nazionale che cosa questo ha significato, sbandamento totale della politica e dello stato. Tanto che il presidente della repubblica, e fortunatamente che si tratta di un galantuomo come Mattarella, ci ha dovuto mettere una pezza.&nbsp;</p>



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<p><strong>La domanda è a questo punto: cosa intendono fare Rotelli e Troncarelli?</strong></p>



<p>Per quanto ci riguarda siamo andati a recuperare una nostra proposta programmatica che torniamo a sottoporre non solo alla politica, ma a chi in questa città lavora e produce. Arginando la latitanza della politica e i danni che fa. Arginando&nbsp;anche un livello di criminalità classica e mediatica&nbsp;certamente non normale in una democrazia. In uno stato di diritto.</p>



<p>Ovviamente chiunque si propone di andare ad amministrare Viterbo&nbsp;deve in primo luogo avere chiaro che&nbsp;la manutenzione della città è fondamentale. Come il rilancio economico. Ma questi livelli non sono affrontabili se non si ha un progetto di città a lungo temine. I due piani si tengono. E allora si dovrà mettere mano alla&nbsp;pulizia delle strade e al loro asfalto.&nbsp;Si dovrà programmare il taglio dell’erba (non è difficile, profetiamo che a primavera l’erba riinizierà a crescere…).&nbsp;Si dovranno curare fontane e monumenti.&nbsp;Si dovrà ripensare tutta la viabilità.&nbsp;Si dovrà rendere sicuri tutti i quartieri, iniziando da San Faustino per fare un esempio. Questo è il programma minimo obbligatorio. Il minimo sindacale. Ma allo stesso tempo, e proprio per fare queste cose essenziali, bisogna progettare il futuro della città. La sua prospettiva economica che non può non basarsi &nbsp;che su cultura e turismo. Bisogna inventare la Viterbo di domani. Ripetiamo: si può mettere mano allo stato di abbandono della città, si può metter riparo al degrado fisico e sociale della città, solo se si mettono in campo anche delle idee, delle progettualità. E per questo riproponiamo una proposta di non pochi anni fa, che non è diventata ancora, purtroppo, vecchia. Il che la dice lunga sulla nostra classe dirigente.&nbsp;</p>



<p>Qualche idea che, nel vuoto assoluto di idee attuale, vuole essere una proposta aperta e vuole aprire un confronto serio sul futuro della città.</p>



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<p><strong>Piattaforma Altolazio 2.0</strong>&nbsp;</p>



<p>Una piattaforma aperta, che si rivolge soprattutto ai produttori, lo ripetiamo. Una piattaforma aperta di cui svilupperemo le prime linee guida.</p>



<p>Premessa storica: negli anni Settanta i nostri avi, perlopiù contadini, si erano inventati una cosa che si chiamava Vertenza Altolazio o Piattaforma Altolazio. L’idea era quella di chiarire quali fossero le priorità per sviluppare la Tuscia. Vado a braccio. Probabilmente ci furono riunioni tra amministrazioni, partiti e sindacati e si individuarono le priorità. Sempre a braccio, ci sarà stato dentro il raddoppio della Cassia, l’interporto di Orte, i collegamenti ferroviari, la centrale di Montalto, il rilancio del settore agricolo, lo sviluppo del distretto ceramico di Civita e poi si sarà aggiunta l’università.</p>



<p>Forse i punti non saranno stati proprio questi, ma la sostanza non cambia. La piattaforma era utile per tutti. Era il quadro dentro al quale tutti si muovevano nel progettare e rivendicare. Qualcosa è stato fatto, qualcosa era sbagliato. Ma insomma, sul piano metodologico la cosa ha un senso. Ricordo ancora le manifestazioni sindacali con lo striscione con su scritto proprio “Vertenza Altolazio”.</p>



<p>Ora pensiamo che sia tempo di varare una nuova piattaforma. Una piattaforma che abbia il coraggio di puntare sull’iniziativa privata, che si basi sui cervelli e sulle mani che lavorano sul territorio e che hanno dato vita a qualcosa di concreto. Che coinvolga, se ne hanno voglia, pezzi di università. Quelli funzionanti ovviamente e che potrebbero avere ricadute concrete.</p>



<p>Diamo per scontato che alcune infrastrutture dovranno essere pur fatte: trasversale, Cassia, ferrovie. Ma le nuova piattaforma non punterà sugli atomi ma sui bit.&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Nicholas_Negroponte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicholas Negroponte</a>, quando lo incontrammo a Milano, ci disse più o meno: “Il mondo dei bit è fatto apposta per voi italiani”. E allora, tanto più è necessaria anche per noi una piattaforma 2.0. Una piattaforma che dovrà individuare le nuove infrastrutture culturali necessarie per la città e per la Tuscia tutta.</p>



