<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renzo Trappolini &#8211; Tusciaweb</title>
	<atom:link href="https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tusciaweb.it</link>
	<description>Il giornale della Tuscia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Dec 2024 15:24:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>“D’agosto moglie mia… e non solo”</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/dagosto-moglie-mia-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 17:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Agosto]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Trappolini]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavelina.eu/?p=2135</guid>

					<description><![CDATA[Viterbo – “D’agosto moglie mia… e non solo”. L’opinione dell’Irriverente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;D’agosto moglie mia non ti conosco, proverbio antico con tante spiegazioni o, meglio, giustificazioni, perché si diceva già ai tempi di Esiodo, quasi tremila anni fa, che la canicola estiva fosse di buon risveglio per le donne ma portatrice di fiacchezza agli uomini, che perciò negavano di “conoscere” la propria moglie.&nbsp;</p>



<p><strong>Il tutto circoscritto al mese di agosto, il quale una volta si chiamava Sestile e gli fu cambiato il nome da un velletrano dalle origini paterne piuttosto plebee ed oscure (nonno usuraio) ma, per parte di madre, pronipote di Giulio Cesare. All’anagrafe Caio Ottavio, dello zio prese i geni del potere sia militare che politico e, fatti fuori con le buone e le cattive i concorrenti, il senato gli attribuì il cognome di Augusto, titolo fino allora proibito ai mortali perché segno di divinità.</strong></p>



<p>Aggiungendolo all’assunzione ereditaria del nome dello zio, diventò così Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto e non bastandogli, come l’illustre parente aveva ribattezzato in Julius (luglio) il mese in cui era nato, fece chiamare Agosto i trentuno giorni successivi.</p>



<p><strong>Comunque sia andata, l’antico proverbio gli stava bene, se è vero che, pur divorziato due volte, dicono non tenesse in gran conto le donne, arrivando pure ad esiliare la sua unica figlia.</strong></p>



<p>Dunque, agosto e, naturalmente, Ferragosto, cioè le ferie di Augusto, il riposo dell’imperatore e non solo il suo, tra feste e giochi ancora in auge. Giostre di saracini vari, palii su terra ferma e in acqua, soprattutto corse di quadrupedi come i cavalli che si contendono oggi il drappellone dell’Assunta a Siena o quello di san Bartolomeo a Ronciglione, qui da noi.</p>



<p><strong>Gran mese dell’aria aperta ed anche dei fenomeni atmosferici più strani. Come quella volta che, nell’anno 358 d.C. sull’Esquilino dove ora c’è Santa Maria Maggiore, nevicò il 5 di agosto. A nessuno, allora, vennero in mente cambiamenti climatici o buchi dell’ozono. Molto più semplicemente il papa dell’epoca, Liberio, spiegò che quella nevicata gli era stata preannunciata in sogno con l’indicazione del luogo in cui la neve sarebbe caduta. Lì, infatti, da tempo voleva costruire una chiesa e così ci riuscì.</strong></p>



<p>Neve in agosto e pure temporali improvvisi, a leggere il sonetto del Belli intitolato proprio a La Madonna della Basilica Liberiana: “Che ppriscissione! Io vorzi annacce, ma vennero tre ddiluvi scatenati. Li preti nun pareveno ppiù preti, ma ppanni stesi, purcini abbagnati. Li vedevi cantanno litanie scappà pè li portoni e ll’osterie. Inzomma, ggente mia, inzino la Madonna e ‘r cardinale doverono fa la sparizione”.</p>



<p><strong>Bei tempi!</strong></p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sindaco cercasi… ci vorrebbe Diogene</title>
		<link>https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redattore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[5- Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Galeotti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Trappolini]]></category>
		<category><![CDATA[tusciaweb]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lavelina.eu/?p=1946</guid>

					<description><![CDATA[Viterbo - Sarà vezzo di filosofi "cercare" quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca  "dell'uomo" per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb "Cercansi  disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche di idee".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Viterbo</strong>&nbsp;–&nbsp;Sarà vezzo di filosofi “cercare” quello di cui gli altri fanno mostra di disporre e in abbondanza. Il filosofo cinico Diogene andava alla ricerca “dell’uomo” per strade affollate di gente e con una lanterna in pieno giorno. Il neodarwiniano direttore Galeotti mette questo annuncio su Tusciaweb “<strong><a href="https://bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/cercansi-disperatamente-candidati-sindaco-livello-politico-decente-anche-idee8">Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…</a></strong>“.</p>



<p><strong>Cinico anche lui se, dove si gira, di candidati ne trova a tutti gli angoli con idee e programmi debordanti pure sul suo giornale. Ambedue i cercatori comunque vogliono far pensare ma, si sa, questo – come canta Guccini – “per chi non è abituato”&nbsp; è vivamente sconsigliato.</strong></p>



