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	<title>elezioni comunali &#8211; Tusciaweb</title>
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	<description>Il giornale della Tuscia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Dec 2024 15:26:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Chiara Frontini: “Mi candido alla guida della città” </title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/chiara-frontini-mi-candido-alla-guida-della-citta-di-daniele-camilli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 16:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Frontini]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Chiara Frontini del movimento 2020 scioglie tutte le riserve e si candida a sindaca della città dei Papi. “Azione, responsabilità, coraggio, determinazione, unità e speranza”. Le parole d’ordine di Chiara Frontini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– “Mi candido alla guida della città”. Chiara Frontini del movimento 2020 scioglie tutte le riserve e si candida a sindaca di Viterbo in vista delle prossime elezioni comunali previste per il mese di maggio.</p>



<p>”Azione, responsabilità, coraggio, determinazione, unità e speranza”. Queste le parole d’ordine lanciate questa mattina da Chiara Frontini a piazza del comune, Viterbo, dove si è svolta la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image"><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.281.jpg"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.28-550x3671.jpg" alt="Viterbo - Chiara Frontini" class="wp-image-843004" /></a></figure>



<p><strong>Viterbo – Chiara Frontini</strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>”Vogliamo unire la città sotto un’unica identità. L’essere viterbesi per tutti – ha detto Frontini – avvicinando gli abitanti di una città, sempre più divisa, gli uni agli altri”.</p>



<p>In piazza c’è tutto il movimento. Tra loro anche Marco Ciorba, Maria Rita De Alexandris e Stefano Polacchi.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image"><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.291.jpg"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.29-550x3671.jpg" alt="Viterbo - Chiara Frontini" class="wp-image-843003" /></a></figure>



<p><strong>Viterbo – Chiara Frontini</strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>”Ci sono luoghi e momenti che hanno deciso la storia di questa città – ha aggiunto Chiara Frontini -. Piazza del comune è uno di quei luoghi dove si scrive la storia della città. È il luogo dove si affaccia il comune. Un comune che è di tutti. La casa dove vogliamo che tutti i cittadini si sentano ascoltati e accolti, dove potranno trovare soluzioni e risposte ai problemi della città“.</p>



<p>Il discorso di Frontini dura 5 minuti in tutto. Nessuna domanda a fine conferenza. La candidata sindaca saluta tutti e se ne va.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image"><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.29-11.jpg"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-25-at-12.39.29-1-550x3671.jpg" alt="Viterbo - Chiara Frontini" class="wp-image-843001" /></a></figure>



<p><strong>Viterbo – Chiara Frontini</strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p>”Oggi è il giorno che questa squadra civica si prende la più grande responsabilità di sempre, da quando siamo nati. La responsabilità di dare un buon governo che risponda solo ai cittadini viterbesi“.</p>



<p>Viterbo fino ad oggi è stata malgovernata ma rischia anche di essere preparata e incerta. Servono capacità nuove è un nuovo sistema. Per una vitta pulita, competente, moderna e fraterna”.</p>



<p>”Viterbo è una città economicamente e socialmente depressa. Dobbiamo riscoprire la bellezza e ricominciare ad amare Viterbo ogni giorno, perché il cambiamento dipende dalle nostre azioni”.</p>



<p>“Serve consapevolezza e responsabilità civica – ha concluso Chiara Frontini -. Serve una città di Viterbo che sia finalmente protagonista in Italia e in Europa”.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Daniele Camilli</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;In una città come Viterbo va riaffermata l’idea della centralità del diritto al lavoro e del lavoro come cultura…&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/in-una-citta-come-viterbo-va-riaffermata-lidea-della-centralita-del-diritto-al-lavoro-e-del-lavoro-come-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 17:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio De Nardo]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavelina.eu/?p=1876</guid>

					<description><![CDATA[Viterbo - Valerio De Nardo interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti.Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto dal fondo del direttore Carlo Galeotti, Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…. Sono arrivati in redazione molti interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo pubblicare tutti gli interventi in un giorno. Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;&#8220;Caro direttore, accolgo il tuo invito, in vista delle elezioni per il sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ad “aprire un confronto serio sul futuro della città” e provo a parteciparvi.</p>