<p>E invece di strade, la prima rivendicazione è quella di creare autostrade informatiche che ci permettano di usare la rete al massimo delle velocità. E poi la diffusione in ogni comune di connessioni wireless gratuite. La creazione di un modello modulare di smart city che si basi sulla green economy. A volte aver saltato la fase dell’industrializzazione può essere utile. Qui, però, ci vuole la competenza di chi già ha studiato la questione. A Viterbo non mancano le persone e le strutture giuste. Il problema è che, vista la totale assenza delle amministrazioni, la questione dovrà essere affrontata dai privati. Come dire dobbiamo fare da soli, sperando che le amministrazioni non giochino contro.</p>



<p>E poi va usata la rete nella maniera più efficace possibile. E qui ovviamente non si tratta di creare un portalino statico di presentazione di Viterbo e della Tuscia, che a dire il vero non esiste, almeno di livello. Quella che va creata è una infrastruttura web che abbia tutta la potenza dell’interazione, dei social network, della multimedialità, della comunicazione uno a uno istantanea, dell’aggiornamento in tempo reale… Tutte cose che fino a qualche anno fa erano scatole vuote, ma che ora sappiamo perfettamente maneggiare. Sono tecnologie ormai mature. Quello che va creato è un sistema web di comunicazione, che abbia come scopo quello di comunicare fuori dalle mura con la capitale, con Milano, Londra o New York…</p>



<p>Una infrastruttura che prevede una redazione vera che operi 24 ore su 24 con professionisti che sanno cosa stanno facendo.</p>



<p>Fin qui le infrastrutture principali. Che dovrebbero essere la testa del tutto.</p>



<p>Passiamo a costruire qualcosa in quello che Popper chiama Mondo tre. Passiamo ai contenuti infrastrutturali, come ci piace chiamarli. Immaginate che la Tuscia e Viterbo siano una zuppa inglese. Un torta fatta a strati. Ecco, come gran parte dei territori italiani densi di storia, anche la Tuscia e Viterbo è frutto di una stratificazione storica di estremo interesse.</p>



<p>Ogni strato è allo stesso tempo un circuito culturale – turistico – scientifico, come dire un mondo, e anche un vero e proprio brand da diffondere.</p>



<p>Iniziamo dalla torta più piccola: Viterbo.</p>



<p>Lo strato più antico è anche il più potente mediaticamente, non stiamo qui a spiegare il perché. È&nbsp;lo strato degli&nbsp;<strong>Etruschi</strong>&nbsp;e dei popoli preestruschi. Se avessimo avuto una classe dirigente seria, solo su questo strato si poteva costruire una intera economia, non è andata così. Viterbo vanta tre&nbsp;necropoli etrusche rupestri di una bellezza imbarazzante, il museo nazionale… e molto altro. &nbsp;Un esempio? Le meravigliose tagliate etrusche che segnano tutto il nostro territorio. Una nostra tagliata varrebbe un viaggio da Londra..</p>



<p>Subito dopo viene un altro pezzo forte e più classico:&nbsp;<strong>la città medioevale delle fontane, delle torri e dei profferli</strong>. Con tre o quattro monumenti centrali. A partire dalle mura castellane. E poi Santa Maria Nuova, piazza San Lorenzo, piazza San Pellegrino. Ma anche il brulichio di vie medioevali dei quartieri San Pellegrino e Pianoscarano… o il delizioso borgo di &nbsp;Bagnaia. Tutta roba che sul mercato turistico – culturale vale oro.</p>



<p>Andiamo oltre:&nbsp;<strong>la città dei papi</strong>. Vecchio brand che fino a poco tempo fa poteva sembrare usurato, ma che ora con papa Francesco, che sul piano mediatico turistico tira come un uragano, deve riessere usato a piene mani. Non spieghiamo come, ma un centinaio di idee le abbiamo.</p>



<p>Ora andiamo un po’ più in fretta.</p>



<p>Quarto strato:&nbsp;<strong>la città rinascimentale e barocca</strong>. Basti pensare a Villa Lante.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong><em>la città delle macchine portate a spalla</em></strong>. A Viterbo oltre alla macchina di Santa Rosa, c’è quella di Santa Maria Liberatrice, seicentesca e bellissima, e ci sono svariati trasporti dalla Madonna del Carmelo al Santissimo Salvatore. E poi ci sono state macchine da recuperare sparite nei meandri della storia. O le minimacchine…</p>