<p>Le elezioni, però, il ragionamento lo meritano, perché, comunque vadano, hanno sempre un valore morale oltre che politico. Sono un punto e a capo, si sceglie tra condizioni e speranze,&nbsp;quelle di cui portatori sono i candidati che ne dovrebbero rappresentare” l’utopia”, come diceva Luigi Petroselli, un viterbese diventato nella storia repubblicana il sindaco per antonomasia di una città di milioni di persone, tante quanto le disuguaglianze e i contrasti.</p>



<p>Nella capitale,&nbsp; gli intitolarono una via tra le più simboliche, quella del palazzo dell’ Anagrafe, perché seppe e volle – lo spiegò l’8 ottobre 1979 , come ricorda la biografia scritta dall’onorevole Giovagnoli – definire una struttura di città capace di sostenere il ruolo attivo che le compete, con l’autorità politica e morale necessaria a suscitare le energie indispensabili a un progetto di sviluppo fondato anzitutto ” sulla crescita civile e culturale di massa, sull’instaurazione di nuovi rapporti tra gli uomini”.</p>



<p>È sufficiente un pedigree di militanza nei partiti oligarchici, anzi padronali, di oggi per essere adatti a&nbsp; candidarsi a sindaco?</p>



<p>Cercare, quindi, prima di tutto, la persona,&nbsp; valutare chi è, che ha fatto, che vuol fare e&nbsp; – considerate&nbsp; le attuali&nbsp; responsabilità di sindaco&nbsp;davvero imponenti e… pericolose&nbsp; –&nbsp; se ha&nbsp; quella dote dell’ umiltà&nbsp; di cui&nbsp; antichi e apprezzati consiglieri comunali viterbesi, come il democristiano Domenico Mangano e il comunista Achille Poleggi, parlavano, praticandola, nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori e Sandro Vismara la traduceva nel “non ritenersi in possesso di verità assolute e ricette prodigiose, ma proporsi e proporre programmi realizzabili”.</p>



<p><strong>Certo, la notorietà, il potere amministrativo e politico derivante dagli incarichi pro tempore ricoperti, possono far premio – in chi non vuol ragionare – sulla competenza, la carica morale, la misura e la qualità dell’ambizione, le esperienze di lavoro effettive e non pro forma, le prospettive di vita, compresa quella di lasciare la prima fila pubblica per tornarsene nel privato senza rimpianti.</strong></p>



<p>Su questo si deve ragionare, conoscendo e quindi aspettandosi dai candidati informazioni e comportamenti a tutto schermo, altro che modelli irpef e curriculum striminziti. Nella politica, che davanti è spettacolo e circo ma nella sostanza, testimonia il vecchio socialista Rino Formica, è ” sangue e merda”, se uno arriva alla caratura di “pezzo da 90” ha saputo certamente nuotare senza dissanguarsi.</p>



<p>Il che può anche essere una qualità, ma la scelta del sindaco , con tutti i poteri spesso in solitudine che le leggi gli conferiscono, passa anzitutto per la valutazione della persona, la quale, specie in una città dove tutti ci si conosce, e’ possibile. Sia da parte di chi andrà a votare, sia da chi non ci riuscirà: astenuto ma destinatario dell’azione amministrativa del sindaco.</p>



<p>Poi si vedranno i programmi, magari aggiornando quelli di quando&nbsp; “negli anni 70, i nostri avi ( lo scrive Galeotti, riponendo nel giurassico quantl&nbsp; come me vi parteciparono… grazie!)si inventarono la vertenza Alto Lazio” ,&nbsp; piattaforma programmatica&nbsp; purtroppo ancora percorribile, contrariamente alla Trasversale che allora si progetto’.</p>



<p>Ci sarà modo di parlarne. Ma, intanto, chi dei candidabili sente in coscienza&nbsp; di poter essere per Viterbo garanzia di “rinnovamento di una identità e persino di comunità”(parole di Petroselli), padre/madre capace di rispondere con attenzioni diversificate ai cittadini,&nbsp; sapendoli e volendoli, ma costantemente, ascoltare per poi ad essi comunicare il proprio coraggio di immaginare e di coinvolgere in un progetto di convivenza davvero civile?</p>



<p>C’è chi puo’&nbsp; in scienza e coscienza sottoscrivere senza provare un qualche dubbio e soprattutto senza considerarsi indispensabile?</p>



<p>Le risposte, chiedeva Vismara “in stile anglosassone”, si, no e, attenzione: i vostri compagni di lista saranno&nbsp; sempre in agguato. Senatores boni viri, senatus mala bestia”, i consiglieri sono bravi, ma, riuniti danno a volte un deprimente spettacolo”. E si è visto.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Renzo Trappolini</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Content Delivery Network via bunny-wp-pullzone-o5gypiy22u.b-cdn.net
Lazy Loading (feed)

Served from: www.tusciaweb.it @ 2026-05-06 03:32:31 by W3 Total Cache
-->