<p><strong>Sul tuo giornale ho tenuto per anni la rubrica “L’opinione di uno sporco comunista” e ancora sorrido ricordando quando imponesti quel titolo, che suonava come un’eco ironica rivolta al mio essere cocciutamente attaccato alle vecchie radici politiche e culturali, ma al contempo rivolta anche nei confronti di una città impastata di stantii luoghi comuni.</strong></p>



<p>Vedere oggi tutti mangiare pane e transizione ecologica mi conforta nell’idea che la mia militanza sul versante ecologista della sinistra, negli ultimi decenni dello scorso millennio, avesse solide ragioni. Ma, ora come allora, occorrono – come giustamente scrivi tu – persone in grado di realizzare le buone idee che si devono avere, pensando globalmente e agendo localmente aggiungerei io, ricordando gli efficaci slogan di allora.</p>



<p><strong>Per trovare quelle buone idee cercherei di non trascurare il fatto che dall’elezione a sindaco di Giovanni Arena ad oggi il mondo ha subito una trasformazione repentina e profondissima. Oggi occorre forse una “piattaforma Alto Lazio 4.0”, che riprenda e evolva i temi della tua 2.0. La pandemia è uno spartiacque tra un prima e un dopo. I luoghi, la “densità antropica” al loro interno, i flussi di spostamento materiale di persone e merci non saranno più come prima della comparsa di Sars-CoV-2. La biopolitica e il biopotere non sono a mio parere invenzioni di anziani filosofi no-vax (e lo dice un sì-vax convinto come me), ma dati di fatto che oggi, dentro una realtà sempre più connotata da interconnessione, big data, intelligenza artificiale e automazione, fanno della libertà e della creatività degli individui e del legame sociale tra essi i valori fondamentali sui quali investire.</strong></p>



<p>In un mondo nel quale l’accrescersi spaventoso delle diseguaglianze è una vera e propria emergenza planetaria, occorre battersi per i diritti e contro i dritti. È inderogabile che chiunque amministri la città faccia della lotta alle povertà, soprattutto a quelle più marginali, nascoste, difficili da raggiungere, una priorità. Le amministrazioni pubbliche non devono sostituirsi a coloro che già operano in questi territori di sofferenza se non di disperazione, ma devono sostenerli e andare oltre e più a fondo di essi nel raggiungere e nell’aiutare chi ha bisogno a trarsi dalla condizione di difficoltà.</p>



<p><strong>In una città come Viterbo va riaffermata l’idea della centralità del diritto al lavoro e del lavoro come cultura. I lavori più qualificati e quelli più faticosi, quelli intellettuali e quelli materiali, devono reciprocamente riconoscere il loro valore e la loro connessione quali elementi portanti e qualificanti del tessuto sociale, sul quale cucire altresì i momenti e le ragioni dell’inclusione di lavoratrici e lavoratori immigrati.</strong></p>



<p><strong>In tale contesto va affermata la cultura come lavoro, come occasione di investimento e di reddito, sfruttando i nostri giacimenti storico-architettonici a fini turistici, ma anche realizzando e distribuendo prodotti del contemporaneo.</strong>&nbsp;Il progetto della cittadella della cultura all’ex Ospedale vecchio degli infermi può rappresentare un momento utile di sintesi, così come l’intento di rilancio del teatro dell’Unione.&nbsp;<strong>In quest’ottica ho apprezzato la tua iniziativa dei Pirati della bellezza. Ancor più in tale ambito è possibile generare vicinanza, integrazione, legame sociale: quei bisogni che la pandemia ci ha reso ancora più evidenti nella loro essenzialità e che devono trovare nel mondo scolastico il proprio terreno di coltura (fa bene rammentare la radice etimologica della parola cultura…).</strong></p>