<p>Sesto strato:&nbsp;<strong>la città dei sapori</strong>. Basta ricordare: l’acquacotta, la susanella, i maccheroni con le noci, la pizza di pasqua e sua eccellenza la porchetta, portata col vino Est, Est, Est, alle olimpiadi di Monaco. Insomma sapori che fanno la storia e che non possono essere dimenticati.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Viterbo città dei teatri e dei festival</strong>. Poche parole: Unione, San Leonardo, Ferento… &nbsp;Tra passato e futuro: Tuscia operafestival, Caffeina,&nbsp;Tuscia Film fest…</p>



<p>Infine lo strato a cui teniamo di più:&nbsp;<strong>Viterbo città del cinema e del… mare</strong>. Anche un idiota avrebbe sfruttato il fatto che questa è la città di Fellini, Blasetti, Rosi, Zampa, Monicelli, Orson Welles… Questi grandi della fantasia ci hanno regalato immagini incredibili della città. Nei&nbsp;<em><strong>Vitelloni</strong></em>, il vecchio regista e teatrante, che si vuole fare l’aspirante drammaturgo di provincia, a piazza delle erbe chiede: “Dove è il mare? Andiamo al mare”, o qualcosa del genere. Dieci passi lungo il corso e, magia del cinema, si arriva in una spiaggia. Come non usare Fellini e questa incredibile immagine per “vendere” Viterbo nel Mondo? E allo stesso modo: come non usare l’immagine del palazzo papale, che ha sullo sfondo, dietro le bifore, il mare? Immagine dell’<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/othello-orson-welles" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Otello di Orson Welles</a>. Viterbo è stata ed è città del cinema e non esiste neppure un ufficio ad hoc per un regista che volesse venire a girare in città. Non esiste un itinerario turistico multimediale… Quando si dice la cialtroneria… Ma lasciamo stare…</p>



<p>Ora immaginate questi strati uno sopra l’altro con circuiti turistici – culturali orizzontali, ma anche con dei fili rossi che uniscono in vario modo i diversi punti dei vari strati. Chessò con un filo rosso che unisce sui vari strati la&nbsp;<strong>città dei mister</strong>i…la&nbsp;<strong>città dell’immaginario</strong>… la&nbsp;<strong>città dell’erotismo e del piacere</strong>…</p>



<p>Fin qui la città. Ma la stessa operazione va fatta per tutta la Tuscia cercando vecchi e nuovi brand e circuiti turistico culturali.</p>



<p>Ora la torta è più ampia ma anche più interessante. E qui andiamo proprio di corsa. Il centro della torta è ovviamente Civita di Bagnoregio. Che è diventato non solo un luogo del turismo mondiale, &nbsp;ma un luogo dell’immaginario mondiale.&nbsp;</p>



<p>Il primo strato di pan di Spagna questa volta però è ancora più antico. E dato dalle bellezze naturali.&nbsp;<strong>Tuscia terra di laghi, mare, pianure e montagne</strong>. Un circuito naturalistico di tutto rispetto che va dal lago di Vico alla Faggeta. Ci manca solo l’alta montagna.</p>



<p>Secondo:&nbsp;<strong>la terra degli Etruschi</strong>. E qui c’è poco da spiegare si va da Tarquinia a Viterbo. Da Vulci a Sutri. Il brand Etruschi ha una potenza di fascino e mistero secondo solo agli Egizi. Che dire: questo è oro puro. E coinvolti sono molti dei paesi della Tuscia. Per vedere tutto ci vogliono giorni. Altro che turisti mordi e fuggi.</p>



<p>Terzo:&nbsp;<strong>la Tuscia terra di itinerari religiosi</strong>. Dalla Francigena alla via dell’esilio di Santa Rosa.</p>



<p>Quarto:&nbsp;<strong>i castelli della Tuscia</strong>. La provincia è molto più bella della Loira da questo punto di vista. E questo brand non è stato mai usato sul serio.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong>la Tuscia medievale, rinascimentale e barocca</strong>. Qui gli strati sono tre.&nbsp;Pochi nomi Viterbo, Tarquinia, Caprarola, Bomarzo, Villa Lante, Forte Sangallo a Civita…</p>



<p>Sesto:&nbsp;<strong>Tuscia terra dei sapori contadini</strong>: la porchetta, le anguille marinate, l’acquacotta, il coregone, i maccheroni con le noci, i salumi e dolci tipici. Gli oli, i vini.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Tuscia set cinematografico</strong>. I film girati in provincia sono alcune centinaia. Tra i grandi registi Fellini e Pasolini. Nel Mondo, dalla Cina agli Usa, tutti conoscono Fellini, noi siamo stati il suo set, come si fa a tenerlo nascosto?</p>



<p>Ovviamente gli strati, i circuiti, i pacchetti turistico–culturali possono essere molti di più e si intersecano in vario modo. Il problema è trovare chi tenga le redini del tutto e chi si metta a lavorare sui vari circuiti. Ultimamente a Viterbo c’è chi ha iniziato a lavorare su alcuni aspetti e, da quello che si è capito, fortunatamente, ha iniziato a fare impresa col turismo. Ora si tratta di analizzare le iniziative che funzionano, capire se sono riproducibili, farle interagire tra di loro. Facendo capire che una iniziativa non lede l’altra, anzi la rafforza. Come dire: diamo vita a un distretto non industriale, ma di iniziative turistico – culturali. Le infrastrutture si dovranno adeguare. Tutto il sistema di ricezione e accoglienza dovrà gradualmente crescere. Gli atomi si dovranno adeguare ai bit. I “cantieri culturali” in Mondo tre faranno sorgere cantieri in Mondo uno. Con buona pace del buon vecchio Marx.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Carlo Galeotti</strong></p>
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		<title>Trasformiamo il centro storico in una bomboniera, dove si accede solo con mezzi pubblici ecosostenibili…</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/trasformiamo-il-centro-storico-in-una-bomboniera-dove-si-accede-solo-con-mezzi-pubblici-ecosostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bruna Rossetti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo – “Trasformiamo il nostro centro storico in una bomboniera dove si accede solo attraverso mezzi pubblici ecosostenibili…”. La presidente di Confcooperative Lazio nord Bruna Rossetti interviene nel dibattito sul futuro della città.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Non appena uscito&nbsp;l’articolo di fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee3">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>, è arrivata in redazione&nbsp;una&nbsp;raffica&nbsp;di interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>



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<p>&nbsp;– Caro direttore, se quello che hai riproposto nel tuo articolo fosse un programma elettorale mi piacerebbe essere uno degli attori principali della coalizione che lo ha redatto.</p>



<p>La zuppa inglese è un dolce antico che ha resistito al passare del tempo, è fatto di strati che fondono i loro sapori e generano un gusto profondo e intenso che sa di casa, di famiglia e di festa. Ecco questa dovrebbe essere la visione che un amministratore pubblico dovrebbe avere per progettare il futuro della nostra città.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Bruna-Rossetti-1024x6721.jpg" alt="" class="wp-image-1829" /><figcaption>Bruna Rossetti</figcaption></figure>



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<p>Mi permetto allora direttore di provare ad arricchire questo tuo dolce con piccoli contributi e ampie condivisioni su aspetti progettuali per il futuro che mi piacerebbe potesse avere la mia città. Lo faccio da un osservatorio diverso dal tuo, quello del mondo dell’imprenditoria ed in particolare quello della cooperazione che conosco meglio e che soprattutto mi ha formato a lavorare in team, perché come ci disse papa Francesco nell’accoglierci “la cooperativa è quando uno più uno fa tre”. La premessa però non sarà da imprenditrice, ma da cittadina.</p>



<p><strong>Iniziamo allora col pulire il vassoio della torta, perché di fatto questa città è sporca come mai lo era stata prima.</strong>&nbsp;<strong>Partiamo da noi utenti che, abbiamo indubbiamente l’esigenza di essere sensibilizzati ad avere un maggiore senso civico, ma per averlo bisogna avere servizi adeguati e non l’isola ecologica a Grotte Santo Stefano, dove magari chi non è munito di autovettura non può arrivare. Poi magari nel sensibilizzare parliamo anche di Tarip. Prima della caduta del consiglio comunale avevamo richiesto come associazione un incontro in consiglio proprio in tal senso.</strong></p>



<p>Parliamo poi di servizi degli uffici comunali dove, anche grazie alla pandemia, non si accede più! O meglio vi si accede per appuntamento, un appuntamento che può essere preso telefonicamente, semmai qualcuno rispondesse al telefono, o attraverso l’app Ufirst, semmai questa funzionasse. Quindi puoi recarti personalmente agli uffici, sperando di riuscire a parcheggiare per sentirti dire che….. devi prendere appuntamento e se al telefono non ti rispondono e l’app non funzionasse puoi mandare un’email, sempre che qualcuno a questa ti risponda.</p>