<p>E qui giunge il gancio e il nodo con il mondo dell’università e dell’impresa, che dovranno necessariamente essere protagonisti autonomi ma connessi della transizione postpandemica, sapendo che la sfida ambientale, il contrasto al cambiamento climatico e al riscaldamento globale, la tutela della biodiversità non sono impegni per il futuro, ma strumenti per disegnare scenari alternativi ad un presente che pone la specie umana e il vivente non umano a rischio di sopravvivenza. Sfida da vincere esaltando le realtà innovative – qualcuna peraltro già avendola in città – creando nuova conoscenza, sviluppando e applicando tecnologie sostenibili, ma anche tutelando le eccellenze che abbiamo nella filiera enogastronomica, e, alla fine così generando ulteriore nuova e buona occupazione. Intanto piantiamo pure qualcuno dei mille miliardi di alberi in più che il G20 ha previsto siano messi a dimora sulla terra da qui al 2030, oltre ad abbatterne di quelli che abbiamo…</p>



<p><strong>In questo contesto si possono seppellire le idee sbagliate, come quella dell’aeroporto, che voleva fare di Viterbo una Ciampino di cui replicare gli errori e gli orrori con gli impatti devastanti che ne sarebbero derivati e contro il quale in pochissimi, insieme ad Enrico Mezzetti, ci battemmo. Occorre invece completare, rispettando il territorio, la riqualificazione della Trasversale stradale fino a Civitavecchia, che connette con tutte le principali reti su gomma, così come completare il raddoppio della ferrovia Viterbo-Capranica-Roma, per cui ci si sta già muovendo concretamente per farlo progredire da Bracciano a Vigna di Valle.</strong></p>



<p>Dentro la città si deve pensare con convinzione all’interramento della ferrovia, che può costituire il più grande progetto di trasformazione urbanistica, sapendo che – per il resto – occorre avere come bussola quella dello stop al consumo di suolo, di recupero e riqualificazione del costruito, di costante efficientamento energetico, di valorizzazione dei corridoi e delle reti ecologiche, a partire dall’Arcionello.</p>



<p><strong>Non possiamo poi dimenticare che il 2027, l’anno di conclusione della prossima consiliatura, sarà quello del centenario della “grande Viterbo”, che divenne capoluogo provinciale accorpando i paesi limitrofi.</strong>&nbsp;Non è bastato tanto tempo a far vivere un’unità pienamente sentita e vissuta tra il capoluogo e le frazioni, che pertanto – dopo l’abolizione delle circoscrizioni – devono trovare nuovi strumenti di rappresentanza delle proprie comunità e di valorizzazione dei propri territori nel contesto della città.</p>



<p>Tutto ciò, insieme all’ordinaria normalità di una buona ed efficiente manutenzione delle strade e del verde, di un’adeguata gestione del ciclo dei rifiuti, di un ri-utilizzo dei volumi e degli spazi pubblici, produce di per sé qualità della vita, legame sociale, senso di comunità, per giungere quindi a generare sicurezza di prossimità, senza alcuna necessità di approcci securitari, quelli che trovano nello stigma contro i diversi e i marginali il loro esorcismo spesso poco efficace. La pandemia ci ha ricordato – per quanto banale e scontato – quale sia il valore della salute (a proposito di lavoro ricordiamo che la più grande azienda della Tuscia è l’Asl), che deve essere certamente fatta di lotta alla malattia, ma è soprattutto costruzione del benessere individuale e sociale, come sperimenta la preziosissima esperienza della “Fattoria di Alice” voluta dal tenace amico Vito Ferrante e fortemente sostenuta dalla compianta Teresa Blasi.</p>



<p>Il fatto che alcune tra le candidature più forti a sindaco oggi prefigurantesi siano di donne giovani e pur esperte di amministrazione mi fa molto ben sperare che Viterbo sappia cogliere il tempo giusto della propria trasformazione nell’era del dopo-Covid19, sapendo che la politica non finisce con le elezioni e la delega a chi governa, ma deve necessariamente trovare alimento in una costante e responsabile partecipazione dei cittadini&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Valerio De Nardo</strong></p>



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<p>Continuano ad arrivare interventi per il dibattito sul futuro della città aperto&nbsp;dal fondo del direttore Carlo Galeotti,&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee5">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a>.&nbsp;Sono arrivati in redazione molti&nbsp;interventi di esponenti della società civile, della politica e di cittadini sul futuro di Viterbo e della Tuscia. Un segno di quanto tutti i cittadini tengano a questa terra. Un segno di quanto siano tutti consapevoli della sua bellezza e del suo incanto. Ma allo stesso tempo di quanto sia stata abbandonata. Ovviamente non possiamo&nbsp;pubblicare tutti gli interventi in un giorno.&nbsp;Assicuriamo che tutti gli interventi verranno pubblicati man mano nei prossimi giorni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…&#8221;</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-di-livello-politico-decente-ma-anche-idee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Galeotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viterbo - Un ragionamento politico di un minimo di complessità in vista della prossima tornata elettorale. Si sconsiglia la lettura a chi non ha voglia di ragionare. Si vive ugualmente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;– Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</p>



<p>Visto che in pratica nessuno in questa fase elettorale parla della città ma solo di candidati sindaco, vogliamo riportare al centro dell’attenzione il futuro della città. In passato abbiamo già cercato, quasi unici, di elaborare idee per la città. Abbiamo tentato di immaginare una città diversa. Abbiamo lavorato con le idee che è la nostra vera vocazione.</p>



<p>Un breve inciso sulle candidature. A noi sembra che questa volta le due coalizioni di centrodestra o centrosinistra non possano evitare di mettere in campo i pezzi da novanta. Faccio due esempi di pezzi da novanta. Ovviamente sono pezzi da novanta nel panorama lillipuziano della politica nazionale e locale.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Viterbo-–-La-fontana-di-piazza-delle-Erbe-simbolo-della-decadenza-della-citta-1024x6831.jpg" alt="Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città" class="wp-image-1845"/><figcaption>Viterbo – La fontana di piazza delle Erbe simbolo della decadenza della città</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Ebbene in questo panorama ci sembra che le due coalizioni debbano mettere in campo il meglio che hanno in casa. E diciamo il meglio, senza star a vedere le nostre simpatie politiche. Facciamo due nomi. Il centrodestra, ammesso che sia un centrodestra e non semplicemente destra, non può non prendere in considerazione una candidatura tecnicamente di peso come quella di Mauro Rotelli. Rotelli ha delle caratteristiche politiche che ovviamente farebbero comodo alla città. Basti pensare alla vicinanza con quella, ci piaccia o non ci piaccia, e a chi scrive non piace neppure un po’, sarà una delle protagoniste della politica dei prossimi anni: Giorgia Meloni. Rotelli è uno dei personaggi più significativi nell’organigramma di FdI. Ha un filo diretto, se non direttissimo, con la leader. E allora avere un candidato sindaco di questo tipo e livello, per il centrodestra è dirimente. E un sindaco con queste caratteristiche potrebbe essere utile. Ovviamente bisogna capire quali sono le priorità di Rotelli. Per essere chiari: crediamo che, del tutto legittimamente, Rotelli potrebbe avere interessi politici personali per traiettorie del tutto diverse. Ripetiamo, nessun moralismo da quattro soldi, questo è del tutto legittimo. Ma il centrodestra non può fare a meno di una candidatura di questo tipo.&nbsp;</p>



<p>Stesso ragionamento si deve&nbsp;fare il centrosinistra. E anche in questo caso di nomi, ripeto tecnicamente e politicamente rilevanti, sono pochi. Ovviamente il primo nome non può non essere quello dell’assessora regionale Alessandra Troncarelli. Anche in questo caso un rapporto con Zingaretti e con i vertici regionali del Pd, non farebbe male a una candidatura. E non farebbe male a un futuro sindaco della città. Ovviamente anche qui bisogna capire quali siano gli interessi politici futuri personali, ribadiamo legittimi, di Troncarelli.</p>