<p><strong>Caro direttore, ma non dicevi nel tuo articolo che a Viterbo c’erano imprenditori capaci anche di fare questi lavori? Sì in effetti io li conosco di bravi, ma intanto qui non funziona nulla e te la immagini una persona anziana a districarsi tra l’ecocentro di Grotte Santo Stefano e le email o la pseudo app dei servizi comunali?</strong></p>



<p>Ora negli strati della tua torta, fosse anche che il suo gusto è quello della cultura e del turismo io aggiungerei l’imprenditoria. Parto da quella che conosco, quanta imprenditoria sociale potrebbe co-progettare con il comune di Viterbo servizi sociali, magari anche con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, che tanto e con tanta generosità danno a questo territorio. Una progettazione non calata dall’alto, non quella distrettuale, ma quella che viene dalle esigenze delle fasce deboli presenti e spesso ombre non viste da alcuno. Forse o meglio certamente questo porterebbe anche a un coinvolgimento delle persone socialmente più emarginate che anziché essere un peso per la collettività diverrebbero valore aggiunto. Nel silenzio, senza proclami e nel nostro mondo abbiamo fatto e stiamo facendo questo con alcune associazioni, bello sarebbe se chi amministra volesse essere coinvolto e si mettesse in posizione di ascolto. Forse in questo modo potremmo risolvere anche i problemi dell’anziano alle prese con l’ecocentro e gli uffici comunali.</p>



<p>Non so in quale strato della torta collegarmi, ma certo so che Viterbo ha le sue frazioni e lo so con certezza perché a Grotte Santo Stefano ci sono nata e cresciuta ed ho assistito al suo declino, vedendola sempre più depauperata. Nel tuo intervento citi, a ragione, Villa Lante, ma credi che le frazioni offrono spettacoli naturali e persone eccezionali che si sono prodigate per mantenere vivo il loro paese. Allora perché non pensare a queste persone come valori spendibili? Mi viene in mente ad esempio la costituzione di cooperative di comunità dove lo stesso comune di Viterbo dovrebbe essere socio e partecipare attivamente alla vita del paese, allora si che sarebbe utile un assessorato dedicato.</p>



<p>Ancora pesco dalla mia vita quotidiana: il Poggino. Ci vivo gran parte della mia giornata quando sono a Viterbo. Chi sa quali sono le aziende che vi risiedono e cosa fanno? Credo che da parte delle varie amministrazioni non ce ne sia stata mai una che abbia voluto veramente capire cosa c’è in quella che è maldestramente definita la zona industriale di Viterbo. Senza se e senza ma proporrei agli amministratori di non farsi foto elettorali in cima al vialone del Poggino durante le campagne elettorali, ma a fare proprio questo patrimonio di imprese e “sfruttarlo”. Anche qui come sulle frazioni l’ascolto diverrebbe un punto di forza, ma non per creare sovrastrutture, ma per “utilizzare” i bravi imprenditori che offre questo territorio.</p>



<p><strong>Il centro della nostra città, basta guardare oltre, anche in vista del Pnrr, chiudiamo il centro storico, abbelliamolo, facciamone una bomboniera, dove si accede solo attraverso mezzi pubblici ecosostenibili che ti accompagnano all’ingresso del centro e ti fanno passeggiare tra monumenti e negozi. Creiamo un albergo diffuso dove il comune possa essere attore protagonista assieme ai privati, magari in una forma cooperativa.</strong>&nbsp;Non sono nuove le esperienze dove il comune riesce con una buona progettazione a farsi finanziare la ristrutturazione di edifici che poi da in gestione con lo strumento dell’albergo diffuso, non ci vuole molto, basta a volte avere l’umiltà e saper copiare.</p>



<p>Vorrei ancora poter contribuire con idee e condivisione, ma per essere leggera la chiudo qui e ti invio due bellissime foto che tutto il mondo conosce e che potrebbero essere il nostro biglietto da visita nella Viterbo citta di cinema arte cultura paesaggio e tradizioni.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Bruna Rossetti<br>Presidente Confcooperative Lazio Nord</strong></p>