<p>L’impressione però è che se le due coalizioni, che di recente non hanno certo dato buona prova di sé, le due amministrazioni Arena e Michelini stanno lì a testimoniare i danni fatti per la città, non riescono a presentare candidature pesanti, rischiano di essere vittime del “grillino” di turno che spunta fuori come fungo.&nbsp;&nbsp;Il riferimento non è al M5s attuale, se c’è ancora, ma a quell’area di elettorato protestataria e velleitaria, per molti aspetti ostile alle prassi democratiche, che a livello nazionale ha fatto disastri, che tutti paghiamo e pagheremo nei prossimi anni. Il tutto per dire che le due coalizioni non possono più giocare. E non è detto affatto che gli outsider siano meglio di chi ha almeno un minimo di esperienza politica e amministrativa. La politica non sarà un mestiere, ma è sicuramente un’arte e una competenza che non si può improvvisare. Tutto per dire che al peggio non c’è mai fine. Quello che è successo a livello nazionale ne è la prova.</p>



<p>Il centrodestra questa volta si gioca la faccia definitivamente. Il centrosinistra rischia di vedere un ballottaggio dalla poltrona di casa con due formazioni di centrodestra o destra in campo. Una ufficiale, l’altra sedicente al di là di destra e sinistra. Ma abbiamo visto a livello nazionale che cosa questo ha significato, sbandamento totale della politica e dello stato. Tanto che il presidente della repubblica, e fortunatamente che si tratta di un galantuomo come Mattarella, ci ha dovuto mettere una pezza.&nbsp;</p>



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<p><strong>La domanda è a questo punto: cosa intendono fare Rotelli e Troncarelli?</strong></p>



<p>Per quanto ci riguarda siamo andati a recuperare una nostra proposta programmatica che torniamo a sottoporre non solo alla politica, ma a chi in questa città lavora e produce. Arginando la latitanza della politica e i danni che fa. Arginando&nbsp;anche un livello di criminalità classica e mediatica&nbsp;certamente non normale in una democrazia. In uno stato di diritto.</p>



<p>Ovviamente chiunque si propone di andare ad amministrare Viterbo&nbsp;deve in primo luogo avere chiaro che&nbsp;la manutenzione della città è fondamentale. Come il rilancio economico. Ma questi livelli non sono affrontabili se non si ha un progetto di città a lungo temine. I due piani si tengono. E allora si dovrà mettere mano alla&nbsp;pulizia delle strade e al loro asfalto.&nbsp;Si dovrà programmare il taglio dell’erba (non è difficile, profetiamo che a primavera l’erba riinizierà a crescere…).&nbsp;Si dovranno curare fontane e monumenti.&nbsp;Si dovrà ripensare tutta la viabilità.&nbsp;Si dovrà rendere sicuri tutti i quartieri, iniziando da San Faustino per fare un esempio. Questo è il programma minimo obbligatorio. Il minimo sindacale. Ma allo stesso tempo, e proprio per fare queste cose essenziali, bisogna progettare il futuro della città. La sua prospettiva economica che non può non basarsi &nbsp;che su cultura e turismo. Bisogna inventare la Viterbo di domani. Ripetiamo: si può mettere mano allo stato di abbandono della città, si può metter riparo al degrado fisico e sociale della città, solo se si mettono in campo anche delle idee, delle progettualità. E per questo riproponiamo una proposta di non pochi anni fa, che non è diventata ancora, purtroppo, vecchia. Il che la dice lunga sulla nostra classe dirigente.&nbsp;</p>



<p>Qualche idea che, nel vuoto assoluto di idee attuale, vuole essere una proposta aperta e vuole aprire un confronto serio sul futuro della città.</p>



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<p><strong>Piattaforma Altolazio 2.0</strong>&nbsp;</p>



<p>Una piattaforma aperta, che si rivolge soprattutto ai produttori, lo ripetiamo. Una piattaforma aperta di cui svilupperemo le prime linee guida.</p>



<p>Premessa storica: negli anni Settanta i nostri avi, perlopiù contadini, si erano inventati una cosa che si chiamava Vertenza Altolazio o Piattaforma Altolazio. L’idea era quella di chiarire quali fossero le priorità per sviluppare la Tuscia. Vado a braccio. Probabilmente ci furono riunioni tra amministrazioni, partiti e sindacati e si individuarono le priorità. Sempre a braccio, ci sarà stato dentro il raddoppio della Cassia, l’interporto di Orte, i collegamenti ferroviari, la centrale di Montalto, il rilancio del settore agricolo, lo sviluppo del distretto ceramico di Civita e poi si sarà aggiunta l’università.</p>



<p>Forse i punti non saranno stati proprio questi, ma la sostanza non cambia. La piattaforma era utile per tutti. Era il quadro dentro al quale tutti si muovevano nel progettare e rivendicare. Qualcosa è stato fatto, qualcosa era sbagliato. Ma insomma, sul piano metodologico la cosa ha un senso. Ricordo ancora le manifestazioni sindacali con lo striscione con su scritto proprio “Vertenza Altolazio”.</p>



<p>Ora pensiamo che sia tempo di varare una nuova piattaforma. Una piattaforma che abbia il coraggio di puntare sull’iniziativa privata, che si basi sui cervelli e sulle mani che lavorano sul territorio e che hanno dato vita a qualcosa di concreto. Che coinvolga, se ne hanno voglia, pezzi di università. Quelli funzionanti ovviamente e che potrebbero avere ricadute concrete.</p>



<p>Diamo per scontato che alcune infrastrutture dovranno essere pur fatte: trasversale, Cassia, ferrovie. Ma le nuova piattaforma non punterà sugli atomi ma sui bit.&nbsp;<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Nicholas_Negroponte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicholas Negroponte</a>, quando lo incontrammo a Milano, ci disse più o meno: “Il mondo dei bit è fatto apposta per voi italiani”. E allora, tanto più è necessaria anche per noi una piattaforma 2.0. Una piattaforma che dovrà individuare le nuove infrastrutture culturali necessarie per la città e per la Tuscia tutta.</p>



<p>E invece di strade, la prima rivendicazione è quella di creare autostrade informatiche che ci permettano di usare la rete al massimo delle velocità. E poi la diffusione in ogni comune di connessioni wireless gratuite. La creazione di un modello modulare di smart city che si basi sulla green economy. A volte aver saltato la fase dell’industrializzazione può essere utile. Qui, però, ci vuole la competenza di chi già ha studiato la questione. A Viterbo non mancano le persone e le strutture giuste. Il problema è che, vista la totale assenza delle amministrazioni, la questione dovrà essere affrontata dai privati. Come dire dobbiamo fare da soli, sperando che le amministrazioni non giochino contro.</p>



<p>E poi va usata la rete nella maniera più efficace possibile. E qui ovviamente non si tratta di creare un portalino statico di presentazione di Viterbo e della Tuscia, che a dire il vero non esiste, almeno di livello. Quella che va creata è una infrastruttura web che abbia tutta la potenza dell’interazione, dei social network, della multimedialità, della comunicazione uno a uno istantanea, dell’aggiornamento in tempo reale… Tutte cose che fino a qualche anno fa erano scatole vuote, ma che ora sappiamo perfettamente maneggiare. Sono tecnologie ormai mature. Quello che va creato è un sistema web di comunicazione, che abbia come scopo quello di comunicare fuori dalle mura con la capitale, con Milano, Londra o New York…</p>



<p>Una infrastruttura che prevede una redazione vera che operi 24 ore su 24 con professionisti che sanno cosa stanno facendo.</p>



<p>Fin qui le infrastrutture principali. Che dovrebbero essere la testa del tutto.</p>



<p>Passiamo a costruire qualcosa in quello che Popper chiama Mondo tre. Passiamo ai contenuti infrastrutturali, come ci piace chiamarli. Immaginate che la Tuscia e Viterbo siano una zuppa inglese. Un torta fatta a strati. Ecco, come gran parte dei territori italiani densi di storia, anche la Tuscia e Viterbo è frutto di una stratificazione storica di estremo interesse.</p>



<p>Ogni strato è allo stesso tempo un circuito culturale – turistico – scientifico, come dire un mondo, e anche un vero e proprio brand da diffondere.</p>