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<p><strong>–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee3">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Va ascoltato il grido di dolore di Viterbo che ci chiede di essere salvata…</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/va-ascoltato-il-grido-di-dolore-di-viterbo-che-ci-chiede-di-essere-salvata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 16:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Bugiotti]]></category>
		<category><![CDATA[tusciaweb]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo – “È sotto gli occhi di tutti come Viterbo sia in decadenza dal punto di vista strutturale, culturale e sociale”. Paola Bugiotti prende parte al dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti sul futuro di Viterbo e della Tuscia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Non appena uscito&nbsp;l’articolo di fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee1">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>, è arrivata in redazione&nbsp;una&nbsp;raffica&nbsp;di interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>



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<p>&nbsp;– Caro direttore,&nbsp;intervengo per così dire ‘a cuore aperto’, da cittadina viterbese, su quanto da te esposto nell’<a rel="noreferrer noopener" href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee1" target="_blank">editoriale del giorno di San Valentino</a>.</p>



<p><strong>Non c’è dubbio che, in questo momento, l’attenzione di qualsiasi cittadino sia sul futuro della città. È sotto gli occhi di tutti come la nostra Viterbo sia in decadenza, dal punto di vista strutturale, culturale e sociale. Senza stare qui ad elencare le numerose problematiche che d’altra parte il tuo giornale non ha mai mancato di sottolineare e denunciare, ti dico che le tue proposte per un eventuale rilancio e sviluppo della città sono non solo altamente condivisibili ma anche condivise da chiunque abbia a cuore il bene di Viterbo e dei suoi cittadini.</strong></p>



<p>Come non essere d’accordo sulla necessità di provvedere alle urgenze: pulizia delle strade e cura del verde, restauro delle fontane, delle mura e dei monumenti, viabilità e sicurezza. Quel minimo sindacale, come lo definisci, che, senza scrivere libri dei sogni, ma cercando di rimanere con i piedi per terra, già sarebbe una grande cosa raggiungere.</p>



<p>Fatto questo, Viterbo offre una tale gamma di possibilità progettuali che veramente c’è solo l’imbarazzo della scelta: Viterbo avamposto dell’Etruria meridionale, cuore della Tuscia, città medievale, città di santa Rosa, città dei papi, rinascimentale, barocca, neoclassica e dell’architettura razionalista. Ancora: città universitaria, termale, del cinema, della musica e chi più ne ha più ne metta. Una città che aspetta solo di essere valorizzata per ciò che ‘è’ e ciò che ‘ha’, bella nella sua sobrietà e semplicità, di cui la cinta muraria è un’austera ed eloquente espressione. Senza naturalmente trascurare la periferia, dove ormai è dislocata la gran parte della popolazione e che merita di essere collegata, inclusa, resa parte di un unico tessuto economico e sociale.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Paola-Bugiotti-1-1024x6831.jpg" alt="" class="wp-image-1820" /><figcaption>Viterbo &#8211; Paola Bugiotti</figcaption></figure>



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<p><strong>Ma direttore, ti dico anche, in base alla mia prima e breve esperienza come amministratore, che dobbiamo riflettere sul perché la politica, che è fatta di cittadini e che pertanto ha a cuore il bene di Viterbo, o almeno la sua missione ne è il perseguimento, ha negli ultimi decenni deluso, talvolta perfino anche riguardo a quel ‘minimo sindacale’.</strong></p>



<p>Ecco credo che forse si debba ripensare il modo di fare politica, che oggi ha raggiunto, anche a livello nazionale, livelli di faziosità da derby calcistico: spesso divisa per partito preso (è il caso di dirlo) e senza una vera discussione sui temi. Credo che si debbano a questo punto deporre le armi e mettersi attorno a un tavolo per decidere la strada da prendere, una strada che possa far convergere le varie anime, unendole per perseguire un unico grande obiettivo che è quello di fermare il declino della città. Non c’è più tempo da perdere, incertezze su cui temporeggiare, argomenti su cui litigare: c’è una sola necessità per tutti, quella di ascoltare il grido di dolore con il quale Viterbo ci chiede di essere salvata.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Paola Bugiotti</strong> </p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Ex consigliera comunale &nbsp;<br>e dirigente scolastica</strong></p>



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<p><strong>Articoli:&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/trasformiamo-centro-storico-bomboniera-si-accede-solo-mezzi-pubblici-ecosostenibili1">Trasformiamo il centro storico in una bomboniera, dove si accede solo con mezzi pubblici ecosostenibili…</a>&nbsp;</strong><strong>di Bruna Rossetti – Presidente Confcooperative –&nbsp;&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee1">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>&nbsp;di Carlo Galeotti</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viterbo deve essere illuminata dal suo interno, dalla sua stessa energia</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/viterbo-deve-essere-illuminata-dal-suo-interno-dalla-sua-stessa-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 16:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo – “La città deve essere illuminata dal suo interno, dalla sua stessa energia. Dev’essere una luce che attrae. Non dev’essere episodicamente rischiarata da qualche pallido “riflettore” esterno che arriva in città, firma autografi, incassa e se ne va”. Paolo Manganiello interviene nel dibattito sul futuro della città.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Caro direttore, ho letto attentamente il tuo articolo su possibili candidati sindaco, di livello politico più o meno decente.</p>



<p>La situazione a Viterbo è quella ahimè da te descritta dettagliatamente ed efficacemente. Aggiungo che la città da circa una trentina d’anni a questa parte si trascina con difficoltà e incapacità da parte di amministratori, che non hanno saputo costruire nulla o, che anzi, hanno lasciato che tutto procedesse con stanca inerzia fino ad arrivare a questa situazione, che è sotto gli occhi di tutti.</p>



<p><strong>Mi riferisco al mio specifico settore ovviamente: la Cultura; ma a volte mi viene in mente che anche in altri ambiti le amministrazioni che si sono succedute hanno dimostrato seria incapacità e soprattutto depresso disinteresse per Viterbo e per i suoi cittadini. Si potrebbe ormai dire che nella Tuscia vantiamo la “città che muore”, la tanto blasonata Civita di Bagnoregio, e Viterbo: “La città morta”, o comunque esanime. Gli stessi amministratori da trent’anni saltellano da una parte all’altra nella sala consiliare, dalla maggioranza all’opposizione e viceversa, e tutto rimane com’è.</strong></p>



<p>Cambiano le strade (alcune anzi del tutto dimenticate), i sensi unici, aumentano le rotatorie, si moltiplicano (troppo) i centri commerciali in periferia, ma nulla veramente si modifica in una “prospettiva economica che non può non basarsi che su Cultura e Turismo”.</p>



<p>Si sono avvicendati tra le fila di chi dovrebbe occuparsi di Cultura, persone poco avvezze a tali argomenti, che si preoccupano di riempire cartelloni e farsi belle con foto di artisti più o meno noti in ambito nazionale.</p>



<p><strong>Bene, ci mancherebbe altro.&nbsp;Ma la Cultura è un’altra cosa.&nbsp;Da professionista in questo settore, più specificamente in ambito teatrale, qualche domanda me la faccio.&nbsp;Ma le forze del territorio?&nbsp;Coloro che hanno speso tempo e forze per acquisire competenze ed esperienze in questo specifico settore?&nbsp;Perché fino ad oggi non si è mai pensato di iniziare un percorso di collaborazione tra le professionalità, che la città offre, e le istituzioni?</strong></p>



<p>Mi viene da pensare che le motivazioni sono un po’ provinciali, nel senso più triste del termine: invitare un nome altisonante fa notizia e audience, è una “griffe”. È un’ottima cassa di risonanza per mettere in risalto il proprio nome o il proprio operato. Ma la Cultura (sempre maiuscolo) non ha nulla a che fare con questo. Il processo di organizzazione di un settore come quello culturale è lungo e attento. È, direi, un processo di (ri)educazione capillare di quelle persone che hanno perso il piacere per la Cultura, anche come tradizione.</p>



<p><strong>Il problema di una tradizione sta dunque nel cercarla, non nel riceverla. Lo afferma un grande storico e critico del teatro contemporaneo: Fabrizio Cruciani (e lo sottolinea proprio in merito alle nuove forme di rappresentazione che iniziarono a vedersi in Italia negli anni ’70). La tradizione vive quando si sta cercando, all’interno della stessa comunità. E se io non conosco ciò che è stato già fatto finisco col cercare (o comprare) cose già trovate, o peggio ancora col ricommettere gli stessi errori che le esperienze precedenti avevano già fatto.</strong></p>



<p>Fintanto che l’assessore incaricato svolge di fatto un lavoro di impresario o imprenditore della Cultura, perde la sua reale funzione. Non si occupa della Cosa Pubblica, svolge un lavoro che non gli compete.</p>