<p>Iniziamo dalla torta più piccola: Viterbo.</p>



<p>Lo strato più antico è anche il più potente mediaticamente, non stiamo qui a spiegare il perché. È&nbsp;lo strato degli&nbsp;<strong>Etruschi</strong>&nbsp;e dei popoli preestruschi. Se avessimo avuto una classe dirigente seria, solo su questo strato si poteva costruire una intera economia, non è andata così. Viterbo vanta tre&nbsp;necropoli etrusche rupestri di una bellezza imbarazzante, il museo nazionale… e molto altro. &nbsp;Un esempio? Le meravigliose tagliate etrusche che segnano tutto il nostro territorio. Una nostra tagliata varrebbe un viaggio da Londra..</p>



<p>Subito dopo viene un altro pezzo forte e più classico:&nbsp;<strong>la città medioevale delle fontane, delle torri e dei profferli</strong>. Con tre o quattro monumenti centrali. A partire dalle mura castellane. E poi Santa Maria Nuova, piazza San Lorenzo, piazza San Pellegrino. Ma anche il brulichio di vie medioevali dei quartieri San Pellegrino e Pianoscarano… o il delizioso borgo di &nbsp;Bagnaia. Tutta roba che sul mercato turistico – culturale vale oro.</p>



<p>Andiamo oltre:&nbsp;<strong>la città dei papi</strong>. Vecchio brand che fino a poco tempo fa poteva sembrare usurato, ma che ora con papa Francesco, che sul piano mediatico turistico tira come un uragano, deve riessere usato a piene mani. Non spieghiamo come, ma un centinaio di idee le abbiamo.</p>



<p>Ora andiamo un po’ più in fretta.</p>



<p>Quarto strato:&nbsp;<strong>la città rinascimentale e barocca</strong>. Basti pensare a Villa Lante.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong><em>la città delle macchine portate a spalla</em></strong>. A Viterbo oltre alla macchina di Santa Rosa, c’è quella di Santa Maria Liberatrice, seicentesca e bellissima, e ci sono svariati trasporti dalla Madonna del Carmelo al Santissimo Salvatore. E poi ci sono state macchine da recuperare sparite nei meandri della storia. O le minimacchine…</p>



<p>Sesto strato:&nbsp;<strong>la città dei sapori</strong>. Basta ricordare: l’acquacotta, la susanella, i maccheroni con le noci, la pizza di pasqua e sua eccellenza la porchetta, portata col vino Est, Est, Est, alle olimpiadi di Monaco. Insomma sapori che fanno la storia e che non possono essere dimenticati.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Viterbo città dei teatri e dei festival</strong>. Poche parole: Unione, San Leonardo, Ferento… &nbsp;Tra passato e futuro: Tuscia operafestival, Caffeina,&nbsp;Tuscia Film fest…</p>



<p>Infine lo strato a cui teniamo di più:&nbsp;<strong>Viterbo città del cinema e del… mare</strong>. Anche un idiota avrebbe sfruttato il fatto che questa è la città di Fellini, Blasetti, Rosi, Zampa, Monicelli, Orson Welles… Questi grandi della fantasia ci hanno regalato immagini incredibili della città. Nei&nbsp;<em><strong>Vitelloni</strong></em>, il vecchio regista e teatrante, che si vuole fare l’aspirante drammaturgo di provincia, a piazza delle erbe chiede: “Dove è il mare? Andiamo al mare”, o qualcosa del genere. Dieci passi lungo il corso e, magia del cinema, si arriva in una spiaggia. Come non usare Fellini e questa incredibile immagine per “vendere” Viterbo nel Mondo? E allo stesso modo: come non usare l’immagine del palazzo papale, che ha sullo sfondo, dietro le bifore, il mare? Immagine dell’<a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/othello-orson-welles" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Otello di Orson Welles</a>. Viterbo è stata ed è città del cinema e non esiste neppure un ufficio ad hoc per un regista che volesse venire a girare in città. Non esiste un itinerario turistico multimediale… Quando si dice la cialtroneria… Ma lasciamo stare…</p>



<p>Ora immaginate questi strati uno sopra l’altro con circuiti turistici – culturali orizzontali, ma anche con dei fili rossi che uniscono in vario modo i diversi punti dei vari strati. Chessò con un filo rosso che unisce sui vari strati la&nbsp;<strong>città dei mister</strong>i…la&nbsp;<strong>città dell’immaginario</strong>… la&nbsp;<strong>città dell’erotismo e del piacere</strong>…</p>



<p>Fin qui la città. Ma la stessa operazione va fatta per tutta la Tuscia cercando vecchi e nuovi brand e circuiti turistico culturali.</p>



<p>Ora la torta è più ampia ma anche più interessante. E qui andiamo proprio di corsa. Il centro della torta è ovviamente Civita di Bagnoregio. Che è diventato non solo un luogo del turismo mondiale, &nbsp;ma un luogo dell’immaginario mondiale.&nbsp;</p>



<p>Il primo strato di pan di Spagna questa volta però è ancora più antico. E dato dalle bellezze naturali.&nbsp;<strong>Tuscia terra di laghi, mare, pianure e montagne</strong>. Un circuito naturalistico di tutto rispetto che va dal lago di Vico alla Faggeta. Ci manca solo l’alta montagna.</p>



<p>Secondo:&nbsp;<strong>la terra degli Etruschi</strong>. E qui c’è poco da spiegare si va da Tarquinia a Viterbo. Da Vulci a Sutri. Il brand Etruschi ha una potenza di fascino e mistero secondo solo agli Egizi. Che dire: questo è oro puro. E coinvolti sono molti dei paesi della Tuscia. Per vedere tutto ci vogliono giorni. Altro che turisti mordi e fuggi.</p>



<p>Terzo:&nbsp;<strong>la Tuscia terra di itinerari religiosi</strong>. Dalla Francigena alla via dell’esilio di Santa Rosa.</p>



<p>Quarto:&nbsp;<strong>i castelli della Tuscia</strong>. La provincia è molto più bella della Loira da questo punto di vista. E questo brand non è stato mai usato sul serio.</p>



<p>Quinto:&nbsp;<strong>la Tuscia medievale, rinascimentale e barocca</strong>. Qui gli strati sono tre.&nbsp;Pochi nomi Viterbo, Tarquinia, Caprarola, Bomarzo, Villa Lante, Forte Sangallo a Civita…</p>



<p>Sesto:&nbsp;<strong>Tuscia terra dei sapori contadini</strong>: la porchetta, le anguille marinate, l’acquacotta, il coregone, i maccheroni con le noci, i salumi e dolci tipici. Gli oli, i vini.</p>



<p>Settimo:&nbsp;<strong>Tuscia set cinematografico</strong>. I film girati in provincia sono alcune centinaia. Tra i grandi registi Fellini e Pasolini. Nel Mondo, dalla Cina agli Usa, tutti conoscono Fellini, noi siamo stati il suo set, come si fa a tenerlo nascosto?</p>



<p>Ovviamente gli strati, i circuiti, i pacchetti turistico–culturali possono essere molti di più e si intersecano in vario modo. Il problema è trovare chi tenga le redini del tutto e chi si metta a lavorare sui vari circuiti. Ultimamente a Viterbo c’è chi ha iniziato a lavorare su alcuni aspetti e, da quello che si è capito, fortunatamente, ha iniziato a fare impresa col turismo. Ora si tratta di analizzare le iniziative che funzionano, capire se sono riproducibili, farle interagire tra di loro. Facendo capire che una iniziativa non lede l’altra, anzi la rafforza. Come dire: diamo vita a un distretto non industriale, ma di iniziative turistico – culturali. Le infrastrutture si dovranno adeguare. Tutto il sistema di ricezione e accoglienza dovrà gradualmente crescere. Gli atomi si dovranno adeguare ai bit. I “cantieri culturali” in Mondo tre faranno sorgere cantieri in Mondo uno. Con buona pace del buon vecchio Marx.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Carlo Galeotti</strong></p>
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