<p>Resto invece totalmente d’accordo con quanto più volte sottolineato – predicato – dall’amico Alfonso Antoniozzi: l’assessore deve saper coordinare e orchestrare le proposte, i progetti, le iniziative, le associazioni. Deve saper fare squadra, aprire sinergie, segnalare e dare indicazioni su bandi e concorsi. Deve raccogliere le esigenze del territorio e cercare di modularle in programmi e idee. L’assessore valuta, soppesa, ripensa, e poi semmai decide, ma senza pregiudizi né chiusure. L’assessore non deve partire necessariamente con la sua “idea di città” (locuzione tanto di moda negli ultimi anni), ma se la deve far venire una volta che ha preso le redini di una gestione condivisa, pubblica e plurale con le forze del territorio, con un intento affatto educativo di crescita e sviluppo, valorizzando ciò che si ha e facendone motivo di attrazione per turisti e per chi in città non conosce le proprie risorse.</p>



<p><strong>Lo condivido da anni: la città deve essere illuminata dal suo interno, dalla sua stessa energia. Dev’essere una luce che attrae. Non dev’essere episodicamente rischiarata da qualche pallido “riflettore” esterno che arriva in città, firma autografi, incassa e se ne va. Così – come per altro si è già visto troppe volte – non resta nulla: qualche foto, qualche articolo di giornale, pochi manifesti, e basta.</strong></p>



<p>I nomi di gran vaglia sono sicuramente importanti e di certo se ben impiegati possono essere assai funzionali a sensibilizzare il pubblico e più in generale i cittadini, ma non devono essere solo episodi. Devono far parte di un programma efficace, funzionali ad un progetto coerente a più voci: Culturale e Educativo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Paolo-Manganiello11.jpg" alt="" class="wp-image-1826" width="669" height="451" /><figcaption>Paolo Manganiello</figcaption></figure>



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<p>Sono molto in linea con quanto presentato e condiviso in queste ore da Alfonso e da Chiara Frontini, durante la conferenza stampa a viale Raniero Capocci, di fronte ai cartelloni con su scritto “È ora”. Ho ascoltato attentamente le loro parole e l’entusiasmo e le idee chiare che ho ascoltato mi hanno dato sicurezza ed ammirazione circa quello che stanno preparando, lavorando con competenza e concretezza. Finalmente progetti sulla Cultura, senza chiacchiere al vento o utopie buttate là senza la minima cognizione.</p>



<p><strong>Etruschi, Macchina di Santa Rosa, il centro storico, i papi, il Rinascimento e il Barocco, i set cinematografici, i teatri e i festival, l’enogastronomia: tutto questo, caro direttore, da te citato nell’articolo (Piattaforma Altolazio 2.0), mi sembra sorprendentemente affine a quanto esposto in pubblico, altrettanto chiaramente, da Antoniozzi.</strong></p>



<p>E questa affinità mi sembra suggerire una sorta di “Unione d’amorosi sensi” per Viterbo e per ciò che offre, ma ancor di più per ciò che potenzialmente potrebbe regalare se gestita con altrettanto amore e competenza. Non basta amarla.</p>



<p><strong>Bisogna saperla amare.&nbsp;Bisogna comprenderne tanto le potenzialità quanto i bisogni. Bisogna inizialmente accarezzarla con le giuste idee e con professionalità.&nbsp;Bisogna avere attenzione e rispetto per chi la vive e per chi la visita.</strong></p>



<p>Per visitarla bastano poche ore. Ed è per questo dunque che dobbiamo imparare a raccontarla, e per farlo ci vogliono giorni, rappresentazioni, musei, iniziative ed eventi, finalizzati ad affascinare e trattenere l’ospite e a condividere l’importanza e la “bellezza” di una città che fino a ieri è stata dimenticata e male usata per scopi più funzionali ad una politica stantia e obsoleta.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Paolo Manganiello</strong></p>



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<p><strong>Articoli:&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/rilanciare-viterbo-necessaria-maggioranza-coesa-al-governo-della-citta">Per rilanciare Viterbo è necessaria una maggioranza coesa al governo della città…</a>&nbsp;di Giovanni Maria Arena&nbsp;&nbsp;–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/va-ascoltato-il-grido-di-dolore-con-il-quale-viterbo-ci-chiede-di-essere-salvata1">Va ascoltato il grido di dolore di Viterbo che ci chiede di essere salvata…</a>&nbsp;di Paola Bugiotti&nbsp;&nbsp;–&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/trasformiamo-centro-storico-bomboniera-si-accede-solo-mezzi-pubblici-ecosostenibili2">Trasformiamo il centro storico in una bomboniera, dove si accede solo con mezzi pubblici ecosostenibili…</a>&nbsp;di Bruna Rossetti – Presidente Confcooperative –&nbsp;&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee2">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>&nbsp;di Carlo Galeotti</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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